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Basilicata - Tutti col Pc ma le Reti fanno acqua

Grazie alla campagna "Un computer in ogni casa" (ormai in fase avanzata) è tra le regioni più informatizzate d'Italia ma manca la connessione in banda larga
POTENZA - La Basilicata è già tra le regioni più informatizzate d'Italia, insieme alla Sardegna. Con l'avvio della seconda parte del programma «Un computer in ogni casa» lo sarà ancora di più. Dopo aver portato il computer in 38 mila famiglie con il contributo regionale, sono sul trampolino di lancio altre 20 mila postazioni informatiche in casa, 400 postazioni sul territorio per creare una «rete internet sociale» e 100 mila carte di cittadinanza elettronica. Una propensione per le telecomunicazioni che fa esultare al primato ma che, nel contempo, non esime dal considerare che una regione così "digitale" non è ancora un mercato appetibile per le imprese di tlc che non hanno ancora investito nella banda larga. Per usare un parallelismo, in pratica, ci sono le stazioni ma manca il treno ad alta velocità per congiungerne la rete. Un fattore penalizzante per lo stesso utilizzo di internet.
PROGRAMMA AVVIATO NEL 1999
Quando il presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico, si insediò dopo la sua elezione nel 1999 alla guida di un governo regionale di centrosinistra le idee erano alquanto chiare. Un computer in ogni casa sarebbe stato il primo obiettivo del quinquennio. Quel programma è stato realizzato con numeri lusinghieri: 37.693 famiglie lucane hanno ottenuto il contributo regionale per acquistare il computer ed hanno usufruito delle 120 ore di navigazione gratuita mentre altri 22.300 cittadini hanno usufruito dei corsi on-line presenti sul portale istituzionale (www.basilicatanet.it).
Nella regione erano 20 mila le famiglie dotate del computer in casa, numero quindi quasi triplicato con l'incentivo regionale. E sono altre 20 mila le famiglie che potranno beneficiare del contributo regionale per l'acquisto di una propria dotazione informatica con la seconda tranche del "Computer in ogni casa" il cui bando viene pubblicato l'1 giugno prossimo. Il contributo sarà pari all'80 per cento del costo sostenuto, fino ad un massimo di 620 euro per i nuclei familiari residenti in Comuni destinatari degli interventi del Fondo di Coesione interna (Abriola, Aliano, Anzi, Armento, Banzi, Brindisi di Montagna, Calciano, Calvera, Campomaggiore, Cancellara, Carbone, Castelluccio Superiore, Castelmezzano, Castelsaraceno, Castronuovo S. Andrea, Cirigliano, Colobraro, Craco, Fardella, Gallicchio, Garaguso, Ginestra, Gorgoglione, Missanello, Montemurro, Noepoli, Oliveto Lucano, Pietrapertosa, Ripacandida, Roccanova, Ruvo del Monte, San Chirico Nuovo, San Chirico Raparo, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano, San Martino dAgri, San Paolo Albanese, San Severino Lucano, SantAngelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Savoia di Lucania, Spinoso, Teana, Trivigno, Valsinni), e fino a un massimo di 520 euro per i nuclei familiari residenti in tutti gli altri Comuni della Basilicata.
PROGETTO CITTADINANZA ELETTRONICA
Questa seconda tranche è inserita in un progetto più ampio denominato «Cittadinanza elettronica» che intende raggiungere un obiettivo più ambizioso, diffondere sul territorio, gratuitamente, la carta elettronica, dotata degli standard nazionali, che servirà per essere riconosciuti nella rete e per partecipare ai procedimenti amministrativi, inviare istanze con firma legale ed accedere ai servizi che tutte le pubbliche amministrazioni locali, regionali e statali forniranno sul web nel prossimo futuro.
E' prevista anche l'assegnazione gratuita di un lettore di smart card a tutti i nuclei familiari che richiederanno la carta nazionale dei servizi elettronici. Non solo. Oltre alla carta elettronica la Regione offrirà un contributo di 150 euro, per conseguire la patente europea del computer (Ecdl), ai giovani fra i 18 e i 24 anni. Il progetto di cittadinanza elettronica per lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza è finanziato nel progetto «Sax» grazie all'Accordo di programma quadro stipulato il 25 marzo scorso tra la regione Basilicata, il ministero dell'Economia e delle Finanze e il Centro Tecnico per l'Informatica della Pubblica Amministrazione (Cnipa) della presidenza del Consiglio dei Ministri e del ministero per l'Innovazione e le Tecnologie. In tutto 11 milioni di euro.
PRESTO NASCERA' LA "RETE SOCIALE"
Non finisce qui. Il progetto di cittadinanza elettronica comprende un'ulteriore spinta alla diffusione delle tlc anche con un'altra impostazione, non solo alla persona o alla famiglia ma anche «al territorio». E' la rete internet sociale. Uno stanziamento fino ad un massimo di 20 mila euro per ciascun intervento sarà infatti assegnato ai soggetti associativi, ovvero associazioni iscritte al registro regionale delle organizzazioni di volontariato, altre associazioni con finalità non lucrative operanti in ambiti sociali, culturali e professionali, cooperative sociali iscritte all'Albo regionale, aggregazioni religiose e parrocchie, fondazioni o enti morali, patronati aventi finalità non lucrative, biblioteche e mediateche degli enti locali di cui anche quelle gestite con il concorso di associazioni locali, associazioni regionali con sedi comunali.
Nelle proprie sedi attiveranno un internet social point (Isp), cioè un luogo attrezzato per l'accesso dei cittadini ai servizi web della pubblica amministrazione, con connessione gratuita alla rete internet per le ore che saranno destinate all'accesso al pubblico. Le associazioni dovranno impegnarsi ad assistere i cittadini durante la navigazione in internet, in particolare per ciò che riguarda i servizi erogati dalla pubblica amministrazione attraverso luso della Carta Nazionale dei Servizi. La Isp è dedicata anche alle associazioni e federazioni dei Lucani all'estero o fuori regione iscritte all'Albo Regionale. Per esse è previsto un contributo massimo per ciascun intervento pari 2 mila euro per un totale di 100.
Complessivamente, per la Isp le risorse ammontano a 2 milioni di euro degli 11 totali del «Sax» lucano.
LA BANDA LARGA UN NEO VISTOSO
Se la Basilicata naviga a tutta forza, il mercato invece no. «Siamo la regione più informatizzata del Sud con un rapporto di 1 famiglia su 3, stiamo investendo notevolmente nella società dell'informazione ma le grandi società delle telecomunicazioni non si accorgono che in Basilicata c'è un mercato molto attivo e non investono nella banda larga che è il nostro punto debole», spiega Pietro Simonetti, presidente del Comitato di coordinamento istituzionale delle politiche per il lavoro (Ccipl) della Regione Basilicata.
Nella regione mancano infatti i progetti di infrastrutturazione del territorio con la banda larga di internet oppure con i sistemi satellitari e senza filo (wireless). «Solo alcuni Comuni della regione sono dotati di linee per l'accesso veloce mentre manca del tutto la banda larga in quanto il progetto Socrate realizzato da Telecom a Potenza è da tempo bloccato - aggiunge Simonetti -. Lo stesso vale per le aree industriali a partire da quelle del Vulture-Melfese che non possono utilizzare la banda larga. Abbiamo dei contatti con alcune grandi società, speriamo per la prossima settimana di ottenere dei risultati. Queste società prediligono i grandi agglomerati urbani. E' un paradosso. Dove c'è, come in Basilicata, un maggior livello di informatizzazione non ci sono investimenti nella banda larga. Le piccole comunità - continua - non fanno massa critica e non interessano al mercato. Esiste così una sviluppata domanda interna di servizi informatici e tecnologici ma dall'esterno non arrivano investimenti».
E-GOVERNMENT, INTESA CON IL FRIULI VENEZIA GIULIA
La Basilicata ha inoltre stipulato un protocollo di intesa con la Regione Friuli-Venezia Giulia per avviare una collaborazione nell'e-government che prevede lo sviluppo congiunto e simultaneo di progetti di innovazione tecnologica della pubblica amministrazione a favore soprattutto dei piccoli Comuni non collegati alle principali reti di trasporto per "connetterli" ai circuiti della società dell'informazione ed accelerare i loro processi di sviluppo che a causa del gap infrastrutturale vanno con il freno tirato.
Il documento finale sarà sottoscritto dai presidenti delle due Regioni, Filippo Bubbico e Riccardo Illy. L'accordo è maturato nell'ambito delle attività del Centro Interregionale Sistemi informatici e statistici (Cisis). Altri progetti di e-government regionali supporteranno in Basilicata l'estensione dell'interattività delle banche dati locali in collegamento alla rete tecnologica della pubblica amministrazione. Finora, tirando le somme, «la Basilicata - sottolinea Bubbico - ha investito oltre 50 milioni di euro per la rete unitaria della pubblica amministrazione e per le azioni per lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza e le-government». Non si diventa insomma primi della classe così per caso...

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