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La palestra contesa tra bimbi e ragazzi

La questione nasce a Potenza nello scorso settembre e diventa «problema». La scuola vara il progetto di «attività ludico-motorie», inoltra richiesta al comune per l’utilizzo della vicina palestra di via Roma e ottiene l’«ok» dall’amministrazione. Così le maestre accompagnano i bambini in palestra ma trovano che è già occupata dall’Istituto pedagogico. Impossibile pensare di condividerla
La palestra contesa tra bimbi e ragazzi
di Giovanni Rivelli

POTENZA - Accanto alla contabilità «ufficiale», una contabilità «a nero». Accanto ai locali a norma per l’attività, altri che nascondono pericoli. Non è l’ennesima fabbrica di cinesi scoperta in città, ma la condizione in cui sono costretti a fare i conti i bambini della scuola media «Pollicina» a Potenza. Sessanta/settanta euro l’anno da versare come «contributo volontario» per fare le normali attività di una Scuola Materna, e per l’educazione fisica, oltre ai 5 euro pagati, questi sì, con entusiasmo dalle famiglie per avere una diplomata Isef a seguire i bambini, l’invito del comune ad «accomodarsi» nell’atrio di una palestra, con a terra mattonelle e nessuna attrezzatura.

Alla fine, per quei bambini la vera lezione è imparare da subito le cose come vanno in Italia. E quanto ai genitori, se hanno accettato di buon grado di contribuire economicamente per superare le difficoltà economiche del Comune, proprio non ci stanno a vedere i loro figli relegati a far ginnastica nell’atrio della palestra, con i rischi relativi, e, dopo aver invano tentato di risolvere la cosa dialogando con il Comune, hanno dato il via alla protesta e giovedì prossimo ne parleranno in un Consiglio d’Istituto allargato ad assessori e sindaco.

La questione nasce nello scorso settembre e diventa «problema» il mese successivo. La scuola vara il progetto di «attività ludico-motorie», inoltra richiesta al comune per l’utilizzo della vicina palestra di via Roma e ottiene l’«ok» dall’amministrazione. Così, con molto entusiasmo, le maestre, ad ottobre, accompagnano i bambini in palestra ma trovano che è già occupata dall’Istituto pedagogico. Impossibile pensare di condividerla (mai un bambino di 5 anni potrebbe fare sport con un ragazzo di 15), non resta che tornare indietro e provare a chiedere spiegazioni.

«Dobbiamo garantire l’educazione fisica agli istituti superiori mentre voi con i bambini vi sistemate all’ingresso della palestra!» è la risposta che i genitori raccontano sia stata data dall’assessore allo Sport Domenico Sabatella alla coordinatrice del progetto scolastico.

Successivamente un doppio incontro, con l’assesssore alla pubblica istruzione Massimo Molinari prima, e quello allo sport, Sabatella, dopo, si concludeva con rassicurazioni sul superamento del problema. Ma nulla di fatto.

Nuovo incontro e nuove assicurazioni, ma nella palestra c’erano sempre le superiori. 

Ancora un incontro, la richiesta di riproporre domanda al comune indicando gli orari di utilizzo della palestra, ma ancora un nulla di fatto, se non l’idea dell’assessore Sabatella di mettere un «separè» in palestra per tenere da una parte le superiori, dall’altra la Materna. Ma il separè non si è visto. «Sono due anni che nella palestra in questione si chiede di fissare quattro spalliere al muro e sino ad oggi queste sono ancora poggiate - dicono i genitori - figuriamoci un separè …. magari elettrico!!».

Il problema, insomma, resta, nonostante le attività motoria siano parte del programma ministeriale per le Materne. E a guardarsi bene in giro, i genitori hanno scoperto che una delle due superiori che oggi si allena alla palestra di via Roma, l’anno scorso andava a Macchia Giocoli, poi la Provincia (cui è attestata la responsabilità i queste scuole) per risparmiare ha chiesto aiuto al Comune, che ha dato una mano all’altro ente creando problemi ai piccoli alunni comunali.

«Comprendiamo che il Comune e la Provincia di Potenza debbano collaborare - cdicono così i genitori - ma non capiamo perché si debba togliere alla scuola materna di competenza comunale un sacrosanto diritto ai bambini ad una sana e consolidata educazione».

Proteste a cui l’assessore Sabatella risponde ribadendo il suo impegno e annunciando che la soluzione sarà «tangibile» già lunedì, prima dell’incontro coi genitori. E all’orizzonte sembra avanzare il «separè».

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