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Matera - Il 2 luglio la Festa della Bruna

Si celebra la 615ª edizione della tradizionale festa annuale in onore della Protettrice della città dei Sassi. La leggenda è legata all'allestimento di un carro trionfale. Quest'anno lo scorteranno circa 100 cavalieri
MATERA - Tradizione, fede, arte, luci, voci e colori sono gli elementi che caratterizzeranno la festa del 2 luglio in onore di Maria Santissima della Bruna, la Protettrice di Matera. L'evento è giunto alla sua 615ª edizione: in essa si intrecciano motivi sacri e profani, storia e leggenda, che costituiscono motivi di interesse fra i turisti e un forte richiamo per i materani.
La festa ha origini antiche che risalgono alla istituzione nel 1380 della ricorrenza liturgica della Visitazione, voluta proprio il 2 luglio da papa Urbano VI, già vescovo di Matera con il nome di Bartolomeo Prignano. La leggenda è legata all'allestimento di un carro trionfale, voluto da una "Signora" comparsa a un contadino, e scortato da armigeri antesignani dei cavalieri della Bruna.
Quest'anno saranno circa 100 i cavalieri, guidati dal generale Angelo Raffaele Tataranni, a scortare il carro trionfale e la processione per la festa del 2 luglio. Tra di loro anche alcune amazzoni, di età compresa tra i 6 e i 24 anni e baby cavalieri, il più piccolo dei quali ha 6 anni, mentre il cavaliere più anziano ne ha 63. Il generale Tataranni è il cavaliere più anziano del Corpo con 37 partecipazioni.
Quest'anno, dopo 30 anni, il Corpo dei cavalieri schiera un giovane trombettiere, Giuseppe Cifarelli, che ha sostituito Eustachio Barbaro autore di tanti squilli di "Carica".
L'attesa dei materani è anche per il carro affidato agli artisti, Pasquale e Francesco Nicoletti, padre e figlio, che hanno modellato e decorato la cartapesta sul tema "La famiglia santificata nell'amore". Sul carro, realizzato in tre mesi, sono stati modellati angeli, statue di santi ,rosoni, pannelli istoriati e un piccolo manufatto realizzato dai giovani studenti della scuola media "Francesco Torraca".
L'opera sarà distrutta nella serata del 2 luglio, dopo aver portato in trionfo la Madonna della Bruna fino in Cattedrale. La distruzione del carro non è un atto di vandalismo come alcuni pensano. Viene distrutto perché sia sempre più nuovo e più bello, come le messi che il contadino si attende dopo l'incendio delle stoppie.
Accanto ai motivi tradizionali, la festa propone elementi di novità come la seconda edizione del concorso "Il carro d'oro", che premia la vetrina più bella ispirata ai temi del 2 luglio. Il programma della festa comincia alle 5,30 con la processione detta dei "pastori". Ricorda una antica consuetudine riservata proprio ai pastori che non avrebbero potuto assistere alla Festa. Oggi quella devozione è riproposta da alcuni concittadini vestiti da pastori che recano al seguito agnelli, capre e asini, nel corso di una processione che si snoda per il centro storico, al risuonare delle campane e al fragore dei fuochi pirotecnici.
Segue a mezzogiorno il trasferimento in processione della statua della Madonna e del Bambinello, scortati da cavalieri in costume, dalla basilica cattedrale alla chiesa del rione Piccianello. Da qui, intorno alle 18, muove la processione del carro trionfale, trainato da quattro pariglie di muli, passando sotto le luminarie delle strade del centro per giungere fino alla cattedrale, per i caratteristici tre giri in piazza Duomo che simboleggiano il possesso di Maria Santissima della Bruna sulla città.
Quest'anno, a causa della presenza di cantieri, l'accesso alla piazza sarà limitato solo a 15 cavalieri, al clero guidato da monsignor Salvatore Ligorio e a poche persone, mentre le sequenze della festa potranno essere seguite da tre maxischermi. Dopo la sosta in Duomo il carro trionfale di cartapesta, scortato da cavalieri in costume, difensori e devoti, ritorna intorno alle 22 in piazza Vittorio Veneto per la sua distruzione.
Segue la conclusione dei festeggiamenti a tarda notte con uno spettacolo di fuochi pirotecnici, che illumina i Sassi e il parco rupestre.

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