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Inquinamento lucano l'Osservatorio resta sulla carta

di ANTONELLA INCISO 
Una struttura attesa da anni. Dell'Osservatorio ambientale di Marsiconuovo si parla dal 1998, pochi mesi dopo la ratifica dell’accordo Eni- Regione sulle estrazioni petrolifere. In anni recenti è stata individuata la struttura dove ospitare l'Osservatorio e l'Eni paga pure il fitto ma il palazzo resta vuoto. Comune e Regione si rimpallano responsabilità
• L'assessore promette: l'Osservatorio partirà entro fine gennaio
• «Vogliamo l'istituzione di "cittadini sentinella" per il monitoraggio»
Inquinamento lucano l'Osservatorio resta sulla carta
POTENZA - I primi annunci risalgono all’inizio degli anni Duemila, ma sino ad oggi poco o nulla è cambiato. Le parole sono rimaste tali e i fatti sembrano cose lontane da realizzarsi. Così dopo anni di attesa l’Osservatorio ambientale di Marsiconuovo resta ancora un’opera da libro dei sogni. 

Eppure, da almeno due anni comuni e Regione sembravano sul punto di farlo partire. Invece, qualcosa sembra essersi inceppato e la struttura al momento continua ad essere «virtuale». Questo, nonostante alla fine del settembre 2008, l’Eni firmi un contratto di fitto per 30 anni con il comune di Marsiconuovo. Con quel contratto l’Ente nazionale idrocarburi ottiene in usufrutto la struttura dell’ex scuola materna Casale, nel rione Casale a Marsiconuovo appunto, e nel contempo versa nelle casse del comune valdagrino il fitto di tutti i 30 anni pari a 494mila euro. 

Per ogni anno l’Eni eroga un fitto di oltre 16mila euro. Una cifra sostanziosa per un piccolo comune come Marsiconuovo, ma anche un primo atto che sembra ratificare l’avvio definitivo della struttura. A Marsiconuovo, dunque, sembra tutto pronto ma alla fine non succede nulla. Perchè? Perchè nonostante i soldi versati la struttura non è ancora partita? 

Il sindaco del paese, Domenico Vita (ex esponente del Pd ora passato al Pdl) respinge le accuse di inerzia e passa la palla alla Regione. «Ho più volte sollecitato la questione» sottolinea evidenziando le lettere inviate a Regione, Comuni e Comunità Montana. E spulciando tra quelle righe si nota come in questi mesi incontri e carteggi non si siano risparmiati. Ma con pochi risultati concreti considerato che l’Osservatorio ambientale continua ad essere solo un «contenitore vuoto». Il tutto nonostante non solo il sindaco Vita ma anche altri 11 primi cittadini dell’area e la stessa Comunità Montana «Alto Agri» sin dallo scorso mese di luglio hanno presentato alla Regione una proposta di gestione con tanto di obiettivi, struttura gestionale e tipologia di organizzazione. Una proposta racchiusa in poche pagine che sembra avere molti punti in comune con l’idea di Osservatorio che la Regione vuole realizzare. 

Almeno questo emerge nel corso di un incontro al Dipartimento ambiente nello scorso mese di agosto. Perché , poi, in un successivo incontro le cose cambiano. La gestione della struttura che gli amministratori locali volevano venisse affidata ad un Comitato istituzionale - politico ed ad un comitato scientifico (con annesso comitato tecnico - operativo) viene, invece, secondo le ipotesi della Regione, affidata al Dipartimento Ambiente. 

In particolare, sempre secondo quelle ipotesi, la presidenza spetta all’assessore regionale in carica mentre a far parte del comitato ci saranno anche i dirigenti regionali. «Nel primo incontro c’erano stati molti punti in comune tra le ipotesi di Osservatorio dei comuni e quella della Regione - aggiunge ancora il sindaco Vita - ma poi in un successivo incontro dallo schema di ipotesi emerge che la gestione viene affidata al Dipartimento ambiente e che l’assessore ne è il presidente. Invece, noi volevamo e vogliamo l’autonomia assoluta della struttura. Volevamo e vogliamo un comitato indipendente». 

Posizioni diverse, quindi. Posizioni su cui, sino ad oggi, precisa il sindaco Vita non si è più discusso. «Dopo quell’incontro in Regione abbiamo avuto una riunione con gli altri sindaci a metà settembre - conclude ancora Vita - in cui è deciso che ogni amministratore deve fatto approvare dalla giunta comunale l’ipotesi di osservatorio da noi fatta. La delibera del comune di Marsiconuovo l’ho inviata alla fine di ottobre. Noi, quindi, abbiamo fatto più di quello che ci toccava. Come sindaci ci siamo attivati per tirare fuori anche una nostra proposta ma fino ad ora non è successo nulla».
di ANTONELLA INCISO

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