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Melfi, bocciato accordo alla Lasme

L'assemblea dei lavoratori ha bocciato il documento presentato dall'azienda in sede ministeriale, dimostrando così di preferire la bozza d'intesa con le modifiche richieste dalla Fiom Cgil (fra cui la cassa integrazione a rotazione per tutti). Nella tarda mattinata di ieri, gli operai della fabbrica dell'indotto Fiat, dopo una lunga discussione, hanno espresso la propria preferenza per alzata di mano
• E l'azienda annuncia i licenziamenti
Melfi, bocciato accordo alla Lasme
di Francesco Russo

MELFI - L'assemblea dei lavoratori della Lasme ha bocciato il documento presentato dall'azienda in sede ministeriale, dimostrando così di preferire la bozza d'intesa con le modifiche richieste dalla Fiom Cgil (fra cui la cassa integrazione a rotazione per tutti). Nella tarda mattinata di ieri, gli operai della fabbrica dell'indotto Fiat, dopo una lunga discussione, hanno espresso la propria preferenza per alzata di mano (e non a scrutinio segreto come era stato stabilito, sempre nel corso dell'incontro di lunedì scorso in Ministero). I voti favorevoli alla proposta dell'azienda sono stati 46, contro i 56 contrari (la votazione si è interrotta con un applauso, prima che si esprimessero poche altre persone).

La vicenda dei lavoratori della Lasme, dunque è tutt'altro che conclusa. L'azienda potrebbe far partire comunque le lettere di licenziamento. Ma subito dopo il voto, la delegazione sindacale aveva lasciato l'area industriale per arrivare al più presto a Potenza ed incontrare il prefetto Luigi Riccio e il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. «Chiederemo a De Filippo e al prefetto di far riaprire subito la trattativa, perché questo ci hanno chiesto i lavoratori con il voto», commenta il segretario regionale della Fiom Cgil, Giuseppe Cillis. «Presenteremo il nostro documento, quello con le nostre modifiche - dice ancora Cillis - al prefetto di Potenza, affinché lo trasmetta subito al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Quando c'è democrazia vera nelle dinamiche sindacali - continua - può avvenire che non si approvino scelte che altri ritengano debbano essere votate favorevolmente. Nel caso della Lasme, gli operai hanno bocciato la proposta di stampo aziendale». «L'esito del voto stabilisce un paletto chiaro nel negoziato, ora si torni a trattare, evitando forzature».

Così il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Antonio Zenga, il quale si augura che «l'azienda non proceda con i licenziamenti e si convinca della necessità di riprendere il negoziato sulla base delle indicazioni dei lavoratori». «Riteniamo che la vertenza possa trovare uno sbocco, anche in virtù del fatto che la proposta della Fiom Cgil è equilibrata, tutela i lavoratori e contempera le esigenze dell'azienda», dice il segretario regionale della Cgil, Antonio Pepe. «Adesso - prosegue - siamo convinti che prefetto e giunta regionale sapranno spingere anche sulle altre parti in causa, Confindustria e Fiat, affinché si proceda a tutelare i livelli occupazionali. Infine, invitiamo l'azienda a tenere un comportamento responsabile». Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Giordano della segreteria Ugl.

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