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Matera, il cuore della gente  non ha fermato la mensa dei poveri

Ieri come un mese fa. Era infatti il 7 gennaio quando le telecamere di “Striscia La Notizia” hanno fatto irruzione nella mensa per i poveri intitolata a don Giovanni Mele, tra le grida di gente disperata che chiedeva dove sarebbero andati a mangiare. l'accusa fu di servire cibo scaduto. La signora Filomena Cristano: «sono dieci anni che la mensa è aperta e io cucino in questa sede da otto anni. Non è mai successo che qualcuno si sia lamentato per il cibo cattivo o non ci sono mai stati casi di intossicazione»  
Matera, il cuore della gente  non ha fermato la mensa dei poveri
di CARMELA COSENTINO

Ieri come un mese fa. Era infatti il 7 gennaio quando le telecamere di “Striscia La Notizia” hanno fatto irruzione nella mensa per i poveri intitolata a don Giovanni Mele, tra le grida di gente disperata che chiedeva dove sarebbero andati a mangiare adesso. La signora Paola Mastronardi, da tre anni a servizio della mensa, ricorda ancora con lucidità ciò che avvenne quella mattina «eravamo indaffarate a preparare il pranzo - racconta - non ci eravamo accorte di niente. L’unico movimento un po’ strano, diverso dal solito, è stato l’ingresso di due ragazze che si sono finte volontarie e che noi non avevamo mai visto. Poco dopo si è scatenato l’inferno. Sono entrate le telecamere. Ci siamo spaventate. Non riuscivamo a capire che cosa stesse succedendo. La gente continuava a gridare. Addirittura a distanza di qualche giorno una signora mi ha chiesto se era vera la notizia della morte di due persone. Insomma una vicenda che credo sia stata enfatizzata troppo». 

E aggiunge la signora Filomena Cristano «sono dieci anni che la mensa è aperta e io cucino in questa sede da otto anni. Non è mai successo che qualcuno si sia lamentato per il cibo cattivo o non ci sono mai stati casi di intossicazione». Tuttavia, nonostante le polemiche che sono state montate nelle ultime settimane, il servizio mensa ha continuato a funzionare grazie anche all’aiuto di volontari della Caritas e delle forze dell’ordine e da ieri è stata finalmente riaperta la cucina che però sarà utilizzata solo la domenica 

«Una situazione temporanea - dice don Pierdomenico Di Candia- che durerà credo fino alla fine di febbraio, finché non sistemiamo tutte le faccende burocratiche». A preparare il pranzo domenicale quattro signore della parrocchia di Piccianello, Giulia Mele, Paola Mastronardi, Maria Dilorenzo e Filomena Cristano che hanno cucinato pasta con un sughetto semplice senza carne e come secondo le polpette per circa una sessantina di persone. «La tavola è apparecchiata per 26 persone - spiega la signora Giulia - che verranno per il pranzo, quindi dalle 12 alle 13. Ma a parte abbiamo preparato pasta e carne da portare nelle case delle famiglie che ne hanno fatto richiesta e per tre bambini che vivono in una casa di accoglienza. In tutto abbiamo utilizzato 9 chili di pasta e quasi 4 chili di carne che ci è stata portata sabato sera e come dolce offriremo il panettone».

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