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Lucani litigiosi ma i tribunali non scoppiano

di MASSIMO BRANCATI
Fioccano i contenziosi nel settore civile che riesce a reggere l’urto. Il tasso è del 32,3 per cento che, ovviamente, si traduce in più contenziosi e più lavoro per tutto il sistema giudiziario già alle prese con sottodimensionamento degli organici di magistrati e di personale amministrativo. Nonostante la mole di lavoro gli arretrati non aumentano. Nel resto d’Italia non è così
Lucani litigiosi ma i tribunali non scoppiano
di MASSIMO BRANCATI

Ai lucani piace litigare. E quanto litigano. Secondo gli ultimi dati della Corte di Appello di Potenza, nel settore civile c’è un alto quoziente di litigiosità, tra i più elevati d’Italia. Il tasso è del 32,3 per cento che, ovviamente, si traduce in più contenziosi e più lavoro per tutto il sistema giudiziario già alle prese con sottodimensionamento degli organici di magistrati e di personale amm inistrat ivo. Nonostante la gran mole di lavoro prodotta dalla «spigolosità» dei lucani, le pendenze negli uffici non sono aumentate in modo significativo. Anzi, su questo fronte la Basilicata è una realtà «dinamica»: le cause civili pendenti negli ultimi sette anni raggiungono solo un più 8%. 

È quanto rileva Das, compagnia specializzata nella tutela legale, che ha analizzato i dati sui contenziosi civili pendenti nel nostro Paese, in occasione del lancio della polizza «Difesa famiglia», che offre un’ampia assistenza legale per tutto il nucleo familiare. 
Il distretto giudiziario di Potenza, cui fanno capo i tribunali di tutta la Basilicata, è all’ottavo posto della classifica dei distretti giudiziari meno ingolfati d’Italia: negli ultimi sette anni (2002/2008) i procedimenti civili pendenti sono cresciuti soltanto dell’8%, pari merito con il distretto di Ancora. I distretti giudiziari più efficienti sono quelli di Brescia, dove le cause pendenti sono diminuite del 47% nel periodo considerato, Bologna (-22%), Bari e Salerno, a pari merito con una riduzione dei contenziosi civili pendenti del 9%. 
A maggior rischio ingolfamento sono Campobasso (+201% le cause civili), Caltanissetta (+138%) e Perugia (+98%). 

A livello nazionale i processi civili pendenti sono aumentati del 20% nel periodo 2002-2008 anche se nell’ultimo anno si è invertita la tendenza negativa (- 4% rispetto al 2007). Rielaborando i dati della Corte di Cassazione, Das fa notare che il distretto di Potenza, con 1 procedimento civile avviato ogni 589 abitanti, è al sesto posto tra i distretti giudiziari più litigiosi in Italia. La classifica è guidata dai distretti di Roma (1/434 abitanti), Caltanissetta (1/462 abitanti) e Campobasso ( 1/501 abitanti), mentre i distretti dove si registra il più basso tasso di litigiosità sono quelli di Bologna (1/2.450 abitanti), Cagliari (1/1.953 abitanti) e Brescia (1/1.673 abitanti). 

«In Paesi come l’Austria e la Germania – spiega Roberto Grasso, direttore generale di Das. Italia – una famiglia su due ha sottoscritto una polizza di tutela legale e non è un caso che qui i tribunali siano meno intasati che da noi e i processi durino molto meno. Le compagnie di tutela legale cercano di risolvere quasi sempre le controversie nella fase stragiudiziale e questi prodotti assicurativi offrono il vantaggio di avere, a costi contenuti, il supporto di validi consulenti legali in alcuni momenti della propria vita quotidiana». Nel distretto giudiziario di Potenza, sottolineano i dati di Das, il trend di variazione dei procedimenti civili pendenti ha avuto una svolta «virtuosa» soprattutto negli ultimi due anni. Dalle 927 cause del 2002 si è passati alle 1099 del 2003 (+19%), poi nel 2004, con una riduzione del 4%, i procedimenti civili si sono attestati a quota 1.051. Tra 2006 e 2005, si è registrata un’i m p e n n at a delle cause civili pendenti del 12%: da quota 1.045 a 1.166. Nel 2007 e nel 2008 il ciclo si inverte e, con cali prima del 3% e poi del 12%, le liti civili pendenti si fermano a quota 1.003.

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