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Potenza costruisce casa dello studente non antisismica

di GIOVANNI RIVELLI 
I lavori per realizzare la casa dello studente a Potenza marciavano spediti, ma quando sono già state eseguite opere per un milione e 700mila euro sui circa 6 milioni previsti, ci si rende conto che, una volta ultimata, la struttura non rispetterà la normativa antisismica. Insomma, servirebbero circa 13 milioni di euro. Converrebbe abbatterla e ricostruirla
Potenza costruisce casa dello studente non antisismica
POTENZA - I lavori per realizzare la casa dello studente a Potenza marciavano spediti, ma quando sono già state eseguite opere per un milione e 700mila euro sui circa 6 milioni previsti, ci si rende conto che anche una volta ultimata la struttura non sarà a norma. 

È l’ennesima disavventura per l’Ardsu, l’azienda regionale lucana per il diritto allo studio, che proprio ieri ha chiuso la sua «storica» casa dello studente di via Filzi a seguito del ritrovamento di topi nelle stanze e dopo aver scoperto che la struttura non era a norma sotto il profilo della prevenzione sismica e non era stata accatastata. 

Ora anche il progetto di una struttura nuova, nella sede di via Mahnes in passato del Consiglio Regionale, sfuma e con questo progetto se ne vanno i circa tre milioni di euro che aveva messo a disposizione il Ministero dell’Università con un protocollo d’intesa siglato anni fa con la Regione che si era impegnata a fare altrettanto. E, anche se l’azienda che si occupa di edilizia residenziale avrebbe già offerto la propria disponibilità a «riconvertire» l’intervento avviato per realizzare alloggi di edilizia convenzionata, in attesa diverificarne la fattibilità resta anche il nodo su chi e a che titolo salderà quel conto da un milione e 700mila euro maturato fino ad ora. 

Una situazione molto complicata e spiacevole. Al punto che il presidente della Regione Vito De Filippo è andato letteralmente in bestia in una riunione col presidente dell’Ardsu, Anna Fuglione, nelle intenzioni «riservata» per affrontare le criticità delle residenze per studenti. La prima e più grande ad essere saltata fuori è stata proprio quella del nuovo progetto che doveva essere la «soluzione» degli altri. Il progetto di ristrutturazione, infatti, avrebbe portato la struttura a rispondere per il 60 per cento ai requisiti di sicurezza sismica in zone di prima fascia di rischio (come appunto è Potenza) un coefficiente che era sufficiente ad aprire una struttura di questo tipo quando il progetto è stato varato, ma che, con ogni probabilità, non lo sarà più quando i lavori potrebbero essere ultimati. 

Le norme antisismiche, infatti, sono in divenire e la tragedia della casa dello studente de L’Aquila ha impresso una forte accelerazione a questo processo. Per mettere a norma la struttura, insomma, servirebbero circa 13 milioni di euro, in pratica converrebbe abbatterla e ricostruirla anche perchè solo così ci si metterebbe al riparo dal rischio che una nuova norma innalzi ancora gli standard di sicurezza. Il progetto, insomma, naufraga.
GIOVANNI RIVELLI

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