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Nel Potentino un allevamento-lager

di GIOVANNI RIVELLI 
Bestie non registrate, carcasse di animali putrefatti, scarichi nel torrente Pergola. E proprio Una segnalazione sull’inquinamento del torrente ha portato all’ispezione della Polizia Provinciale con esiti sorprendenti. Il proprietario ha detto di non aver seppellito i suini morti in attesa che i cani randagi li mangiassero risolvendo il problema
• Sterco a ridosso del torrente
• «Attenzione a comprar carne dai circuiti non ufficiali»
Nel Potentino un allevamento-lager
di GIOVANNI RIVELLI 

BRIENZA - Un vero e proprio «lager» per maiali, con condizioni igieniche pessime, suini addossati uno all’altro, carcasse di animali morti in putrefazione lasciate sul piazzale, animali non registrati (e quindi non inseribili nel ciclo legale della macellazioni) e liquami, altamente inquinanti, che finivano direttamente nel torrente Pergola. È quanto ha scoperto la Polizia Provinciale in un allevamento di Brienza, in contrada Madonna degli Angeli, facendo verifiche su una lettera anonima che lamentava l’inquinamento di quel torrente. Ma alla fine, il quadro messo insieme dagli investigatori è andato oltre il solo problema ambientale e il titolare dell’allevamento è stato denunciato anche per maltrattamenti di animali. 

Una scena da voltastomaco quella che si sono trovati davanti gli agenti che, oltre a denunciare la cosa alla Procura hanno effettuato anche una segnalazione all’Asl. A partire da quelle carcasse lasciate a marcire. Una situazione assurda rispetto alla quale il titolare si giustificava dicendo di «non aver avuto il tempo per scavare delle buche ed infossare le carcasse e che sperava che qualche cane randagio attratto dall’odore venisse a mangiarle». 
E di fatti, poco dopo, «sopraggiungeva un cucciolo di cane, che portava in bocca un maialetto morto appena nato con il quale giocava». Il tutto mentre i maiali erano letteralmente «stipati» nelle gabbie senza possibilità di movimento e la poca pulizia attirava migliaia di mosche. 

Ma i problemi vanno oltre il recinto dell’azienda, con l’inquinamento del fiume. Innanzitutto il letame bovino (nellazienda si allevano anche mucche) è stato trovato ammassato senza alcuna cautela proprio a ridosso del vallone in cui scorre il torrente. Inoltre, le vasche per la raccolta ed il trattamento degli escrementi dei suini presentavano due vistose perdite da cui letteralmente zampillavano le deiezioni che precipitando sul terreno creavano un rigagnolo maleodorante verso valle sino allo stesso torrente. 

Inoltre le due saracinesche di apertura che sarebbero dovute servire a scaricare i reflui fognari e metterli nella cisterna per la fertirrigazione erano poste su una scarpata senza strada. Impossibile accedere con la cisterna, il sospetto è che le saracinesche, un volta aperte, lasciano precipitare i reflui nel pendio verso il torrente Pergola. Ma anche l’inquinamento non finisce lì. Perchè nell’azienda sono stati trovati diversi rifiuti, tra cui diverse decine di lastre di eternit, i pannelli di cemento amianto, proprio accanto alle stalle. Da dove provenissero è uno degli elementi ancora da accertare.

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