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Basilicata: no atomo De Filippo: Niente impianti nè scorie

di GIOVANNI RIVELLI
Il Consiglio regionale di Basilicata si era espresso all’unanimità a favore della norma che ieri il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare, quella che statuisce che «in considerazione delle caratteristiche del territorio regionale, della vocazione economica e dello sviluppo delle risorse energetiche da esse ricavabili, l’ipotesi di produrre o impiegare l’energia nucleare non è compresa nelle ipotesi di sviluppo del sistema energetico della Regione» e che «non è ritenuta possibile l’ipotesi che alcuna parte del territorio regionale possa ospitare un deposito di scorie nucleari anche superficiale, che accolga rifiuti nucleari provenienti da alcuna altra parte di Italia o del mondo»
• Scanzano Jonico tra i siti individuati per gli impianti nucleari
• Direttore generale del Ministero: «Sul nucleare solo polemiche»
• LA CRONACA DI IERI
Basilicata: no atomo De Filippo: Niente impianti nè scorie
di GIOVANNI RIVELLI 

All’unanimità. Il Consiglio regionale di Basilicata si era espresso all’unanimità a favore della norma che ieri il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare, quella che statuisce che «in considerazione delle caratteristiche del territorio regionale, della vocazione economica e dello sviluppo delle risorse energetiche da esse ricavabili, l’ipotesi di produrre o impiegare l’energia nucleare non è compresa nelle ipotesi di sviluppo del sistema energetico della Regione» e che «non è ritenuta possibile l’ipotesi che alcuna parte del territorio regionale possa ospitare un deposito di scorie nucleari anche superficiale, che accolga rifiuti nucleari provenienti da alcuna altra parte di Italia o del mondo». 

Quella scelta bipartisan fa ora i conti con le mai sopite paure per la vicenda del progetto di discarica nucleare a Scanzano e col clima prelettorale che vede il centrosinistra paventare progetti inquietanti di Roma, il centrodestra tranquillizzare sull’assenza di secondi fini nell’azione decisa dal governo. A suonare la carica è il presidente della Regione Vito De Filippo, (Pd). «Il Governo - dice - viene allo scoperto e conferma la linea ispirata a un egoistico centralismo. È inconcepibile che il Governo possa ritenere di poter realizzare impianti nucleari senza l'assenso della Regione interessata. Noi manterremo la nostra posizione e faremo rispettare a tutti i costi il nostro territorio e le nostre scelte, ritenendo che anche la Corte Costituzionale non potrà non concordare con la nostra previsione di legge». 
«Ad ogni buon conto, mi impegno - ha concluso De Filippo - a vigilare affinchè nel territorio lucano non venga installato alcun impianto di energia elettronucleare, nè alcun deposito di scorie nucleari». E a rafforzare dubbi e posizioni ci pensa l’on. Salvatore Margiotta (Pd) secondo cui «non si capirebbe per quale motivo il Governo decida di impugnare tale legge, se non ritenesse il nostro territorio tra quelli in cui potenzialmente realizzare centrali, e, soprattutto, come ben noto tra gli addetti ai lavori, il deposito unico di scorie radioattive». 

A gettare acqua sul fuoco ci prova, invece, il capogruppo Pdl alla Regione nonchè candidato alla presidenza dello stesso schieramento Nicola Pagliuca. «Il Governo - spiega - ha impugnato la legge lucana che diceva “no” al nucleare per questioni di competenza che attribuiscono in modo esclusivo la materia ambientale al Governo nazionale» e nel tranquillizzare i lucani, ha aggiunto che la «Basilicata partecipa in termini ambientali alle vicende energetiche nazionali attraverso i suoi giacimenti petroliferi e i centri oli presenti sul territorio. Queste le ragioni che ci consentono di poter, senza ombra di dubbio, condividere l’operato del Governo in merito all’obiettivo complessivo di voler offrire, anche attraverso il nucleare, competitività al Paese e dall’altro di tranquillizzare i lucani sull'atteggiamento che manterremo per la nostra regione». Anche in questo caso, una posizione rafforzata a livello parlamentare dall’intervento dei senatori Guido Viceconte, Cosimo Latronico ed Egidio Digilio e dal deputato Vincenzo Taddei.

«La Basilicata - hanno assicurato - può e deve stare tranquilla perchè non ci sono le caratteristiche territoriali ed ambientali per realizzare lì una centrale nucleare o il deposito nazionale dei rifiuti rad ioattiv i». Ma le spiegazione di Pagliuca e i parlamentari Pdl non bastano a sgombrare il campo da dubbi e timori e il capogruppo Idv al Senato, il lucano Felice Belisario afferma che «le dichiarazioni del candidato presidente del Pdl, Nicola Pagliuca, sono poco credibili» sostenendo che «la verità è che il governo se ne infischia delle autonomie territoriali e pensa all’Esercito per imporre le centrali nucleari o il deposito di altre scorie anche in Basil icata». «I lucani - esorta Belisario - spazzino via con il loro voto tutte le contraddizioni del centrodestra che a Roma, grazie alla complicità dei parlamentari lucani, vuole fare della Basilicata la pattumiera radioattiva d’Italia, mentre Pagliuca fa finta di tranquillizzare la popolazione pur sapendo che il suo amico ministro Scajola, ha ben altro in mente».

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