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Il nuovo cinema ha un cuore antico in Basilicata

Prende le mosse la Cineteca Lucana di Gaetano Martino, che ha sede a Oppido Lucano, 40 chilometri da Potenza. Una cineteca che da oltre 20 anni rappresenta un prezioso supporto per la cinematografia italiana. Tutto questo immenso e rarissimo materiale ora sarà valorizzato grazie all’accordo di programma quadro «Sensi contemporanei», siglato tra il ministero dello Sviluppo economico, il ministero dei Beni e delle Attività culturali e la Regione Basilicata
• Da Oppido a «Baarìa» l’uomo che salva i film
Il nuovo cinema ha un cuore antico in Basilicata
di NICOLA PATRUNO 

Tutta la storia del cinema, dagli inizi del ’900 ai tempi nostri. A cominciare da Cabiria , il primo vero kolossal di Giovanni Pastrone, girato a Torino. Insomma, un nuovo «ciak» (questa volta sullo schermo della vita), che prende le mosse da una delle più grandi cineteche d’Europa: la Cineteca Lucana di Gaetano Martino, che ha sede a Oppido Lucano, 40 chilometri da Potenza. Una cineteca che da oltre 20 anni rappresenta un prezioso supporto per la cinematografia italiana (importanti «pezzi» del museo sono stati già utilizzati tra l’altro in Nuovo Cinema Paradiso e ora in Baarìa). Tutto questo immenso e rarissimo materiale ora sarà valorizzato grazie a un’azione dell’accordo di programma quadro «Sensi contemporanei», siglato tra il ministero dello Sviluppo economico, il ministero dei Beni e delle Attività culturali (direttore cinema Gaetano Blandini), e la Regione Basilicata; accordo che fra l’altro gode dell’egida della Biennale di Venezia. 

Si corona così un sogno inseguito da oltre vent’anni, dacché ha avuto inizio questo sapiente e minuzioso lavoro di raccolta di reperti cinematografici altrimenti destinati al macero. 
A Oppido Lucano è già pronto un grande capannone dove saranno archiviati e catalogati migliaia di «pezzi» grazie alla prima tranche di finanziamento erogata dai ministeri: quattrocentomila euro. «Una somma significativa, ma che è solo l’inizio di un cammino - assicura Alberto Versace, direttore generale del Dipartimento politiche di sviluppo del ministero dello Sviluppo economico e presidente di “Sensi Contemporanei” -. Una prima tranche che servirà a dare una “sistemata” a questo patrimonio. Poi potranno essere utilizzati i fondi Fas destinati alla cultura». 

Un atto dovuto per un patrimonio che è stato tenuto in piedi grazie alla caparbietà e alla passione di Martino. Lo stesso Versace si è dato molto da fare. Ma anche la Regione Basilicata sta dando il suo contributo. «Per la prima volta - confessa Versace - stiamo operando in maniera non competitiva: due amministrazioni, una centrale e una locale, lavorano insieme. Io sto costituendo un gruppetto di giovani lucani che collaborino a questa iniziativa. Insomma, che si occupino della gestione ordinaria della cineteca. Il compito di Martino sarà quello di curarne le rassegne». 

Una suddivisione di compiti e ruoli che potrà anche dare luogo a una vera e propria «industria » di reperti cinematografici con significativi risvolti occupazionali. E con un valore aggiunto: la diffusione della cultura del cinema. D’altronde, che senso avrebbe riordinare un patrimonio del genere se non diventasse poi oggetto di studio e di conoscenza anche nelle scuole? «Un museo della storia del cinema - aggiunge Versace - con 800 vetrini dipinti a mano, per fare solo un esempio. Ma nei prossimi due-tre mesi avremo una idea più esatta di cosa c’è, del patrimonio che sarà valorizzato, poi scatterà la fase di selezione e valorizzazione. Un germoglio che può far nascere la passione per il cinema». 

Ma c’è anche una parola d’ordine in questa grande operazione che si chiama «sviluppo». In altri termini il cinema potrebbe diventare - attraverso la valorizzazione e la diffusione di questa cineteca - un volano economico e sociale. Del resto, lo stesso tema di fondo delle operazioni di catalogazione e archiviazione è «la cultura al servizio dello sviluppo del territorio ». Il rilancio di una regione che ha tanto da dare e dove ci sono ancora molti tesori da scoprire. Anche grazie alla raccolta di Martino. 
Un obiettivo ambizioso? Sì, ma il cinema non avrebbe un’anima se non si intrecciasse con storia, personaggi e luoghi dei singoli film. «L’obiettivo di questo lavoro - conferma Gaetano Martino, reduce dalla Mostra di Venezia dove ha portato numerosi “pezzi” della sua collezione - è quello di rendere fruibile al pubblico i 33mila faldoni, le 1913 macchine a carbone, gli oltre 150mila manifesti (quelli fino ad ora censiti, ndr), e tanto altro materiale ancora, presente negli scaffali di Oppido».

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