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Primo passo per la canonizzazione della "guaritrice" di Oppido

di ANTONINO PALUMBO 
Ieri, a Roma, è cominciato il percorso verso la causa di canonizzazione di Francesca Lancellotti Zotta, la donna originaria di Oppido Lucano, cui numerose persone attribuiscono i meriti di guarigioni prodigiose. La storia di questa donna tanto amata dai suoi fedeli e tanto discussa dagli scettici comincia il 7 luglio 1956, data dell'apparizione di San Michele nella sua casa
Primo passo per la canonizzazione della "guaritrice" di Oppido
OPPIDO LUCANO - Beata Francesca da Oppido. Un sogno lontano, cui però i suoi «fedeli» hanno già cominciato a lavorare. Serve un miracolo, nel vero senso della parola, e cinque anni d'attesa dalla data del suo passaggio a miglior vita, avvenuto lo scorso 4 settembre. 

Ieri, a Roma, è cominciato il percorso verso la causa di canonizzazione di Francesca Lancellotti Zotta, la donna originaria di Oppido Lucano, cui numerose persone attribuiscono i meriti di guarigioni prodigiose. Nella chiesa di Sant'Antonio in via Merulana è stata celebrata la prima messa dalla fondazione dell'associazione «Figli spirituali di Francesca Lancellotti», costituita tre settimane prima con atto notarile.

Alla celebrazione è stata concelebrata da don Ernesto Piacentini, il sacerdote postulatore incaricato dall'associazione - l'unica ufficiale e autorizzata dagli eredi universali, senza scopo di lucro - per reperire materiale utile alla futura causa di canonizzazione. L'associazione ha l'obiettivo di riunire tutti i fedeli d'Italia e del mondo, il cosiddetto "Popolo di Francesca", avvicinati da lei alla fede e spesso beneficiari, grazie alla sua intercessione, di guarigioni sia fisiche, sia spirituali. 

Per avviare una causa di canonizzazione servono cinque anni dalla «salita in Paradiso», salvo specifica decisione del Papa. Un criterio di cautela che serve a evitare entusiasmi temporanei e aiuta a valutare con criterio i fatti relativi ai candidati. Il 4 settembre 2014 Francesca diventerà «Serva di Dio». Successivamente bisognerà certificare almeno un miracolo in questo lustro per far sì che diventi «beata», anche se spesso è fondamentale soprattutto la «fama di santità» fra quanti hanno conosciuto un servo o serva di Dio. Per verificarla, si procederà a interviste, documenti e testimonianze di quanti si dicono toccati dalla grazia del Padreterno grazie all'intercessione di Francesca. 

La storia di questa donna tanto amata dai suoi fedeli e tanto discussa dagli scettici comincia il 7 luglio 1956, data dell'apparizione di San Michele nella sua casa di Oppido Lucano. Cambia a metà degli anni Settanta, quando su consiglio dell'Arcangelo si trasferisce a Roma a fare opera di apostolato. Diventa culto dalla seconda metà degli anni Novanta, grazie a una serie di eventi che l'hanno fatta diventare la «santa dei militari», ma non solo. «Io non sono niente, sono un verme di terra, un granello di sabbia. Le grazie le fa solo Dio e non un corpo umano». Sono le sue parole più famose. Le parole di una donna che molti, in vita, hanno già cominciato a chiamare santa.
di ANTONINO PALUMBO

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