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Carovita a Potenza «Ma quanto costa un  chilo di pasta?»

Un chilogrammo di grano costa in media 22 centesimi, mentre un chilo di pasta è mediamente venduto a un euro e 50 centesimi. Moltiplicazione dei costi di «oltre il 400% dal campo alla tavola». Protesta delle associazioni dei consumatori (Adoc e Adusbef) in piazza Mario Pagano a Potenza
Carovita a Potenza «Ma quanto costa un  chilo di pasta?»
La crisi «morde» i bilanci familiari e il costo di pane e pasta continuano a salire. Potenza protesta contro il carovita e, nella piazza principale della città, ieri hanno manifestato le associazioni dei consumatori con le associazioni Adoc e Adusbef. E hanno invitato i potentini a «limitare i consumi allo stretto indispensabile».
 La prima denuncia, ribadita anche dal mondo agricolo, afferma che il pane e la pasta sono aumentati mentre contemporaneamente il prezzo del grano è sceso di circa il 28 per cento rispetto a un anno fa. Le cifre: «il costo della pasta è di un euro e 50 centesimi al chilogrammo; contestualmente un chilo di grano è arrivato a costare 22 centesimi (il prezzo del grano duro è calato del 28 per cento rispetto a un anno fa); contemporaneamente il costo dei cereali (pane, pasta e via dicendo) è cresciuto dell’1 per cento rispetto allo scorso anno». 

Un aumento (quello dell’1 per cento) che si è verificato nonostante l’Antitrust abbia comminato una multa salatissima (12 milioni e mezzo di euro) al cartello dei produttori di pane, pasta e cereali. L’elemento che pare più stridente riguarda «la moltiplicazione di oltre il 400 per cento del costo dal campo alla tavola (22 centesimo il chilo di grano, un euro e mezzo un chilo di pasta)». 

«Il fatto che i prezzi dei prodotti alimentari continuino ad aumentare, su base tendenziale, dello 0,9 per cento, nonostante il crollo del 16 per cento in media dei prezzi agricoli alla produzione ad agosto - affermano i rappresentanti delle associazioni dei consumatori ieri in piazza a Potenza - dimostra la presenza di pesanti distorsioni e speculazioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che colpiscono gli agricoltori e i cons umatori». Ieri mattina, in piazza Mario Pagano, una rappresentanza delle associazioni di consumatori Adoc e Adusbef ha distribuito volantini per denunciare questa situazione che pesa gravemente sulle tasche dei cittadini e accresce il carovita. Sotto accusa i pastai paragonati ad altri soggetti che si sono distinti nel tentativo di trarre vantaggi per sé, a danno dei cittadini-consumatori, nei momenti più difficili della crisi: « i pastai come i petrolieri, i banchieri e gli speculatori finanziari». 

La protesta che Adoc e Adusbef hanno proposto, anche ai potentini, è quella di far sentire il proprio disappunto agendo sul portafoglio di chi cerca di approfittare di loro. Hanno chiesto ai cittadini di «limitare i consumi di beni e servizi allo stretto indispensabile: dal prelievo in banca, agli sms; dal pieno della benzina, alla spesa». Chi specula è avvertito. [mi.sa.]

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