Sabato 16 Gennaio 2021 | 07:39

Il Biancorosso

l'evento
Bari calcio, 113 anni del club. Il presidente: «Dedico il compleanno a tutti i nostri tifosi

Bari calcio, 113 anni del club. Il presidente: «Dedico il compleanno ai nostri tifosi»

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoIl processo
Taranto, bimbo morto di tumore: indagati 9 dirigenti ex Ilva

Taranto, bimbo morto di tumore: indagati 9 dirigenti ex Ilva

 
Potenzala «trovata»
Potenza, protesta ristoratori tra bicchieri di prosecco, musica e ironia

Potenza, protesta ristoratori tra bicchieri di prosecco, musica e ironia

 
Barila scorsa notte
Valenzano, ignoti rubano olio prodotto da terre confiscate alla mafia

Valenzano, ignoti rubano olio prodotto da terre confiscate alla mafia

 
Batemergenza Covid
Barletta, attivati 23 posti di terapia intensiva. Lopalco: «Pronti a possibile terza ondata»

Barletta, attivati 23 posti di terapia intensiva. Lopalco: «Pronti a possibile terza ondata»

 
Bari
Tra Bari e Matera accordo di collaborazione su cultura, turismo e ambiente

Tra Bari e Matera accordo di collaborazione su cultura, turismo e ambiente

 
LecceNel Leccese
Otranto, scatola con 20kg di petardi trovata in bidone immondizia

Otranto, scatola con 20kg di petardi trovata in bidone immondizia

 
BrindisiIl caso
Brindisi, muore a 19 anni al Perrino: 2 medici indagati

Brindisi, muore a 19 anni al Perrino: 2 medici indagati

 

i più letti

Da «Iena» a «Basilischi»  Processi lucani a rischio

di GIOVANNI RIVELLI 
Una sentenza della Corte di Cassazione riconosce la competenza a giudicare alcuni processi di Mafia non più al Tribunale, ma alla Corte di Assise. I processi per criminalità organizzata, in Basilicata spesso senza omicidi, sono finiti quasi sempre davanti ai Tribunali e non in Assise e ora rischiano di saltare
Da «Iena» a «Basilischi»  Processi lucani a rischio
di GIOVANNI RIVELLI

POTENZA - Dal processo sulla «mafia lucana», a quello che sconvolse i palazzi del potere politico, economico e giudiziario ipotizzando intrecci con la malavita. In Basilicata, Terra dove la «mafia» raramente coincide con omicidi consumati, sono di tutto rilievo i processi a rischio dopo la sentenza della Cassazione se non dovesse arrivare in tempi brevi il «decreto-sanatoria». Ad esempio sarebbe azzerata la sentenza «Basilischi» che ha riconosciuto l’esistenza in Basilicata del tentativo di dar vita a una mafia locale, unendo sotto u n’unica cupola gruppi che agivano in diverse parti della regione. 

Un’indagine lunga, un processo travagliato, che si è concluso, in primo grado, a dicembre 2007 con condanne a 262 anni di carcere per nomi di spicco quali Giovanni Luigi Cosentino (condannato a 21 anni e oggi «pentito»), Saverio Riviezzi, Santo Bevilacqua, Gennaro Cappiello, Antonio Cossidente, Giuseppe D’Elia (7 anni), Vincenzo Di Cecca, Giuseppe Lopatriello, Franco Mancino, Riccardo Martucci, Antonio Mitidieri, Francesco Pontiero e Salvatore Scarcia. Nomi che parlano di delitti nei quattro angoli della regione e per i quali i magistrati dle Tribunale di Potenza rimasero in camera di Consiglio ben 36 giorni prima di arrivare a una sentenza. 

Il processo, ora, pende in Appello, ma, dopo che la sentenza di cassazione ha riconosciuto la competenza dei reati per mafia aggravati dall’uso o la disponibilità delle armi, in base all’art 21 del codice di procedura penale «l’incompetenza per materia è rilevata anche d’uf - ficio, in qualunque stato e grado del processo », quindi si dovrebbe ritornare alla fase dell’avvenuto rinvio a giudizio con la fissazione di un nuovo dibattimento di primo grado in assise. Altro processo «eccellente», a rischio stop è «Iena due». L’inchiesta che, con l’arresto di politici, imprenditori, e del presidente della camera penale (prosciolto come la gran parte dei politici), diede origine alla fase più travagliata della giustizia lucana, è ora in fase di dibattimento con al centro la presunta associazione di stampo mafioso contestata al «boss-ragioniere» Renato Martorano. 

Il processo di primo grado, con 47 imputati, è partito lo scorso 10 gennaio e procede a ritmo serrato, un ritmo che, però, sarebbe vano per lanuova norma. Ma ci sono anche altri processi a rischio come due su presunte associazioni dedite al traffico di droga: lo storico processo «Instinsky» dal tedesco Marcus Instinsky che sarebbe stato al centro di un traffico che coingolgeva oltre 40 persone, e che ora pende in appello, al processo Chewingum che in dibattimento sta muovendo i primi passi. E ancora regredirebbe all’anno zero quel processo «Cossidente + 46» noto come «operazione Double face» sull’attività di presunti aderenti ai «Basilischi» dopo l’operazione che ne fece venire alla luce l’esistenza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie