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«Nave dei veleni» il maltempo ferma ricerca a Maratea

di PINO PERCIANTE 
Operativa da 2 giorni nelle acque di Maratea la nave oceanografica Astrea ha potuto lavorare solo mezza giornata a causa del maltempo. Cerca il relitto della Yvonne A: la «nave dei veleni» che, secondo il pentito della 'ndrangheta Francesco Fonti, nascondeva un carico di 150 bidoni di fanghi radioattivi e sarebbe stata affondata in quella zona. L'esplorazione è in corso a circa 13 miglia a largo del porto di Maratea, in un'area nella quale ci sarebbero stati avvistamenti sospetti
• Scempi e veleni, l'indignazione che ci vorrebbe - di MIMMO SAMMARTINO
«Nave dei veleni» il maltempo ferma ricerca a Maratea
MARATEA - Astrea ferma in porto ieri a Maratea per il mare grosso. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) niente ricerche perché il mare è agitato e gli strumenti per le esplorazioni dei fondali non si possono usare – spiega il comandante dell’ ufficio circondariale marittimo di Maratea, Tiziana Manca - Appena il tempo lo permetterà le ricerche continueranno lungo tutto il litorale che interessa Maratea, da Acquafredda a Castrocucco». 

Questo perché il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti non ha indicato, come per Cetraro, un punto ben preciso dove potrebbe trovarsi il relitto della Yvonne A: la «nave dei veleni » fatta affondare, sempre secondo quanto raccontato dal pentito, a largo di Maratea con 150 fusti di fanghi radioattivi. «Le esplorazioni si spingeranno fino a oltre 15 miglia dalla costa – aggiunge il comandante Manca - Va detto che una campagna esplorativa è stata fatta anche nello scorso mese di luglio e non ha messo in luce alcuna anomalia sui fondali di Maratea». 

«Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono, in particolare, due: il multibeam e il pesce side scan sonar – spiega il capo missione dell’Astrea Lugi Alcaro - Funzionano a onde sonore. Entrambi vengono calati sott’acqua e ci danno l’immagine del fondale e di eventuali ostacoli presenti: se si tratta di un relitto ne vediamo la forma». 

Fino ad ora le indagini non hanno messo in luce niente di sospetto, anche perché la nave oceanografica dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha potuto lavorare soltanto mezza giornata lunedì scorso. Poi a causa del maltempo ha dovuto sospendere le esplorazioni ed è rimasta ferma nel porto della cittadina tirrenica. Oggi non si sa se potrà proseguire nelle ricerche. Dipenderà dalle condizioni del tempo e da quelle del mare. 

Intanto, i pescatori di Maratea cominciano ad avere lo stesso problema di quelli di Cetraro. Come afferma, infatti, Pino Possidente, si comincia ad avvertire qualche segnale di flessione nella vendita del pesce. Il sindaco di Maratea, Mario Di Trani, infine, resta in attesa dei risultati dell’Astrea. «Credo – dice – che in questo momento sia la posizione più giusta. Speriamo che gli esiti siano negativi. Sono fiducioso e sereno, visti i risultati delle esplorazioni svolte anche nel recente passato che hanno dato tutte esiti negativi».
PINO PERCIANTE

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