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Potenza: Gallitello viaggio nel caos

di MASSIMO BRANCATI 
C’è chi da queste parti non passa più. Ci ha rinunciato. E da ieri, ne siamo certi, saranno in molti a seguire l’esempio: la zona del nodo complesso, in via del Gallitello, nell’incrocio con viale dell’Unicef e via Vaccaro (Pagliarelle), è terreno fertile per l’«imbottigliamento». Da sempre. Ma con la nuova regolamentazione viaria, grazie alla quale il Comune sperava (e spera ancora) di attenuare gli ingorghi, le criticità sembrano essere state amplificate soprattutto nelle ore di punta
• Sarà un cantiere eterno
Potenza: Gallitello viaggio nel caos
di MASSIMO BRANCATI 

POTENZA - C’è chi da queste parti non passa più. Ci ha rinunciato. E da ieri, ne siamo certi, saranno in molti a seguire l’esempio: la zona del nodo complesso, in via del Gallitello, nell’incrocio con viale dell’Unicef e via Vaccaro (Pagliarelle), è terreno fertile per l’«imbottigliamento». Da sempre. Ma con la nuova regolamentazione viaria, grazie alla quale il Comune sperava (e spera ancora) di attenuare gli ingorghi, le criticità sembrano essere state amplificate soprattutto nelle ore di punta. Si dirà: le novità portano con sé sempre disorientamento e occorre un po’ di tempo agli automobilisti per abituarsi. 

Aspettiamo, certo, ma per ora registriamo un caos... a intermittenza: alle 8 forti rallentamenti che i vigili urbani definiscono «fisiologici» nel giorno di apertura di molti istituti scolastici della città; alle 9.30 tutto tranquillo con traffico scorrevole, rallentato soltanto dal solito furbo che fa inversione nel tentativo di accorciare il tragitto. 
Alle 11.30 c’è un’«escalation» del flusso di vetture e il passaggio dei primi bus extraurbani finisce per rendere ancora più «macchinosa» la circolazione. 
Dalle 13 alle 14 è l’«inferno». Come prima, più di prima, direbbe Tony Dallara. Superlavoro per i due vigili urbani piazzati all’altezza dell’incrocio, impegnati a far rispettare il divieto di svolta a sinistra per quanti provengono da via Vaccaro-viale dell’Unicef e vogliono immettersi sulla strada che porta al passaggio a livello. 

Un divieto che c’è sempre stato, ma che in pochi (ad essere ottimisti) rispettavano. Questa volta, oltre all’effetto «deterrente» dovuto alla presenza dei vigili, sono state sistemate delle barriere mobili che impediscono il passaggio. Le vetture devono proseguire fino al rondò all’altezza di Ingromarket per poi tornare indietro e incanalarsi sulla carreggiata a destra per raggiungere il passaggio a livello. Qui non è cambiato nulla: si può passare, ma la svolta è consentita soltanto a destra. 

Tra gli automobilisti non mancano le perplessità sulla nuova regolamentazione. C’è chi come Luigi Garofalo evidenzia la carente segnaletica: «Soprattutto per chi viene da fuori città - dice - qui è davvero un rebus. Si dovrebbero sistemare cartelli ben visibili per indirizzare gli automobilisti verso il rondò e verso il passaggio a livello». Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgio Lamorgese che nell’evidenziare la cronicità del problema traffico a Gallitello, accusa il Comune di non aver coinvolto i residenti prima di attivare i nuovi divieti: «Non c’è comunicazione con i cittadini. Magari - dice - avremmo potuto consigliare qualche altra soluzione in grado di alleggerire il peso del traffico. L’amministrazione comunale - conclude - dovrebbe maggiormente coinvolgere i potentini soprattutto in scelte che si riverberano così duramente sulla quotidianità del capoluogo». 

Gerardo Forliano sposta i termini della questione sui lavori al nodo complesso: «Tutto dipende da questa grande opera. Doveva essere già conclusa e invece siamo ancora in alto mare. Secondo me ci sono pochi operai che lavorano in un cantiere così grande. Ecco perché i tempi sono così lunghi». Tema su cui insiste anche il coordinatore dei gruppi di opposizione in consiglio comunale, Giuseppe Molinari: «I lavori pubblici che sarebbero dovuti durare due anni non sono ancora terminati. Non è stato comunicato il giorno di chiusura dei cantieri e le deviazioni previste per la circolazione dei veicoli hanno prodotto ingorghi e lunghe file. Macchia Romana, via del Gallitello, viale dell’Unicef, rione Murate, via Vaccaro, Poggio Tre Galli, le zone più percorse dagli automezzi si sono intasate con enormi disagi per i cittadini. 

La montagna ha partorito il topolino: è stato nuovamente ripristinato il doppio senso di marcia a rione Murate, ma il quartiere - aggiunge Molinari - è praticamente ostaggio del consistente traffico che si crea in via Vaccaro e in viale dell’Unicef. Con il senso unico a Murate era stato istituito il divieto per camion ed autobus extraurbani, ma una volta ripristinato il doppio senso di circolazione fino alla rotatoria che porta al ponte Musmeci sarebbe auspicabile venisse ristabilita la vecchia disposizione per alleggerire la circolazione in viale Dante, dove i numerosi pullman extraurbani contribuiscono a rendere ancora più insostenibile la situazione». Per evitare il problema l’opposizione in consiglio comunale aveva proposto di creare un parcheggio all’ingresso della città dove far sostare i pullman.

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