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Nei campi di Basilicata  insetti «buoni»  al posto dei pesticidi

di GIOVANNA LAGUARDIA
La Regione intende mettere al bando, o comunque marginalizzare, l’uso dei pesticidi chimici. L’insettario dell’Alsia già alleva e fornisce anche ad altre regioni i nemici naturali dei parassiti. «Il futuro dell’agricoltura - ha ribadito Pietro Quinto, direttore generale del dipartimento agricoltura della Regione Basilicata - va verso la lotta integrata e biologica. L’obiettivo è la marginalizzazione degli agrofarmaci, per la tutela del consumatore, che non può essere affidata a privati»
Nei campi di Basilicata  insetti «buoni»  al posto dei pesticidi
di GIOVANNA LAGUARDIA 

La Basilicata dichiara guerra all’uso dei fitofarmaci. E si prepara a dare sempre maggiore spazio all’agricoltura biologica (pesticidi completamente off limits) e alla lotta integrata (uso controllato di un numero limitato di sostanze chimiche). È questa la politica agricola indicata ieri a Potenza nel convegno di presentazione del consuntivo fitosanitario 2009, a cura del servizio di difesa integrata dell’Alsia, l’agen - zia lucana per lo sviluppo in ag ricoltura. Insomma, in Basilicata le premesse per un pronto adeguamento alle nuove normative europee sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ci sono tutte. In tal senso, come è stato sottolineato nel corso dei lavori, fiore all’occhiello della regione è la lotta biologica alle malattie di alcuni prodotti agricoli come gli agrumi, che si effettua grazie all’allevamento di insetti utili, all’inerno dell’insettario dell’azienda sperimentale Pantanello di Metaponto, in funzione fin dal 1989. 

Una realtà di piccole dimensioni (vi sono impiegati soltanto un tecnico ed un operaio avventizio), ma che sta avendo notevole successo, come dimostra il fatto che anche le regioni limitrofe si rivolgono all’impianto lucano, che sta cominciando ad effettuare anche test di validità su materiale per la lotta biologica proveniente da fuori. Tra le altre attività innovative effettuate all’insettario c’è anche il biomonitoraggio dell’inquinamento attraverso l’utilizzo delle api, insetti particolarmente sensibili al cattivo stato di salute dell’ambiente. A tutto questo si aggiunge il servizio agrometeorologico effettuato dall’Alsia, importante sia per aiutare gli agricoltori nel loro lavoro quotidiano, sia per lo studio dei cambiamenti climatici. 

«Il futuro dell’agricoltura - ha ribadito Pietro Quinto, direttore generale del dipartimento agricoltura della Regione Basilicata - va verso la lotta integrata e biologica. L’obiettivo è la marginalizzazione degli agrofarmaci, per la tutela del consumatore, che non può essere affidata a privati, ma per la delicatezza della questione, deve essere in carico agli enti pubblici, che devono destinare risorse finanziarie e di pianta organica sempre maggiori su questo fronte». Tra le ricadute principali di una politica di diminuzione dei pesticidi, come indicato dal convegno, il miglioramento delle produzioni, la riduzione dei costi di produzione, l’aumento dell’occupazione specializzata, la riduzione dell’impatto ambientale, il miglioramento della pianificazione del territorio.

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