Martedì 09 Marzo 2021 | 11:28

Il Biancorosso

Serie c
Bari messo ko dal Potenza al San Nicola: 0-2

Bari messo ko dal Potenza al San Nicola: 0-2

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariLa decisione
Bari, al Policlinico arrivano autocertificazioni per i furbetti del vaccino Covid

Bari, al Policlinico arrivano autocertificazioni per i furbetti del vaccino Covid

 
PotenzaCinema
Potenza, ciak del film «La notte più lunga dell'anno», nel cast anche Ambra

Potenza, ciak del film «La notte più lunga dell'anno», nel cast anche Ambra

 
FoggiaL'episodio
Rubati 200 pneumatici da tir in autostrada nel Foggiano, recuperati a Cerignola

Rubati 200 pneumatici da tir in autostrada nel Foggiano, recuperati a Cerignola

 
TarantoNel tarantino
«Se non torni con me ti sfiguro con l'acido», arrestato 24enne a Statte

«Se non torni con me ti sfiguro con l'acido», arrestato 24enne a Statte

 
LecceNel Salento
Lizzanello, 12 consiglieri firmano dimissioni: cade amministrazione comunale sindaco Pedone

Lizzanello, 12 consiglieri firmano dimissioni: cade amministrazione comunale sindaco Pedone

 
BrindisiL'operazione
Droga e furti d'auto nel Salento: 8 arresti tra Brindisi e Lecce

Droga e furti d'auto nel Salento: 8 arresti tra Brindisi e Lecce

 
MateraIl caso
Mafia, estorsioni nel Materano: due uomini arrestati

Mafia, estorsioni nel Materano: due uomini arrestati

 
BatIl caso
Barletta ,oltraggiato il monumento di Conteduca

Barletta ,oltraggiato il monumento di Conteduca

 

i più letti

Matera, al santuario per coprire lo spaccio

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dieci tra i 32 arrestati nell’«Operazione Scacco alle regine», chiamata così perché mogli, conviventi e sorelle avrebbero preso il posto degli uomini finiti in carcere l’anno prima, ricoprendo gli stessi ruoli. Dopo indagini durate più di un anno il blitz della Squadra Mobile, scattato tra le 3 e le 4 di martedì notte, avrebbe smantellato la rete dello spaccio di droga in città
Matera, al santuario per coprire lo spaccio
MATERA - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dieci tra i 32 arrestati nell’«Operazione Scacco alle regine», chiamata così perché mogli, conviventi e sorelle avrebbero preso il posto degli uomini finiti in carcere l’anno prima, ricoprendo gli stessi ruoli. Dopo indagini durate più di un anno il blitz della Squadra Mobile, scattato tra le 3 e le 4 di martedì notte, avrebbe smantellato la rete dello spaccio di droga in città, soprattutto eroina e cocaina. I primi interrogatori di garanzia sono cominciati ieri mattina e probabilmente pochi degli imputati avranno avuto la possibilità di «esaminare le carte», le oltre 500 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare contenenti 120 capi di imputazione, riferiti ad altrettanti episodi di cessione di stupefacenti o altri reati.

Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale materano Rosa Bia sono comparse dieci delle 18 persone detenute in carcere: Zenovia Basangiu, 49 anni, la convivente rumena di Giovanni Monacelli, «l’olandese», conosciuta nell’ambiente dei tossicodipendenti come «Valentina» o anche «zia»; Eustachio Nicoletti, 33 anni, noto con il soprannome di «Mortadella»; Antonio Antezza, 38, detto «Mled»; i fratelli Vito Carlucci, 27, soprannominato «Perizoma», e Francesco Carlucci, 23; Ivan Cifarelli, 30; Francesca Monteverde, 31, detta Franca; Fulvio Carlo Cellammare, 32, noto anche come Carletto; Giuseppina Paolicelli, 28, detta Pina. A Nicoletti, su istanza del suo difensore, l’avvocato Michelangelo Bonelli, il giudice ha concesso gli arresti domiciliari con la facoltà di potersi recare a lavoro, dalle 6 alle 14 e dalle 17 alle 20 dei giorni feriali, avendo un’avviata attività commerciale. Bonelli ha chiesto anche per Antezza l’applicazione di misure cautelari meno gravose della detenzione in carcere. Gli arresti domiciliari sono stati chiesti dall’avvocato Maria Delfino, legale della Basangiu, assistita anche dall’avvocato Nicola Cataldo.

«Chiederò la remissione in libertà», annuncia l’avvocato Emilio Nicola Buccico, legale di Giuseppina Paolicelli, che difende insieme con il fratello, Cosimo Damiano Rosario, 42 anni, conosciuto nell’ambiente come «Negrino», ma anche come «Muso giallo». Buccico ha spiegato che non esisterebbero esigenze cautelari che giustifichino la detenzione, essendo già stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini ed essendo risalenti al 2008 i fatti contestati dall’accusa. Gli interrogatori riprenderanno domani con gli altri otto imputati che sono detenuti in carcere. 

AL SANTUARIO - «Dobbiamo andare tutte e due?». «Ah?». «Alla Madonna di Picciano dobbiamo andare tutte e due?». «Eh sì, vieni... Ti vengo a prendere io?». Domande e risposte sono il passaggio di una telefonata intercettata dagli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile nell’ambito delle indagini che hanno preceduto il blitz antidroga dell’«Operazione Scacco alle regine». Il particolare emerge dalla ricostruzione di uno dei tanti episodi documentati nelle oltre 500 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Rosa Bia, su richiesta del pubblico ministero, il sostituto procuratore Valeria Farina Valaori.

A parlare, nell’agosto del 2008, sono Zenovia Basangiu e Giuseppina Paolicelli. E che non siano interessate ad un viaggio spirituale o un atto di fede, ma ad un rifornimento di droga, lo dimostrerebbero le prove raccolte dagli investigatori. A smentire le due donne sono la localizzazione del telefonino in uso a una di loro durante il viaggio, tra Altamura e Bitonto, e l’intercettazione di una conversazione telefonica tra la Paolicelli e la sua baby sitter, Sonia Zaccaro, 20 anni, attualmente agli arresti domiciliari, che va a trovarla a casa e non nasconde sorpresa per le giustificazioni della sua interlocutrice sull’assenza.

«Sono andata in chiesa», è costretta a ripetere Giuseppina Paolicelli. «In chiesa?», domanda la baby sitter. «A Picciano, alla chiesa... Al santuario», si sente rispondere prima di accettare questa versione dei fatti. Ed è la stessa versione che Zenovia Basangiu fornisce al suo compagno, Giovanni Monacelli, «l’olandese», che la chiama sul cellullare mentre lei è in viaggio. «Siamo arrivate là... Siamo entrate nella chiesa», dice la Basangiu nell’intercettazione.

Ma che il viaggio a sfondo religioso sia soltanto un «paravento» adoperato per nascondere il ritiro di un imprecisato quantitativo di droga se ne convince anche il giudice per le indagini preliminari nel motivare le misure cautelari disposte nella sua ordinanza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie