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Craco chiede i danni I cittadini hanno sofferto per lo sgombero

di FILIPPO MELE 
Vogliamo il risarcimento per il Comune e per i cittadini per i danni subiti a causa della frana che provocò l’abbandono del paese». È il «succo» della lettera inviata dal sindaco, Pino Lacicerchia, al premier Silvio Berlusconi per «l’apertura di un dossier su Craco». Craco Vecchia oggi è diventata una location cinematografica con grandi registi che vi hanno ambientato i loro film
Craco chiede i danni I cittadini hanno sofferto per lo sgombero
di FILIPPO MELE 

CRACO - «Vogliamo il risarcimento per il Comune e per i cittadini per i danni subiti a causa della frana che provocò l’abbandono del paese». È il “suc - co” della lettera inviata dal sindaco, Pino Lacicerchia, ad una messe di autorità a cominciare dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ai ministri del suo Governo, al “gover natore” della Basilicata, Vito De Filippo, agli assessori regionali, al prefetto di Matera. Oggetto della nota è «l’aper tura di un dossier su Craco, alle problematiche derivanti dal trasferimento dell’abitato, alla valorizzazione del centro storico e agli interventi urgenti di risanamento idrogeologico di Craco Peschiera». 
Insomma, il pubblico amministratore ha “bussato a danari” pretendendo quello che, a suo dire, i suoi concittadini ed il suo ente non ebbero quando la frana li costrinse ad abbandonare Craco Vecchia. 

«Craco – ha scritto il primo cittadino – è l’emblema dello sfasciume idrogeologico italiano e la sua vicenda sedimenta i drammi e gli errori che accompagnano il trasferimento degli abitati per calamità naturali». Il sindaco ha fatto la cronistoria di quanto accaduto dal 1959 in poi: «L’abitato ha convissuto con le frane sino a quando una di enormi proporzioni lo colpì per divenire dirompente nel ’62-63 concludendosi nel 1981 quando il centro storico venne sgomberato. Gran parte della popolazione fu trasferita a valle, a Peschiera, in cui si concentrò l’80 per cento dei residenti, e la restante parte fu trasferita in Sant’Angelo, limitrofo al vecchio paese». 
Craco in provincia di Matera
Trasferimento che comportò enormi ferite private, pubbliche, comprese quelle al patrimonio architettonico. Sul piano demografico portò ad una accentuazione del fenomeno migratorio con il passaggio da 1871 abitanti del 1961 ai 793 del 2008. In questa condizione, però, Craco Vecchia è diventata una location cinematografica con grandi registi che vi hanno ambientato i loro film. E tante le proposte di sviluppo presentate dal Comune in vari settori. Che fare? «La comunità ha ricevuto solo danni, non ha mai avuto un adeguato indennizzo, e ancora oggi paga tali scelte con la Cassazione che deciderà su una sentenza della Corte d’appello di condanna del Comune al pagamento di 900.000 euro per gli espropri della zona 167. Se confermata, essa provocherà il nostro dissesto. Chiedo – ha concluso Lacicerchia – una cabina di regia istituzionale per un accordo di programma sugli interventi urgenti, strutturali e infrastrutturali, e per quelli amministrativi e patrimoniali che possano porre rimedio agli errori del passato e dare nuova speranza alla nostra comunità».

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