Martedì 09 Marzo 2021 | 05:50

Il Biancorosso

Serie c
Bari messo ko dal Potenza al San Nicola: 0-2

Bari messo ko dal Potenza al San Nicola: 0-2

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoLa manifestazione
Ilva, salta integrazione salario per i1700: il 12 sciopero e sit in dei lavoratori

Ilva, salta integrazione salario per 1700: il 12 sciopero e sit in dei lavoratori

 
LecceL'iniziativa
Leuca, hotel dedica stanza a Rena Fonte, ex assessore Nardò uccisa dalla mafia

Leuca, hotel dedica stanza a Renata Fonte, ex assessore Nardò uccisa dalla mafia

 
PotenzaLa novità
Marsico Nuovo ottiene il titolo onorifico di «città»

Marsico Nuovo ottiene il titolo onorifico di «città»

 
FoggiaL'iniziativa
8 marzo a Lucera, al Lastaria mimose, cioccolatini e sorrisi per le pazienti dell'Oncologico

8 marzo a Lucera, al Lastaria mimose, cioccolatini e sorrisi per le pazienti dell'Oncologico

 
BariL'inaugurazione
8 marzo a Bari, ecco la panchina rossa dedicata a Noemi Durini

8 marzo a Bari, ecco la panchina rossa dedicata a Noemi Durini

 
MateraIl caso
Mafia, estorsioni nel Materano: due uomini arrestati

Mafia, estorsioni nel Materano: due uomini arrestati

 
BatIl caso
Barletta ,oltraggiato il monumento di Conteduca

Barletta ,oltraggiato il monumento di Conteduca

 

i più letti

Regionali lucane Allam tende la mano a Navazio

di MIMMO SAMMARTINO
Braccia aperte per Er nesto Alfonso Navazio, qualora decidesse di sostenere il candidato presidente alla Regione di «Io amo la Lucania». E poi duro atto di accusa contro il «clima consociativo » della Basilicata fondato su un assetto di potere che, nella ripartizioni di ruoli e posizioni (maggioranze e opposizioni), si è cementato da anni imbavagliando la società lucana. Per Magdi Cristiano Allam è questa la vera malattia lucana
Regionali lucane Allam tende la mano a Navazio
di MIMMO SAMMARTINO 

Braccia aperte per Er nesto Alfonso Navazio, qualora decidesse di sostenere il candidato presidente alla Regione di «Io amo la Lucania». E poi duro atto di accusa contro il «clima consociativo » della Basilicata fondato su un assetto di potere che, nella ripartizioni di ruoli e posizioni (maggioranze e opposizioni), si è cementato da anni imbavagliando la società lucana. Per Magdi Cristiano Allam è questa la vera malattia lucana. 
«Esatto - conferma lui. - Sono conniventi in questo sistema sinistra al potere e destra che finge di fare opposizione». 

E in che cosa consisterebbe questa connivenza? «Nella spartizione, in un sostanziale immobilismo, nel diffuso degrado, nel complessivo depauperamento della società lucana. Sanno che solo così si può sottomettere e ricattare la gente. Con un voto di scambio. Voto in cambio di diritti. Per il lavoro o gli altri bisogni essenziali. Ma questo sta conducendo alla spoliazione della Lucania, alla sua progressiva distruzione, alla fuga dei suoi giovani, alla denatalità, al tramonto della sua civiltà e della sua cultura. Così i lucani perdono la speranza nel futuro». 

Crede che da queste elezioni possano giungere spinte nuove? Che la sua proposta possa trovare alleanze? «Sono confortato e sempre più fiducioso nella vittoria. Ma voglio precisare: io non intendo partire dall’esistente. L’esistente è qualcosa allo stato gassoso che cambierà. Io intendo rompere questa realtà di consociativismo e voglio rivolgermi alla società civile, alle persone che incarnano valori, alle figure credibili, a tutti quelli che vogliono veramente il cambiamento. È questo che mi interessa e non l’appartenza a partiti e partitini, logica dalla quale occorre affrancarsi. La mia sarà una lista fuori dagli schemi destra-sinistra. Sarà una lista della società civile, espressione del popolo lucano. È necessario ripartire dal basso». 

Dunque, ponti tagliati con le espressioni di partito? «In lista sceglierò volti nuovi. La parte migliore della società lucana. Ci saranno persone che, in passato, non hanno mai avuto a che fare con la politica. Il che non esclude chi ha dimostrato di saper fare buona politica e buona amministrazione. Ma anche costoro saranno scelti non per le appartenenze ma per la loro credibilità. E a scegliere sarò esclusivamente io: non negozierò con nessuno». 

In alcune di queste descrizioni, pare di intravedere il profilo del sindaco di Melfi, Navazio, che ha appena preso le distanze dal Pdl regionale. È un’impressione sbagliata? «Navazio è sicuramente una risorsa spendibile. Rappresenta il caso di una persona integerrima sul piano dei principi, che ha dato prova di efficienza come amministratore della cosa pubblica a Melfi. E, come prova ulteriore della sua diversità, è stato osteggiato dai vertici del Pdl lucano. Evidentemente si muove fuori da logiche spartitorie. Oggi lui è diventato simbolo per una speranza di cambiamento nel centro moderato. Mi auguro che possa scegliere di aderire alla lista che guiderò». 

Invece, con il gruppo «organizzato» del centro riformista moderato (Dec e dintorni), il discorso è più difficile? «Leggo dalla stampa che sarebbero orientati ad appoggiare il candidato presidente del Pdl...». 

Dunque, nisba. Ma, a proposito di Pdl, non è la forza politica che, in partenza, avrebbe dovuto sostenere la sua candidatura in Basilicata? «Qui al governo c’è la sinistra, pertanto considero questa forza la principale responsabile del degrado. Il mio obiettivo, sin dal principio, è stato quello di cercare di aggregare tutte le realtà che non si riconoscono negli assetti di potere esistente. Poi ho scoperto che questa destra è parte della stessa cultura e partecipa attivamente alla logica spartitoria. Per questa ragione hanno scelto Pagliuca. Vogliono perdere le elezioni per mantenere inalterati gli assetti e le posizioni. Se davvero ci fosse un cambiamento, anche loro perderebbero il potere che gestiscono pur stando all’opposizione». 

Sta dicendo che in Basilicata non vede differenze sostanziali fra destra e sinistra? «Dico che qui le differenze sono davvero minime. Pagliuca e De Filippo non sono poi così diversi. Ecco perché il consociativismo si impone più facilmente. Ringrazio il Signore che Berlusconi si sia rimangiato l’impegno a sostenermi. Se mi fossi presentato in Lucania col sostegno del Pdl, cioé di personaggi screditati, sarei stato visto come il vecchio». 

Ma che cosa l’ha spinta a infilarsi in questa avventura lucana? «Considero questo mio impegno come una missione. Sono rimasto colpito dalla ricchezza che c’è su questo territorio e che potrebbe rendere la Lucania la regione più ricca d’Italia: ambiente, beni culturali e archeologici, agricoltura, turismo. Ci sarebbe tutto per crescere. Invece la realtà è quella di una regione fra le più povere. Non c’è libero mercato. Tutto è centralizzato, tutto dipende da “mamma Regione” e si viola la dignità delle persone. C’è un potere corrotto e corruttore, succube dei poteri forti. Pensi alla Fiat: è il paradigma vergognoso di chi, in questo Paese, privatizza gli utili e socializza le perdite. Così accade nelle colonie dove i “pescecani” arrivano, depredano e vanno via».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie