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A Matera un pericolo chiamato amianto

di PIERO MIOLLA
Cittadinanzattiva in collaborazione con l’Aiea Valbasento ha somministrato un questionario a 42 associazioni che operano sul territorio. Per il 47,62% negli edifici materiali ci sono fibre d’amianto. Il 97,62% teme ll’abbandono in siti non autorizzati e la rimozione senza precauzioni
• Testimonianza: «Esposto alla fibra killer e sempre nella precarietà»
A Matera un pericolo chiamato amianto
di PIERO MIOLLA

I cittadini materani sono consapevoli del rischio amianto in città e della pericolosità della famigerata fibra killer. Ciò emerge dai risultati di un questionario che Cittadinanzattiva, in collaborazione con l’Aiea (Associazione Italiana Esposti Amianto), sezione Valbasento, ha somministrato a 42 associazioni cittadine, per attivare un monitoraggio sul rischio amianto nella città dei Sassi. Le risposte non lasciano spazio a dubbi: per il 47,62 per cento degli intervistati negli edifici di Matera vi sono materiali con fibre di amianto, mentre il 97,62 per cento considera l’abbandono in siti non autorizzati e la rimozione senza precauzioni, un grave pericolo per la salute e la tutela dell’ambiente. Considerevole (80,95 per cento) anche la percentuale di chi ritiene presenti tali materiali in edifici pubblici, mentre il 95,24 per cento crede che debba essere l’amministrazione comunale, con un’adeguata programmazione d’interventi e d’intesa con la regione, a doversi far carico della bonifica dei siti. In tal caso, per il 33,33 per cento, il comune deve farsene carico totalmente, mentre il 61,90 per cento ritiene opportuna anche la partecipazione degli interessati. Infine, il 95,24 per cento pensa che, della rimozione controllata dell’amianto, debba farsi carico la provincia, d’intesa con la regione. 

I risultati, annunciano Cittadinanzattiva ed Aiea Valbasento, saranno ora sottoposti a comune e provincia, per avviare un percorso condiviso di programmazione degli interventi e fronteggiare il rischio amianto. Frattanto, le iniziative coordinate da Mario Murgia, presidente dell’Aiea Valbasento, hanno sortito un primo effetto tangibile: la giunta regionale, infatti, con delibera numero 1662 ha dato l’ok all’isti - tuzione del registro dei lavoratori esposti ed ex esposti ad amianto, dando corso alla registrazione ed alla sorveglianza sanitaria, per le quali Murgia ha lavorato tanto negli ultimi anni. La Regione ha previsto un impegno di spesa di 200 mila euro. E, proprio sulla recente decisione dell’esecutivo regionale, l’Aiea in una nota sottolinea come «La salute non ha e non deve avere alcune colore politico ma deve essere il collante di aggregazione sociale. L’Aiea auspica che attività ed azioni continuino ad essere coordinate e gestite in modo unitario per continuare ad ottenere risultati positivi raggiunti con lo sforzo di tutti». 

Evitare divisioni, dunque. Ma, soprattutto, evitare di dar meriti a talune singole associazioni, anche sindacali, piuttosto che ad altre, come, purtroppo, è già accaduto in questi giorni. Sulla decisione della giunta regionale, Murgia sottolinea che «È un primo passo. Ma per renderla operativa occorre operare in stretta collaborazione con le strutture preposte alla sorveglianza sanitaria e con il Ream Cor Basilicata e Puglia. Inoltre, dato che, nell'accordo del 17 luglio scorso è prevista l'estensione alla sorveglianza sanitaria anche per le altre sostanze teratogene e tossiche che potevano essere presenti nello stabilimento di Pisticci, è necessario fornire l'elenco di dette sostanze e le loro caratteristiche al Renam Cor per creare le basi per redigere le certificazioni utili al riconoscimento della malattia professionale. L’obiettivo, infatti, è quello di accedere al fondo vittime amianto, sia per le premorienze che le invalidità, per rafforzare le richieste che i lavoratori ex esposti stanno portando avanti nella loro annosa vertenza con l’Inail e nei ricorsi legali contro l’Inps».

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