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Emissioni di gas  a Viggiano: aria  irrespirabile e paura

di ANTONIO MASSARO
Fuoriuscite dal centro oli. Un odore acre avvolge il paese e scatta l’allarme. Il sindaco Alberti: «Abbiamo chiesto subito all’Arpab di monitorare la qualità dell’aria. Queste anomalie ci preoccupano». Non è la prima volta. La Ola: «L’ennesimo attentato alla salute lo si vuol far passare come “effetto collaterale” dell’attività estrattiva»
Emissioni di gas  a Viggiano: aria  irrespirabile e paura
di ANTONIO MASSARO

VIGGIANO - Ancora forti emissioni di gas e odori acri e pungenti si sono sprigionati l'altro ieri mattina dal Centro Oli Eni di Viggiano. Aria irrespirabile e scatta l’allar me. Non è la prima volta che succede. In altre occasioni addirittura si sono uditi degli scoppi, e la cosa non è passata affatto inosservata per i cittadini residenti nella zona. Nella gente riaffiorano in maniera prepotente timori e paure legate alle attività estrat tive. 

La prima ad insorgere contro l’Eni è stata la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) che «avvisata» dai cittadini del forte odore che si è sprigionato dal Centro Oli ha immediatamente chiesto lumi al colosso petrolifero denunciando «l’ennesimo attentato alla salute che si vuole far passare come “effetti collaterali” dell'estrazione e trattamento degli idrocarburi in Basilicata ed in Val d'Agri in assenza di dati ufficiali e monitoraggi di tutte le emissioni inquinanti (ivi compresi gli IPA, H2S, COV) e soprattutto di attuazione dei piani di emergenza all'interno ed all'esterno dell'impianto ai sensi dei decreti del Ministero dell'Ambiente 26 maggio 2009, n.138 e 24 luglio 2009,n.139. Il perdurare di quello che viene definito, in modo del tutto arbitrario e non supportato da dati certi, "anomalie di funzionamento" del centro oli di Viggiano costituiscono un allarme costante in cui sono costretti a vivere i cittadini, giustamente preoccupati per la loro salute». 

La Ola ha quindi invitato l’ Eni a chiarire quanto accaduto e gli enti competenti «a fornire tutti i ragguagli su quello che può rappresentare l'ennesimo incidente causato da attività altamente pericolose ed inquinanti». 

Neanche l’amministrazione comunale di Viggiano è rimasta a guardare e per rispondere ai perchè e alle paure dei cittadini ha chiesto subito l’intervento dell’ Arpab per monitorare la situazione. La conferma arriva dal sindaco del centro della Val d’Agri Giuseppe Alberti. «È indubbio che questi fatti ingenerano preoccupazione - dice il primo cittadino - e il nostro primo compito è stato quello di far arrivare sul posto i tecnici dell’Arpab per verificare la qualità dell’aria e se questo tipo di emissioni sorpassano i limiti consentiti dalla normativa. Ora siamo in in attesa dei riscontri per rassicurare i residenti». 

Questi tipi di «incidenti» si sono verificati già altre volte non è il caso di vederci chiaro una volta per tutte? «In effetti - risponde Alberti - abbiamo registrato altre situazioni di disagio. L’ultima lo scorso 18 novembre si trattava di un’anomalia del tutto diversa rispetto a quella di oggi (l'altroieri, 30 dicembre n.d.r.). In tutti i casi l’impianto è molto spinto dal punto di vista tecnologico». 

Ma il sindaco Alberti e i suoi concittadini si sentono sicuri? «Ci dicono che la tecnologia dell’impianto Eni non ha eguali al mondo. Quindi da questo punto di vista dovremmo sentirci al sicuro. Ma in ogni caso è meglio non abbassare la guardia, tanto che è vero che ancora una volta abbiamo chiesto all’Eni di fare piena luce su questo tipo di “in - cidenti”. È ovvio che per sentirmi del tutto tranquillo il mio auspicio è che tali situazioni non accadano mai più». E tanto per ribadire che la storia è lunga, già nel 2007 un cittadino di Viggiano, Vincenzo Stigliano, in una lettera a Comune, Eni e Regione Basilicata sottolineò che «l’aria che respiro nella mia proprietà rurale in località Fossati non molto vicina al Centro Oli, è impregnata di gas irrespirabile».

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