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Matera, una lenta agonia per la Scuola di archeologia

L’allarme lanciato l’anno scorso sta lentamente diventando tragica realtà. E così, Cittadinanzattiva torna a chiedere notizie sulla a Scuola di specializzazione in archeologia a Matera: «Che fare per scongiurare il rischio di chiusura» di un punto di riferimento che ha guadagnato nel corso degli anni la stima di accreditati ambienti scientifici nazionali ed internazionali per l’alta qualità degli studi e delle opere di scavo?
Matera, una lenta agonia per la Scuola di archeologia
MATERA - L’allarme lanciato l’anno scorso sta lentamente diventando tragica realtà. E così, Cittadinanzattiva torna a chiedere notizie sulla a Scuola di specializzazione in archeologia a Matera: «Che fare per scongiurare il rischio di chiusura?».

Sin dall’inizio dallo scorso anno accademico, allorquando si diffusero la notizia secondo cui per la prima volta dal 1990/91 non sarebbe stato emanato il bando per l’ammissione al primo anno di corso per la frequenza triennale della Scuola di Specializzazione in Archeologia attivata a Matera, Cittadinanzattiva non mancò di esternare all’opinione pubblica e alle autorità accademiche interessate dell’Unibas la preoccupazione che si fosse messo in moto un percorso che avrebbe condotto in breve alla chiusura di un centro di formazione e di ricerca. Un punto di riferimento che ha guadagnato nel corso degli anni la stima di accreditati ambienti scientifici nazionali ed internazionali per l’alta qualità degli studi e delle opere di scavo portate a termine o in programma di esecuzione, di cui sono testimonianze le numerose pubblicazioni ben note agli addetti ai lavori.

Con un comunicato ufficiale della Direzione della Scuola, ancora consultabile nel sito web dell’Unibas, nel dare l’annuncio della mancata emanazione del bando per l’iscrizione al primo anno di corso per l’anno accademico 2008/9, si tentava di offrire qualche nota di assicurazione per il destino futuro della Scuola: «Si sta lavorando per istituire anche presso l’Università della Basilicata la nuova Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici secondo il Decreto Ministeriale n. 524 del 31 gennaio 2006. La mancata attivazione dal corrente Anno Accademico dipende dall’esigenza di attivare preliminarmente la Laurea Magistrale in Archeologia secondo il Decreto Ministrriale n. 270 del 22 ottobre 2004. Si prevede, sia l’attivazione della nuova Laurea Magistrale che quella della nuova Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici per l’anno Accademico 2009/2010».

Fu subito fatto osservare, anche sulle pagine della Gazzetta, che lo stretto legame decreti tra nuova Scuola di Specializzazione e l’attivazione di una nuova Laurea Magistrale in Archeologia (nel cui organico di docenti di ruolo assegnati andrebbe incardinata la nuova Scuola di specializzazione) avrebbe in effetti impedito il riavvio dei corsi, in considerazione delle ben note norme restrittive previste per istituire nuovi corsi di laurea, e data anche la altrettanto nota riduzione dei fondi ministeriali disponibili per il sistema formativo in genere ed in specie di quello universitario.

«In realtà - fa notare Cittadinanzattiva - basta leggere il Piano dell’Offerta Didattica dell’Unibas per l’Anno Accademico 2009/10, peraltro fatto affiggere in tutti i Comuni della Regione da qualche giorno, per verificare che non c’è traccia della pur prevista Laurea Magistrale in Archeologia. Di conseguenza, per l’anno appena avviato verrebbe attivato a Matera solo il 3° ed ultimo anno della Scuola di Specializzazione in Archeologia e, se non ci saranno fatti nuovi, come purtroppo tutto lascia presagire, dall’anno prossimo la Basilicata, e Matera in particolare, rischia di perdere un altro pezzo importante del proprio sistema formativo e di ricerca».

A questo proposito, l’associazione dio volontariato«auspica che da parte dell’Università di Basilicata e della Regione si diano assicurazioni all’opinione pubblica sulla effettiva possibilità di rilanciare l’attività della Scuola a Matera: la nostra Città non può perdere anche questa altra chance di grande valore culturale, se veramente mira a presentarsi all’opinione pubblica internazionale quale Città della Cultura, anche perché non si fermano le operazioni di chiusura di corsi di laurea, come quello di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni, il cui 1° anno verrà attivato a Potenza e non più a Matera, come si legge nel Piano dell’Offerta Formativa dell’Ateneo di Basilicata per l’Anno Accademico 2009/10».

Cittadinanzattiva infine lamenta «il silenzio che si riscontra ai diversi livelli territoriali di responsabilità istituzionale e politica, a partire dall’Amministrazione Comunale di Matera, su un fatto molto preoccupante, quale quello segnalato, per le prospettive di sviluppo della Basilicata e della nostra Città».

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