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Nomine illecite negli enti lucani: 15 "vip" imputati

di GIOVANNI RIVELLI 
Pur non avendo i requisiti di legge, i tre commercialisti Tommaso Filippo Cristallo, Maria Teresa De Luca, Gianluca Timpone - secondo l'accusa - sarebbero stati nominati revisori dei conti. Per questo, oggi la Procura della Repubblica di Potenza chiede il giudizio per due senatori, 10 consiglieri regionali con l’accusa di aver favorito le tre persone, pure destinatarie della richiesta di rinvio a giudizio
Nomine illecite negli enti lucani: 15 "vip" imputati
POTENZA - In quel pacchetto di 104 nomine in enti e aziende della Regione Basilicata ce ne erano 3 riguardanti persone prive dei requisiti previsti dalla legge. Oggi la Procura della Repubblica di Potenza chiede il giudizio per due senatori, 10 consiglieri regionali con l’accusa di aver favorito le tre persone, pure destinatarie della richiesta di rinvio a giudizio. 

Nell’inchiesta avviata nel 2007 dal Pm Henry John Woodcock e poi ereditata dal collega Salavatore Colella quando il magistrato anglonapoletano, nello scorso settembre, si è trasferito a Napoli, sono incappati due parlamentari, i senatori Maria Antezza (Pd) e Cosimo Latronico (Pdl), all’epoca dei fatti consiglieri regionali come altri 10 indagati, di varie parti politiche, a partire dall’attuale vicepresidente della giunta Vincenzo Santochirico (Pd), l’assessore alla Formazione Antonio Autilio (Idv), Pasquale Di Lorenzo (An-Pdl), Antonio Di Sanza (Pd), Roberto Falotico (DeC), Agatino Mancusi (Udc), Giacomo Nardiello (Pdci), Erminio Restaino (Pd), Luigi Scaglione (Popolari Uniti), Emilia Simonetti (Prc). 

Con loro tre commercialisti che per l’accusa, sarebbero stati nominati revisori dei conti in assenza dei necessari requisiti, e cioè Tommaso Filippo Cristallo, nominato all’Azienda edilizia residenziale di Matera, Maria Teresa De Luca, revisore all’Azienda regionale Basilicata erogazioni in Agricoltura, e Gianluca Timpone, Nominato all’Azienda Regionale per il diritto allo studio. 

Tutti dovranno rispondere di concorso aggravato in abuso d’ufficio davanti al Gup Gerardina Romaniello, dove compariranno il prossimo 21 gennaio, poichè, per la Procura, avrebbero messo in atto una condotta che «intenzionalmente procurava a Tommaso Filippo Cristallo, Gianluca Timpone e Maria Teresa De Luca un ingiusto vantaggio consistente nell’illegittima nomina ed arrecando ai concorrenti un danno ingiusto». 

Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del reparto investigativo di Potenza, guidati dal capitano Antonio Milone, la sen. Antezza, all’epoca presidente del Consiglio regionale, avrebbe dapprima omesso «nell’avviso per la nomina dei presidenti e dei componenti dei collegi dei revisori delle aziende della Regione Basilicata, la previsione della fase di comprovazione dei requisiti dichiarati in sede di autocertificazione dai candidati» e poi avrebbe «riconfermato » le nomine dei tre, mentre i consiglieri regionali avrebbero partecipato al presunto reato esprimendo «parere favorevole» in commissione sulle nomine dei tre revisori «pur essendo privi dei requisiti inequivocamente previsti dal comma 3 dell’ar t.7 della citata legge regionale 32 del 2000». 

Alla ex presidente Antezza è contestato anche il reato di abuso d’ufficio per non aver consentito nei termini di legge l’accesso agli atti da parte del presidente dell’Ordine dei Commercialisti «al fine - si legge nell’imputazione - di evitare che si svelassero le irregolarità nelle nomine stesse».
di GIOVANNI RIVELLI 

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6 APRILE 2012 - Tommaso Filippo Cristallo e gli altri indagati sono stati poi prosciolti con formula piena «perchè il fatto non sussiste»

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