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Sciolto il «Lucania» nonostante proteste

La cerimonia di chiusura del battaglione, che si è svolta stamani a Potenza, ha segnato «un momento doloroso ma necessario per la specializzazione dell’esercito», come hanno evidenziato il vicecomandante del raggruppamento unità addestrative dell’Esercito, il generale di brigata Alfonso Barbato, e il comandante del battaglione «Lucania», il tenente colonnello Vincenzo Barbati
Sciolto il «Lucania» nonostante proteste
POTENZA – Il 91/o battaglione «Lucania», di stanza a Potenza, è da oggi ufficialmente chiuso: lo scioglimento di un reparto «storico» per le forze armate italiane e per la Basilicata, che lo ospita dal 1977, è stato ufficializzato alle ore 10.38, quando la «gloriosa» bandiera del battaglione ha lasciato il piazzale della caserma per essere trasferita a Roma, nel museo del Risorgimento. 

La cerimonia di chiusura del battaglione, che si è svolta stamani a Potenza, ha segnato «un momento doloroso ma necessario per la specializzazione dell’esercito», come hanno evidenziato il vicecomandante del raggruppamento unità addestrative dell’Esercito, il generale di brigata Alfonso Barbato, e il comandante del battaglione «Lucania», il tenente colonnello Vincenzo Barbati. Quest’ultimo, in particolare, leggendo l’allocuzione di chiusura, si è commosso ricordando «il passaggio alla storia della bandiera». 

Il battaglione venne creato l’1 novembre 1884, partecipando a diverse campagne: il vessillo è decorato con la croce di cavaliere dell’ordine militare d’Italia durante la Prima Guerra Mondiale, con medaglia di bronzo al valor militare durante il secondo conflitto, e con la medaglia d’argento al valore dell’Esercito per i soccorsi prestati dopo il terremoto del 23 novembre 1980.

IL BATTAGLIONE SCIOLTO NONOSTANTE LE PROTESTE
La cerimonia di chiusura del 91/o battaglione «Lucania» che si è svolta oggi a Potenza, è «stato un omaggio a un pezzo di storia della Basilicata», diverso «dalle richieste del territorio sul mantenimento del  presidio»: è quanto ha spiegato il sindaco del capoluogo  lucano, Vito Santarsiero, ad alcune centinaia di studenti che  hanno manifestato contro lo chiusura del battaglione, bloccando  anche il traffico per alcuni minuti in via Ciccotti. Gli studenti hanno anche esposto alcuni striscioni,  denunciando «lo scippo» dello Stato alla Basilicata rappresentato dalla chiusura della Caserma, in concomitanza con  una manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale e  dai comitati di quartiere. 
Il sindaco, dopo aver lasciato il  piazzale in cui si è svolta la cerimonia, ha chiesto «un  momento di unità, senza divisioni politiche, per ottenere un  presidio militare in città». 

Il segretario generale nazionale del Flp Difesa, Giancarlo  Pittelli, ha poi spiegato ai giornalisti che «per il momento  non ci sono problemi per il personale civile in servizio presso  la Caserma, trasferiti al Comando Basilicata, ma anche per questo ente non sono da escludere tagli successivi».

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