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Distretto del salotto segnali di ripresa in Puglia e Basilicata

Il divano 'made in Murgia' sta ricominciando a riprendersi dei mercati che erano stati persi per effetto della globalizzazione. Gli operatori economici di Matera, Altamura e Santeramo in Colle (Bari) che hanno resistito anche alla crisi economica ed al calo dei consumi, stanno investendo su nuovi sbocchi, a cominciare dalla Russia, dagli Emirati Arabi Uniti e dalla stessa Cina, 'spauracchio' della globalizzazione che ora sta diventando anche un nuovo bacino di mercato per la crescita dello stile di vita dei cinesi
Distretto del salotto segnali di ripresa in Puglia e Basilicata
BARI - Il distretto del mobile imbottito di Puglia e Basilicata registra i primi segnali di ripresa dopo un lungo periodo di crisi che ha ridimensionato di molto il peso economico del comparto. Il divano 'made in Murgia' sta ricominciando a riprendersi dei mercati che erano stati persi per effetto della globalizzazione. Gli operatori economici di Matera, Altamura e Santeramo in Colle (Bari) che hanno resistito anche alla crisi economica ed al calo dei consumi stanno investendo su nuovi sbocchi, a cominciare dalla Russia, dagli Emirati Arabi Uniti e dalla stessa Cina, spauracchio della globalizzazione che ora sta diventando anche un nuovo bacino di mercato per la crescita dello stile di vita dei cinesi. 

Il peggio non è però ancora passato e la maggior parte degli addetti ai lavori ritiene che il 2010 sarà ancora un anno di transizione e che la ripresa vera e propria avverrà nel 2011. Frattanto il distretto si lecca le ferite dopo i pesanti tagli all’occupazione. Cifre aggiornate non ce ne sono ancora ma rispetto ai tempi d’oro (12mila occupati e oltre 500 aziende operanti nel 'triangolo' del salotto), la forza lavoro è diventata un terzo ed il numero di ditte si è sfoltito notevolmente. 

Tra gli operatori sta tornando la fiducia ma la cautela è ancora d’obbligo. I prossimi mesi sono un’incognita. Miracolo del boom economico degli anni '80 e '90 e definito il 'Nord-Est’del Mezzogiorno per i picchi di crescita costanti, il comparto ha subito due ondate critiche. 
La prima pesante flessione è arrivata con la globalizzazione dei mercati in cui inarrestabile si è imposto il più concorrenziale divano cinese o di altri Paesi competitors. Nell’effetto globalizzazione ha pesato il super-euro che ha penalizzato le esportazioni nei Paesi del dollaro (Usa in primis), un tempo mercati di riferimento del divano 'made in Murgia' e soprattutto per l’azienda leader, la Natuzzi di Santeramo in Colle (Bari), quotata a Wall Street. I mercati dell’area del dollaro tuttora sono ancora da riconquistare del tutto. 
L'altra scossa di terremoto è stata la crisi economica che ha inciso sui consumi penalizzando così anche il divano prodotto nelle aziende murgiane. 

Il distretto appulo-lucano è uno dei più completi in Italia per la filiera della produzione perchè vede al suo interno una folta presenza di falegnami, spugnifici (fornitori dell’imbottitura del divano, ovvero poliuretano, fiocco o piume d’oca) e produttori.

Dal comparto murgiano esce dunque il divano pronto per la commercializzazione che alcune grandi aziende vendono attraverso i loro marchi ed i negozi mono-marca: Natuzzi in primis ma anche Incanto Group a Jesce (Matera) e la Nicoletti di Matera prima del fallimento avvenuto l’anno scorso, una delle ferite più profonde lasciate dallo tsunami che si è abbattuto. 

Il comparto murgiano ora fa autocritica: se ha subito pesantemente i rovesci dell’economia è anche per limiti strutturali e per la mancanza della capacità di fare sistema. Basti pensare che un distretto vero e proprio non esiste. Un comitato di distretto è operativo in Basilicata (Matera-Montescaglioso) ed un altro da pochi mesi, il Distretto del legno e dell’arredo, è operante in Puglia. Non esiste ancora però un distretto interregionale. Da sempre, inoltre, sono mancate delle forme di associazionismo tra aziende quali un unico centro acquisti o un centro export, carenze che limitano la competitività del settore. Pesanti anche i limiti infrastrutturali. 

Il miracolo economico di un territorio vocato al dinamismo imprenditoriale ma privo delle materie prime della lavorazione del divano (pelle e legname) era diventato un modello da prendere ad esempio. Localizzato soprattutto tra Matera, Altamura e Santeramo in Colle e poi estesosi nelle province di Taranto e fino a Bari, il distretto contava nel momento migliore 520 aziende, numero che adesso si è ridotto a 160 circa. Mercato di riferimento erano gli Stati Uniti, oggi si guarda ai nuovi Paesi ricchi. 

Le aziende piccole, quelle che lavoravano in conto terzi, sono sparite quasi del tutto. Sono state le prime ad essere falcidiate dalla mondializzazione. Poi è toccato anche ad aziende ritenute molto solide dove essere assunti significava quasi aver raggiunto il miraggio del posto fisso. E hanno risentito seriamente anche i grossi gruppi. Ma lo scenario sta cambiando. Le percentuali di risultato della Natuzzi sono tornate in positivo ed è stato così accantonato il piano industriale che prevedeva 2400 esuberi. Anche alle fiere internazionali (l’ultima è stata quella di Dubai, negli Emirati Arabi, nuovo 'eldorado' anche se non immune dalla crisi finanziaria) dove 20 aziende della Puglia, del mobile e del salotto, hanno presentato i loro divani ed arredi. 

A Jesce alcune aziende che stavano per chiudere sono state subito rilevate da persone nuove ed è questo il segnale di rinnovata fiducia nel settore. Proprio la situazione del distretto del salotto è stata al centro della visita che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha tenuto ad Altamura l’1 ottobre in cui ha pronunciato parole di incoraggiamento. Per quanti hanno perso il lavoro e per quanti hanno chiuso le loro aziende la parola d’obbligo ora è diversificazione. Mentre per chi ha resistito, dopo tanti sacrifici e dopo diversi anni difficili, l’orizzonte economico inizia a promettere di meglio. Per alcuni gruppi ben posizionati sul mercato la crisi potrebbe diventare anche un’occasione di crescita perchè ha falcidiato la concorrenza estera ed ora che riprendono i consumi, lentamente stanno anche arrivando le commesse da nuovi clienti.

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