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Ipotesi tagli Irap in bilico la sanità in Basilicata

di MASSIMO BRANCATI 
L’imposta sui redditi da attività produttive, rappresenta il 6% del gettito totale della Basilicata. Circa un terzo della spesa sanitaria regionale è finanziata con il tributo della cui soppressione si discute La Regione vede nero: «Anche un’abolizione parziale ci imporrebbe di tagliare alcuni servizi». «Servirebbero altre tasse»
Ipotesi tagli Irap in bilico la sanità in Basilicata
di MASSIMO BRANCATI

Irap sì, Irap no, Irap... a metà. Non è ancora chiaro cosa intende fare il governo sull’imposta regionale per le attività produttive. Si sta discutendo, in particolare, sull’opportunità di cancellarla del tutto o di limitarne l’impatto. Ma cosa determinerebbe sui conti della Basilicata la completa soppressione dell’Irap? Dati alla mano, costerebbe il 6% delle entrate tributarie della Regione, per un ammontare di 214 milioni di euro. L’incidenza maggiore dell’Irap (che in Basilicata ha u n’aliquota ordinaria del 3,9% e per il settore agricolo scende all’1,9%) è nella spesa sanitaria con una quota che è del 19,3% (la spesa complessiva è poco più di 1 miliardo 100 milioni di euro), tra le più alte tra le Regioni del Sud. I dati sono contenuti in uno studio realizzato dalla Uil che ha monitorato gli effetti sulla finanza regionale (e sui servizi) della proposta del taglio del gettito dell’Irap. 

L’Irap è un tributo proprio regionale che, fino a quest’anno, è incassato dallo Stato e poi trasferito alle Regioni per finanziare la spesa sanitaria regionale. Il 33,7% della spesa della Sanità nelle Regioni, che per l’anno 2009 ammonta, secondo le previsioni ad oltre 109,3 miliardi di euro, è finanziata dal gettito dell’Irap. I restanti 72,5 miliardi di euro di spesa per la sanità sono, quindi, a carico della fiscalità generale sia nazionale, che regionale. Si tratta di dati che alimentano la preoccupazione di quanti ritengono che l’eventuale abolizione (anche parziale) dell'imposta metterebbe a rischio la tenuta del sistema sanitario pubblico. 

È pensabile far pesare sulla spesa delle famiglie ulteriori carichi fiscali, aumentandone maggiormente le imposte dirette e/o indirette sui consumi e servizi, in un momento di difficoltà quale è quello che stiamo vivendo attualmente? È l’interrogativo del segretario generale regionale della Uil lucana Car mine Vaccaro, secondo il quale «appare scontato che l'eventuale eliminazione dell'Irap dovrà essere compensata dall'introduzione di altre imposte (come tra l’altro prevede la legge per l’attuazione del federalismo fiscale) o da tagli consistenti della spesa pubblica compresa quella destinata ai servizi, con il rischio di non garantire i livelli essenziali di assistenza. Sono, quindi, da evitare fughe in avanti parlando di superamento dell’Irap prima di applicare, in maniera trasparente e socialmente sostenibile il fisco federale». 

Sulla stessa lunghezza d’onda è l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Potenza: «Il Governo non può modificare l'Irap senza chiedere il parere alle Regioni. Deve mettere nero su bianco sull’intera questione e dirci che si accolla questa imposta evitando che a rimetterci siano le casse delle Regioni. Abolire anche in parte l’Irap significa per la Basilicata dover tagliare servizi nel comparto sanitario, a meno che non ci dicano dove prendere i fondi che perdiamo. Noi - sottolinea Potenza - non siamo contrari a togliere questa imposta, ma prima di farlo bisogna individuare un altro «capitolo» da cui prendere le risorse per far funzionare tutto il sistema. Insomma - conclude l’assessore alla sanità - prima di fare qualsiasi passo bisogna valutare bene gli effetti». 

Concetti ripresi dall’assessore regionale alle attività produttive, Gennaro Straziuso: «La promessa di togliere una tassa - dice - è allettante per l’imprenditoria, non lo metto in dubbio. Ma contiene delle insidie: toccando l’Irap tagliamo le risorse alla sanità, un settore molto importante. Se un’agevolazione per le imprese deve tradursi in problemi sul fronte dell’assistenza allora è meglio lasciare tutto com’è. Il Governo dovrebbe dirci dove prendere i soldi se davvero ha intenzione di cancellare l’Irap. È una promessa - conclude Straziuso - che va spiegata fino in fondo».

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