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C’è la «tenda»  della solidarietà

di EMILIO SALIERNO
MATERA - «La Tenda», che mette a disposizione la Chiesa di Matera, sarà la struttura di prima accoglienza per chi si trova nel disagio, per coloro che devono affrontare situazioni di difficoltà spesso non dovute ad una loro scelta ma alle conseguenze della perdita del lavoro, dei drammi familiari, dell’emigrazione
C’è la «tenda»  della solidarietà
di EMILIO SALIERNO 

Il nome indica la possibilità di un rifugio, di uno spazio ospitale. «La Tenda», che mette a disposizione la Chiesa di Matera, sarà la struttura di prima accoglienza per chi si trova nel disagio, per coloro che devono affrontare situazioni di difficoltà spesso non dovute ad una loro scelta ma alle conseguenze della perdita del lavoro, dei drammi familiari, dell’emigrazione. Nel rione Cappuccini, nei pressi dell’ex biblioteca provinciale e del Cinema Kennedy, è sorto un complesso che contribuirà ad attenuare i problemi sociali. Chiesa e Caritas diocesana, in questo modo, non fanno altro che continuare nell’opera di sostegno alle persone che hanno bisogno di aiuto, siano esse italiane o straniere. Un’azione che, in gran parte, toccherebbe a quegli enti pubblici ancora colpevolmente lontani dai problemi, incapaci di interessarsi e di affrontare le emergenze dei cittadini. I problemi dei migranti respinti dai Paesi di appartenenza, ma anche quelli, sia pur meno gravi, degli stranieri che soggiornano a Matera e in provincia sono stati più volte denunciati dalle associazioni del volontariato. C’è la necessità di un raccordo territoriale per il coordinamento delle realtà materane istituzionali e associative già esistenti a favore delle persone che presentano problemi, a cominciare dagli stranieri. 

Non sembra proprio che questa necessità abbia avuto una risposta, non solo: resta il problema legato alla mancanza di luoghi per la pronta accoglienza della gente che si trova, improvvisamente, a dover far fronte a delle emergenze. Prefettura e Questura si rivolgono sistematicamente al volontariato cittadino per risolvere le questioni relative alla sistemazione logistica che ogni volta si propongono. “La Tenda”, dice don Filippo Lombardi, che con i sacerdoti Angelo Tataranni e Pierdomenico Dicandia ha presentato l’iniziativa, «è un opera ecclesiale frutto della collaborazione tra diverse realtà che, in comunione, hanno mobilitato energie, disponibilità e risorse economiche ed umane per creare una struttura di utilità sociale, perché sia segno di una Chiesa che ama, attenta ai bisogni dei poveri e disponibile a venire loro incontro». 

Nel 1986, fu Maria Rosaria Lionetti a donare alla parrocchia di San Rocco, con testamento olografo, l’immobile di sua proprietà nel rione Cappuccini perché diventasse un luogo di accoglienza e di spiritualità. «Da una collaborazione tra la parrocchia San Rocco, che in comodato gratuito ha affidato alla Caritas diocesana per 20 anni l’immobile, Caritas diocesana e Coop il Sicomoro – spiega don Filippo – si è potuto pensare a progetti dell’8 x mille che hanno interessato economicamente la Caritas italiana per 300.000 euro e l’arcidiocesi per altri 150.000. Questi progetti, risalenti al 2004, denominati “Mia rupe”, “Mio rifugio”, “Mia fortezza” prevede - vano il recupero dello stabile, la possibilità di inserire con un tirocinio formativo nella fase di lavorazione persone immigrate e accolte nel progetto Sprar». Un altro circuito virtuoso si è messo in atto nel coinvolgere per la gestione della struttura la cooperativa sociale “Oltre l’Ar te”, nata nell’ambito del percorso formativo del “Progetto Policoro” e che ai Cappuccini troverà la sua sede per altre iniziative di carattere sociale, culturale e di promozione turistica. La struttura, il cui recupero è stato curato dall’architetto Beniamino Contini, ristrutturata dall’ impresa Edil 2000 di Enzo Festa e che ha visto il coinvolgimento di altre maestranze, si compone di sei mini appartamenti e due sale polifunzionali. 

«Dai sei mini appartamenti completi di bagno e di angolo cottura si son potuti recuperare 27 posti letto – sottolinea don Filippo – e due appartamenti saranno adibiti a ostello della gioventù (per 15 posti letto), gli altri quattro (12 posti letto) alla prima accoglienza temporanea per persone in difficoltà, detenuti in permesso, familiari di detenuti, immigrati di passaggio o in cerca di alloggio». La presenza, domenica prossima, di don Andrea La Regina, di Caritas Italiana, sigillerà la bontà di un lavoro che parte da lontano e che vuole rispondere a bisogni concreti e soprattutto è segno di una coralità di impegno a favore dei poveri. L’arcivescovo monsignor Salvatore Ligorio, benedirà la struttura nella cerimonia di domenica prossima. Per capire la portata del disagio che interessa Matera, è significativa la situazione dell’a re a urbana di Piccianello. La parrocchia Maria Santissima Annunziata, che nel rione è da tempo un punto di riferimento grazie al compianto don Giovanni Mele e oggi a don Pierdomenico Dicandia e ai suoi volontari, sostiene 75 famiglie, di cui 15 straniere. Complessivamente 225 persone, di cui 38 bambini.

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