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Fiat Melfi - Firmata tra le polemiche l'intesa

La tensione tra le organizzazioni sindacali è riesplosa all'annuncio della Uilm, a metà pomeriggio, di voler firmare separatamente il testo a causa dell'«atteggiamento settario e discriminatorio praticato dalla Fiom»
ROMA - Finisce tra le polemiche la lunga vertenza della Fiat di Melfi. E con firme separate da parte dei cinque sindacati, ciascuno su una copia identica del testo. La tensione tra le organizzazioni sindacali - che già si era manifestata durante tutta la lunga vertenza che ha bloccato per oltre tre settimane la produzione dello stabilimento lucano, e molti altri del gruppo - è riesplosa all'annuncio della Uilm, a metà pomeriggio, di voler firmare separatamente il testo a causa dell' «atteggiamento settario e discriminatorio praticato dalla Fiom». «A differenza degli altri accordi, sempre denunciati come separati, quello di oggi è la vera intesa separata», ha detto il segretario nazionale della Uilm, Giovanni Contento, ripetendo che «la Fiom ha fomentato i lavoratori contro la Uilm e i suoi iscritti». «E' possibile un percorso unitario - ha aggiunto - a condizione di un rapporto di lealtà che è elemento fondamentale per avviare in futuro un confronto insieme per risolvere i problemi dei lavoratori».
«Io non faccio polemiche, sono qui per firmare», ha glissato il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ricordando che l' accordo era stato approvato dai dipendenti dello stabilimento, e che unitariamente era stato fatto votare ai lavoratori. Più tranciante il segretario potentino della Fiom, Giuseppe Cillis, che ha risposto a Contento sostenendo che non c'era bisogno della sua firma, perchè l'accordo era stato firmato di fatto, con il referendum, dai lavoratori.
Ma a volere chiarimenti dalla Fiom è anche la Fim-Cisl. «Sono state dette cose non vere - ha detto il segretario nazionale Bruno Vitali - l'atteggiamento è stato poco politico. Indicarci come coloro che hanno mandato la polizia è una cosa pericolosa». l'intesa poteva essere raggiunta prima, con gli stessi contenuti, «senza il dispendio enorme di scioperi che ci sono stati», ha aggiunto.
Sia come sia, l'intesa alla fine è stata firmata. Il responsabile delle relazioni industriali del gruppo Fiat, Paolo Rebaudengo, ha dovuto apporre cinque firme su cinque copie diverse, una per ciascun sindacato (Fiom, Fim, Uilm, Fismic, Ugl), ma la vertenza può dirsi chiusa. La parte saliente dell' accordo firmato separatamente oggi - va sottolineato che il testo dei cinque documenti è il medesimo - è l' equiparazione delle maggiorazioni salariali del lavoro notturno (dalle 22 alle 6) e di quello serale (dalle 18 alle 22) tra Melfi e gli altri stabilimenti di Fiat Auto.
Il lavoro notturno (a Melfi al 45%, negli altri stabilimenti al 60,5%) passerà a luglio 2004 al 52,5%, a luglio 2005 al 56,5% e, infine, a luglio 2006 raggiungerà il 60,5%. Il lavoro serale (a Melfi al 25%, altrove al 27,5%) passerà a luglio 2004 al 26,5% e a luglio 2005 al 27,5%.
Entro luglio 2006 spariranno dal calcolo dell' indice di assenteismo - uno degli indicatori per determinare il premio variabile di competitività - le assenze per assistere i portatori di handicap (legge 104/92), per congedi parentali (legge 30/2000), i permessi sindacali retribuiti per le Rsu, quelli per donazione di sangue e per la dialisi.
Ogni anno, a luglio, verranno corrisposti 240 euro derivanti dall' accantonamento mensile di 20 euro relativi alla parte variabile del premio di competitività.
Dal prossimo luglio sarà eliminata la «doppia battuta», ossia la ripetizione per due settimane consecutive dello stesso turno (la criticità riguardava, in particolare, il turno di notte). Il nuovo schema degli orari prevede una settimana con sei giorni lavorativi e una con quattro. Nella settimana con quattro giorni lavorativi, i due giorni di riposo saranno consecutivi. Da gennaio 2005 l' orario giornaliero passerà dal 7 ore e 15 minuti a 7 ore e 30, con mezz' ora di refezione a fine turno. I 15 minuti in più, attualmente non lavorati utilizzando il «par» (permesso annuale retribuito), saranno accorparti (si tratta di 57 ore e 30 minuti l'anno) e utilizzati in gruppi da otto ore: in pratica sette giorni non lavorativi in più. A luglio, inoltre, le commissioni «fabbrica integrata» e «servizi aziendali» cominceranno a esaminare modifiche all' orario giornaliero (le proposte riguardano lo slittamento dell' ora di inizio dei turni di due ore in avanti).
La commissione «conciliazione e prevenzione» esaminerà «particolari casi di provvedimenti disciplinari (sospensione dal lavoro e dalla retribuzione) emessi negli ultimi 12 mesi, che non siano stati definiti o impugnati davanti alla magistratura, e i provvedimenti che, «incorrendo nella recidiva», potrebbero dar luogo al licenziamento. La commissione «servizi aziendali» esaminerà entro luglio 2004 ipotesi di soluzioni organizzative per migliorare la comunicazione da parte dei lavoratori del primo giorno di malattia.

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