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Carcere di Matera  in tilt: sagome  di carta come agenti

di EMILIO SALIERNO 
Una struttura detentiva che implode per il sovraffollamento dei detenuti e il numero ridotto di agenti penitenziari. Nel carcere di Matera servirebbero non meno di 40 poliziotti, oltre a quelli in servizio. Ma sembra che tutto questo non interessi a nessuno
Carcere di Matera  in tilt: sagome  di carta come agenti
di EMILIO SALIERNO 

Oltre quel cancello verde c’è l’inferno. La civile Matera, città dell’Unesco, si ferma prima della barriera metallica che separa i reclusi dal resto della società. Da lì in poi continua ad esserci un piccolo mondo tartassato e dimenticato. Il carcere di via Cererie è sull’orlo del baratro. Una struttura che implode per il sovraffollamento dei detenuti e il numero ridotto di poliziotti penitenziari. Ieri pomeriggio, all’entrata della casa circondariale, l’ennesima protesta per segnalare il disagio, la sofferenza di chi sta lì per scontare la pena e di chi è addetto al controllo. Sagome di cartone raffiguranti le guardie carcerarie sono state sistemate lungo la recinzione del complesso di via Cererie. 

«Tra non molto – dice Giovanni Grippo, segretario regionale della Uil penitenziaria – solo fantocci di cartone potranno risolvere il problema, affiancando quei pochi colleghi rimasti a tenere il fortino”». E sì, il “fortino” è davvero sguarnito: i reclusi aumentano, le guardie diminuiscono a vista d’occhio. «Lo scorso anno, a gennaio – ricorda Grippo – promuovemmo un’altra manifestazione. Ebbene, da allora ad oggi, si sono perse per strada altre 20 unità. Ditemi voi se è possibile andare avanti così. Qui, oramai, siamo allo sfascio».

Nel carcere di Matera servirebbero non meno di 40 poliziotti, oltre a quelli in servizio. Ma sembra che tutto questo non interessi a nessuno. «Anzi – sussurra qualcuno dei sindacalisti – dobbiamo fare attenzione anche a non parlare troppo, perchè qualcuno, a livello nazionale, ci tiene oramai nel mirino. Non va bene protestare, ribadire che siamo stati abbandonati e non abbiamo fondi, mezzi e personale per operare in maniera adeguata». Insomma, piove sul bagnato. I problemi che scatena l’organico incompleto sono tanti. 

«Qualcuno di noi deve fare ancora le ferie del 2007 – dice Eustachio Paolicelli, vicesegretario regionale del sindacato Sappe – ma non finisce qui. Tra un po’ sarà Natale e Capodanno, e se qualcuno di noi pensa di tirare un po’ il fiato fermandosi qualche giorno, si sbaglia di grosso». E perchè? «Ogni anno, a dicembre, l’amministrazione penitenziaria chiede che una parte del personale lucano e di altre regioni del Sud, si sposti nelle strutture del Nord per rimpiazzare i colleghi che devono andare in ferie. E così veniamo privati di altre unità e chi resta qui deve fare anche per chi è stato costretto a partire, come se non fosse già difficile l’ordinario lavoro lontano dai periodi di festa. Ci dicono pure di non chiedere ferie ma solo riposi, sino a tre giorni. Assurdo. A questo punto, come sindacalisti, facciamo questa proposta: Natale e Capodanno aboliamoli come festività, almeno per la nostra categoria, forse in questo modo avremmo meno problemi». 

E con il nuovo anno, si affacciano altre grane. Sei sottufficiali penitenziari andranno in pensione. Saranno rimpiazzati? Con questi chiari di luna, sarà arduo. E non solo: il “fortino” si sguarnirà anche di sottufficiali, vale a dire che i pochi “soldati” saranno pure senza le guide. A Grippo e Paolicelli, che intanto ci invitano a prendere il caffè al bar del carcere, tanto per respirare un po’ di aria di quel mondo tartassato e dimenticato che sta oltre il cancello verde, chiediamo se siano servite le visite effettuate dalle commissioni parlamentari, che pure ogni tanto si affacciano da quelle parti. «Macché – rispondono – qui vengono a fare lo struscio, magari a prendere il caffè allo spaccio con il direttore. Guardano se i corridoi sono puliti, questo fanno. Sul resto è meglio non puntare gli occhi». Oltre il cancello condannati a soffrire, guardie e ladri.

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