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Medicinali scaduti  I potentini dove possono buttarli?

di MASSIMO BRANCATI
Solo tre cassonetti attivi davanti alle farmacie. Colpa di una raccolta lenta e di contenitori inadeguati. L’appello di Federfarma: servono colonnine attrezzate che vanno posizionate all’esterno delle farmacie. I medicinali finiscono dritti in discarica. Il percolato che ne deriva può avere effetti devastanti sull’ambiente
• Un’ottantina di punti di raccolta per pile e accumulatori esausti 
Medicinali scaduti  I potentini dove possono buttarli?
di MASSIMO BRANCATI

Che fine fanno i farmaci scaduti? Rappresentano, potenzialmente, un rifiuto pericoloso, dall’alto contenuto inquinante. Spesso finiscono dritti dritti nei contenitori per l’immondizia «tradizionale» contribuendo a creare problemi di impatto ambientale. Si tratta pur sempre di scarti assimilati a quelli speciali e nocivi. I potentini non ci stanno a passare per disattenti e inquinatori: gettare i farmaci nei bidoni è inevitabile, dal momento che sono pochi in città i contenitori destinati a raccogliere i medicinali. In passato le farmacie li sistemavano davanti all’ingresso, ma alcuni inconvenienti hanno spinto molti titolari a farne a meno. 

Colpa, innanzitutto, della qualità degli stessi contenitori: «Le colonnine - spiega Franco Caiazza, presidente di Federfarma Basilicata - erano indecenti. Capitava di trovarsi di fronte a sversamenti di sciroppi e alla fuoriuscita di altri farmaci. Inoltre - aggiunge - erano dotati di rotelline e spesso il solito buontempone se li portava a spasso creando non pochi problemi. Insomma, alla fine si caricavano i farmacisti di eccessive responsabilità e qualcuno ha deciso di mollare». 

Ma il problema principale era che le colonnine per i medicinali scaduti non venivano svuotati frequentemente. E accadeva che qualcuno depositava le buste con i farmaci fuori dal contenitore: «Era una situazione insostenibile - aggiunge Caiazza - che non poteva più andare avanti. Come presidente di Federfarma ho richiesto contenitori adeguati che andrebbero sistemati fuori dal locale per questioni di sicurezza e di praticità. Così il cittadino può lasciare il rifiuto anche quando la farmacia è chiusa. È necessario, però, avere certezze sul protocollo di smaltimento che preveda tempi rapidi per svuotare le colonnine. Da parte nostra - conclude Caiazza - c’è la massima disponibilità, ma vogliamo impegni precisi sulla raccolta. Non possiamo caricarci di altre responsabilità». 

Il caso della carenza di contenitori per farmaci scaduti è stato segnalato anche dal consigliere comunale del Pdl, Antonino Imbesi, in un’interrogazione all’amministrazione comunale: «Purtroppo - dice - questi recipienti si trovano solo davanti a 2 o 3 far macie. Questa penuria di contenitori, di fatto, induce i cittadini ad essere meno coscienziosi nel rispettare il dettato della norma che vorrebbe una raccolta speciale per i medicinali scaduti». Il consigliere ha rimarcato che da qualche anno la situazione è peggiorata anche perché il numero degli operatori del settore farmaceutico è aumentato per via dell’apertura delle cosiddette «parafarmacie». 

«È evidente – ha sottolineato Imbesi – che si pone, quindi, ancor di più il problema di questi prodotti tossici scaduti che troppo spesso vanno dritti in discarica mentre dovrebbero avere un trattamento diversificato. Eppure non vedo né una campagna informativa né un’azione stringente da parte dell’amministrazione comunale, o dell’Acta, volte a ridurre il pericolo sociale derivante da comportamenti sbagliati della popolazione». 

I farmaci sono prodotti chimici. Se gettati in discarica, alcuni elementi possono dar luogo ad emanazioni tossiche o inquinare il percolato (il liquido che si accumula sul fondo della discarica). «Per questo motivo - raccomanda il ministero della Sanità - non devono essere gettati nei normali cassonetti, ma vanno deposti in appositi contenitori». I potentini vogliono seguire questa indicazione, ma chiedono di essere messi nella condizione di farlo.

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