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C’è anche un personaggio di «Moggiopoli» nell’inchiesta sul Potenza calcio. Si tratta di Angelo Fabiani, un «intimo» dell’ex dg della Juve, al punto da girare, al’’epoca, con un’auto della società bianconera anche essendo in forza ad altre società. Nei fascicoli sarebbero così finiti dei contatti tra il patron del Potenza e Angelo Fabiani, risalenti al periodo in cui questo era ds della Salernitana
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Postiglione contattò un amico di Moggi
di Giovanni Rivelli

POTENZA  - C’è anche un personaggio di «Moggiopoli» nell’inchiesta di Potenza. Si tratta di Angelo Fabiani, considerato un «intimo» dell’ex direttore generale della Juve, al punto da girare, al’’epoca, con un’auto della società bianconera anche essendo in forza ad altre società. Nei fascicoli dell’inchiesta sarebbero così finiti dei contatti tra il patron del Potenza, Giuseppe Postiglione e Angelo Fabiani, risalenti al periodo in cui questo era direttore sportivo della Salernitana, nella stagione in cui ci fu la partita sospetta tra i rossoblù e i granata campani. Un particolare non passato inosservato agli investigatori che stanno cercando di «mappare» con precisione il quadro di quella contestata associazione a delinquere che, come si legge nell’ordinanza, avrebbe falsato i campionati tra partite vendute e scommesse e che avrebbe, come perno, Luca Evangelisti, ex dirigente di Taranto e Martina Franca.

Ma anche se un ruolo di primo piano viene individuato per l’ex dirigente jonico, chi lavora all’inchiesta bolla come «una bufala», il fatto che nel prosieguo delle indagini penali siano già finite Taranto-Spal e Scafatese-Monopoli della stagione in corso, lasciando intendere che, nelle notizie circolate in proposito, potrebbe esserci stata una sovrapposizione tra eventuali iniziative della giustizia sportiva su quella della giustizia penale.

Giustizia penale che, per il campionato in corso di Prima Divisione, avrebbe puntato gli occhi solo sulla gara Potenza-Real Marcianise e, segnatamente, sulla circostanza dell’esclusione giocatore Giovanni Langella dalla formazione rossobù, decisa dalla società contro il parere del tecnico Eziolino Capuano. Ma, al di là della singola partita individuata, appare chiaro lo sforzo degli investigatori di «fotografare» il giro che si delinea alle spalle di quell’«idea sostanzialmente provata di un calcio “professionistico” completamente alterato da logiche delinquenziali e da interessi inquinati ed inquinanti».

Per il Pm di Potenza, Francesco Basentini, condiviso dal Gip Rocco Pavese, «esistono nel mondo del calcio personaggi equivoci e influenti in grado di orientare i risultati e gli obiettivi dei team di calcio con logiche decisamente diverse e lontane da quelle sportive» e le indagini dei carabinieri guidati dal capitano Antonio Milone « hanno dimostrato l’esistenza di tale circuito, assumibile i contorni di un vero e proprio comitato d’affari, che vede coinvolti diversi e possibili contesti sportivi del campionato di calcio di serie B, C1 e C2 e vari personaggi che non è stato possbilibe individuare compiutamente, anche perchè nessuna mirata attività investigativa è stata loro rivolta, non essendo compreso questo aspetto nel tema di indagine che occupava gli organi di P.G.». Ma da marzo (il periodo di indagine alla base delle ordinanze) a oggi potrebbe essere stato fatto qualche passo avanti.

Individuazione e passi avanti sarebbero stati , invece, fatti su un altro aspetto dell’inchiesta, quello relativo alla cocaina. E i risvolti puntano dritti al cuore della città, evidenziando un giro di consumatori tra benestanti e rispettabili nomi noti di commercio e professioni. Che è ora finito in un fascicolo appositamente stralciato.

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