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In Basilicata la  «guerra» dei precari

di ANTONELLA INCISO
In 32 assunti per 3 anni. Altri 90 per 9 mesi. La maggior parte delle persone interessate dal contratto triennale lavorano presso la Presidenza della giunta. Le persone individuate senza bandi, avvisi o concorsi e senza la comparazione dei curricula
• La testimonianza: «La mia amarezza? Non poter avere una chance»
In Basilicata la  «guerra» dei precari
di ANTONELLA INCISO 

I primi sussuri si erano avuti all’inizio di dicembre, poi, nell’imminenza del Natale i brusii avevano preso consistenza. Oggi a feste finite, sono diventate urla. Urla di rabbia. A pronunciarle i sindacati e la maggior parte dei precari della Regione che sotto l’albero di Natale hanno trovato, sì il rinnovo della convenzione per tre anni (rinnovabile per altri tre) ma solo per 32 di loro, la cui gran parte opera presso la Presidenza della Giunta. Per gli altri 90, la cui gran parte opera, invece, presso gli altri Dipartimenti, il rinnovo ci sarà ma durerà pochi mesi, sino al settembre 2010. Il tutto grazie ad una determina dirigenziale, la numero 71 AU 2009/D.03189, approvata dalla Giunta Regionale il 30 dicembre scorso con cui si istituiscono 32 convenzioni esterne per esperti da adibire ad attività tecnica e specialistica presso il Dipartimento «Presidenza della Giunta». 

Trentatremila euro i compensi annuali al netto (escluse le ritenute fiscali, previdenziali ed assicurative a carico della Regione) che percepiranno i convenzionati. Trentatremila euro l’anno pagati - si legge nella determina - «in considerazione del carattere di elevata professionalità e di continuità nella prestazione e del criterio di determinazione del compenso fornito dalla circolare 41 del 2003 del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali». Trentatremila euro che moltiplicati e aggiunti a tutte le voci arrivano ad una somma complessiva di un milione e quattrocentoquattromila e 260 euro. Con quei soldi, quindi, per i prossimi 3 anni saranno pagati i 32 convenzionati, gli altri, invece, dovranno «accontentarsi » di avere prorogato il contratto sino a settembre. In una terra dove il lavoro è il problema più sentito, dove il posto in un ente pubblico è l’aspirazione di molti, ovviamente la cosa non poteva passare inosservata. Soprattutto perché i 32 «fortunati » non sono stati individuati con procedure di selezione pubblica come avvisi, concorsi o bandi, o attraverso la prova comparativa dei curricula ma più semplicemente «attraverso le verifiche delle professionalità desumibili dal curriculum stesso». Una procedura giuridicamente corretta ma che ha scatenato malumori e proteste. 

Così - se gli esclusi - parlano di «blitz» e di «umiliazione» ma chiedono l’anonimato per paura di «non poter firmare il contratto fissato fino a settembre » a dare voce alla rabbia sono i sindacati che chiedono alla Regione «l’immediato ritiro del provvedimento e di procedere speditamente nell’attivazione delle procedure di stabilizzazione di tutti i lavoratori precari che da anni prestano la propria attività presso la Regione Basilicata». 

«Sul precariato la Giunta regionale predica bene e razzola male - precisano ii segretari regionali della Cisl e della Cisl Funzione Pubblica, Enrico Gambardella e Giovanni Sarli - la Regione nel giro di una settimana ha rinnegato sé stessa. Quella determina è singolare. Se sul piano strettamente giuridico questa decisione può trovare un avvallo – concludono i due – è più che fondato il sospetto che questo tipo di decisione sia spudoratamente finalizzata alla ricerca del consenso facile. Sarà un caso che tutto ciò avvenga a pochi mesi dalle elezioni?» . 

Ed a chiedere al presidente De Filippo «di farsi garante affinché siano offerte pari opportunità a tutti coloro che, pur avendo i requisiti richiesti, non hanno avuto l’oppor tunità di essere sottoposti ad alcun tipo di valutazione » è anche il responsabile regionale dell’Alai Cisl, Oronzo Candela. Ancor più dura la presa di posizione del segretario generale funziona pubblica di Potenza, Angelo Summa. «I vari Dipartimenti hanno fatto una proroga delle convenzioni si soli 9 mesi - precisa - Alla presidenza della Giunta sono stati fatti nuovi contratti, ma la programmazione è finita nel 2006 e questi nuovi contratti di collaborazione vengono fatti per l’atti - vità 2007-2013 quando la programmazione non è stata ancora realizzata. Si dà stabilità alla struttura di controllo della Giunta attraverso un contratto di 36 mesi, senza aver programmato l’attività. È evidente che in Basilicata ci sono precari di serie A e precari di serie B, secondo la gerarchia politica, considerato che per i precari impiegati presso alcuni degli altri Dipartimenti sono stati adottati provvedimenti di proroga del contratto per 9 mesi». 

A rincarare la dose le parole di Michele Traficante, segretario provinciale della Uil - Fpl. «E' singolare e fallace la motivazione addotta per l'attivazione dei predetti incarichi ovverosia l’attività di controllo interno, laddove mancano, a monte, i soggetti preposti alla produzione degli atti amministrativi. Quindi, che tipo di controllo sarà mai possibile operare se il grosso dei precari, che quegli atti redigono, saranno defenestrati dall'ente? - commenta - Poiché fino ad ora tutti i collaboratori della Regione hanno dimostrato, con la loro elevata professionalità, di essere ugualmente necessari all'amministrazione, volerli adesso differenziare in lavoratori di serie A e di serie B, senza nessuna comparazione delle effettive competenze, costituisce una aggiramento intollerabile dei principi trasparenza e di efficienza dell'azione amministrativa a cui la Regione dovrebbe conformarsi».

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