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Droga, l’indifferenza uccide come l’overdose

Niente leggi, manca l’Osservatorio: siamo all’anno zero. Don Marcello Cozzi, responsabile di Libera e del Cestrim, ieri mattina, insieme con altri esponenti del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di Accoglienza), ha manifestato davanti al palazzo della Regione Basilicata
Droga, l’indifferenza uccide come l’overdose
POTENZA - Sette sagome sull’asfalto davanti al palazzo della Regione. Sette volti senza nomi. Sette - e forse anche di più, dicono le associazioni che si occupano dell’accoglienza e del recupero dei tossicodipendenti - i ragazzi che quest’anno, a Potenza, sono morti per overdose. «Abbiamo voluto indicare appositamente le sagome con dei numeri» ha detto Don Marcello Cozzi, responsabile di Libera e del Cestrim, che ieri mattina, insieme con altri esponenti del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di Accoglienza), ha manifestato davanti al palazzo della Regione. «Questa non è una protesta contro la Regione Basilicata - ha spiegato il sacerdote - il nostro intento è quello di sensibilizzare gli amministratori regionali e comunali sul problema droga». Gli operatori del settore, appartenenti oltreché al Cestrim, alle cooperative Iskra, con sede a Villa D’Agri, e Convicino di Matera, alla comunità di recupero per tossicodipendenti l’Aquilone di Potenza, e all’associazione Agape, chiedono di essere ascoltati. «Innanzitutto vorremmo che la politica rispondesse alle 5 domande che gli abbiamo posto. Noi non vogliamo buttare la croce addosso ai politici, siamo tutti responsabili di quanto accade, anche noi», ha tuonato Don Marcello. Ma l’ascolto non basta. Servono iniziative concrete che, dicono, «mancano da dieci anni».

«L’ultima delibera del Ministero della Sanità risale al 99» ha sottolineato Vincenzo Martinelli, presidente del Cnca, presidente dell’Aquilone. «Gli ultimi progetti risalgono a quattro o cinque anni fa» ci ha spiegato Vincenzo Martinelli, coordinatore del Cnca di Basilicata, e da anni alla guida della comunità di recupero per tossicodipendenti l’Aquilone. «I fondi ci sono ma sono congelati. Noi operatori seguiamo delle linee di intervento vecchie che non sono adatte alle nuove dipendenze. Inoltre ci vorrebbe un Osservatorio epidemiologico sul problema delle tossicodipendenze. Gli unici dati che abbiamo vengono dal Sert. Ma se la Regione non stabilisce le linee guida da seguire noi non possiamo presentare proposte o progetti». Gli ultimi dati, non ufficiali, diramati dal Sert e dalla Questura di Potenza a giugno, segnalano un aumento delle tossicodipendenze del 30%. «Molti dei ragazzi morti di overdose» ha raccontato Martinelli «sono persone che non facevano uso abituale di droga e sono morti per aver assunto la sostanza in una forma più pura del solito». Alcuni di questi ragazzi si erano rivolti alla comunità potentina, e tante famiglie continuano a bussare alla porta dell’Aquilone. «Da quando abbiamo sospeso il servizio, cioè da maggio 2009» ha detto Alvino Sabato, psicologo dell’Aquilone, «ci sono arrivate telefonate da parte di molte famiglie che oltre il Sert non hanno nessuno che gli fornisca delle informazioni». Dunque, la partecipazione della politica, del Palazzo, alla conferenza sulle tossicodipendenze organizzata dal Cnca per il prossimo 6 novembre sarà decisiva. «Vogliamo che i politici ascoltino dagli operatori del settore le difficoltà che incontrano nell’affrontare questo problema - ha aggiunto Don Marcello - per questo li invitiamo sin da ora a partecipare».

[vi. sma.]

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