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Le donne lucane  ossessionate dalla ciccia

di MASSIMO BRANCATI
U n’indagine di Astraricerche: il 55% delle lucane concentra la maggior parte delle proprie preoccupazioni estetiche sulla pancia. Alimentazione scorretta, ansia, tensione, nervosismo e stress alla base del gonfiore e dei chili in più
• Ragazze vittime di stereotipi. «È tutta colpa della televisione»
• Poche chance per le taglie forti
• Quando la Venere di Botticelli faceva tendenza
Le donne lucane  ossessionate dalla ciccia
di MASSIMO BRANCATI 

È un covo di rotoli e gonfiori. Traborda, diventa un ostacolo a cinture, gonne e jeans. Soprattutto se a vita bassa. Maledetta pancia. Lo dicono le donne lucane, segmento di una popolazione che è la più «cicciona» d’Italia. Da un’indagine di Astraricerche è emerso che il 55% delle donne della Basilicata concentra la maggior parte delle proprie preoccupazioni estetiche sulla pancia. Sognano un ventre piatto, ma poi si abbuffano, oziano e odiano fare sport. I risultati? Non solo le classiche «maniglie» dell’amore, ma gambe a tronco, sedere a mongolfiera e braccia a «bandiera», in rigorosa sequenza nella classifica del sondaggio. 

Gli esperti sostengono che il gonfiore che come un morbo assale il 74% delle donne interessate dall’indagine, è dovuto a un’ali - mentazione scorretta, dall’ansia e dallo stress. Lo studio è stato condotto attraverso 1.245 interviste, somministrate con il metodo Cawi (Computer Aided Web Interviewing) a un campione rappresentativo delle italiane tra i 18 e i 64 anni, pari a un universo di circa 18.8 milioni di donne. I dati della Basilicata sono stati associati per omogeneità di campione a quelli di Calabria e Campania. Tra i principali problemi della pancia, secondo i giudizi femminili, domina il senso di gonfiore, avvertito più o meno spesso dal 77% delle donne del campione e legato prevalentemente ad uno stile alimentare non corretto. Si tratta della percentuale più alta raggiunta nella penisola. A seguire, una sgradevole sensazione di pesantezza e la percezione che il transito intestinale sia particolarmente lento. Alla base della sensazione di gonfiore le donne riconoscono cause legate a tensioni, nervosismo, stress della vita contemporanea (63%), sedentarietà (52%) e ciclo mestruale (39%). Inoltre il 31% del campione chiama in causa certi cibi, il 36% collega i fastidi con la scarsa assunzione di poca acqua e un identico 36% riconosce di avere uno stile alimentare poco equilibrato. 

Sommando queste ultime indicazioni, è evidente che l’alimentazione gioca un ruolo importante, configurandosi come prima causa riconosciuta per la sensazione di gonfiore. 

«Manifestato dal 77% delle intervistate, il gonfiore si è dimostrato in Basilicata, così come in Calabria e Campania, un fastidio più diffuso che nelle altre regioni d’Italia dove la media si attesta intorno al 75%» commenta Enrico Finzi, presidente di Astraricerche. «Le donne del sud hanno comunque riportato valori molto simili a quelli registrati nel resto del paese per quanto riguarda la generale insofferenza verso la propria pancia». «I dati sul gonfiore dimostrano come sia un problema largamente diffuso tra le donne» afferma Lucio Capurso, gastroenterologo. «Si tratta della conseguenza naturale del transito lento, che, come evidenziato dallo stesso campione preso in considerazione, è spesso causato da cattive abitudini alimentari, ansia e stress. Per contrastarlo si può agire principalmente con un’alimentazione equilibrata ricca in fibre e grazie all’aiuto di alimenti specifici come i probiotici». 

La pancia è in cima alla lista delle parti del corpo che più mostrano i segni del tempo, e il cambiamento della pancia è percepito anche in archi di tempo molto limitati, addirittura nelle 24 ore. «Se si misura la circonferenza addominale nel corso della giornata si evidenziano differenze sostanziali, quindi la percezione di cambiamento nell’arco delle 24 ore è più che giustificata. La pancia è forse la parte del corpo che muta con maggiore frequenza e intensità nel breve e lungo periodo» sottolinea Capurso. 

La pancia condiziona anche l’umore: con l’aumento di questi fastidi diminuisce proporzionalmente anche l’allegria e l’ottimismo che scendono per il 60% delle donne. Ma in generale è il benessere fisico e psicologico a risentirne come testimoniato rispettivamente dall’83% e dall’82% delle lucane interv istate. I dati del sondaggio, rappresentativi di 184 mila donne dai 18 ai 64 anni residenti in Basilicata, sono stati raccolti ed elaborati da Astraricerche per conto di Activia. Dallo studio emerge che l’utilizzo delle contromisure «tradizionali», come farmaci e lassativi, ha un ruolo secondario a favore del consumo di frutta e verdure (60%) e yogurt con fermenti (43%) e del bere molta acqua (32%).

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