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Assurdocrazia lucana La storia di Sara bimba senza patria

di ANGELO MORIZZI 
Una coppia romena, con regolare permesso di soggiorno, sta vivendo, da un anno e mezzo, una storia paradossale, che sembra uscita dalla novellistica di Luigi Pirandello. In gioco l'identità della loro bambina che, nata 18 mesi fa nell'ospedale di Policoro, non può essere iscritta all'anagrafe del Comune di Bernalda ed esiste, almeno per la burocrazia, solo grazie al certificato di nascita rilasciato dal nosomio policorese
Assurdocrazia lucana La storia di Sara bimba senza patria
BERNALDA - Una coppia romena, con regolare permesso di soggiorno, sta vivendo, da un anno e mezzo, una storia paradossale, che sembra uscita dalla novellistica di Luigi Pirandello. In gioco l'identità della loro bambina che, nata 18 mesi fa nell'ospedale di Policoro, non può essere iscritta all'anagrafe del Comune di Bernalda ed esiste, almeno per la burocrazia, solo grazie al certificato di nascita rilasciato dal nosomio policorese. 

A raccontarci la vicenda è Oana, 28 anni, convivente, a Bernalda, con Constantin, che di anni ne ha 33. «Il mio compagno - dice Oana - lavora stabilmente, con regolare contratto, in un'azienda agricola del luogo ed è in regola con tutte le norme legislative sugli stranieri. Io, invece, svolgo lavori occasionali. I nostri problemi sono cominciati quando, 18 mesi fa, è nata la nostra bambina Sara. Quando abbiamo cercato di iscrivere la bimba tra i residenti del Comune di Bernalda, ci è stato detto che non era possibile farlo, perchè, stando alla normativa ministeriale, mio marito non raggiungeva il reddito minimo di 10 mila euro l'anno, previsto per l'iscrizione. Sara, a tutt'oggi, a livello identificativo, dispone solo del certificato di nascita che gli è stato rilasciato dall'ospedale di Policoro, l'unico luogo in cui abbiamo sempre avuto assistenza e conforto. I problemi - prosegue la signora Oana - sono sorti già all'età di tre mesi, quando dovevamo effettuare il primo vaccino. Burocraticamente sembrava impossibile effettuarlo, proprio per motivi di registrazione. Sara non poteva avere neppure un pediatra. Ci siamo rivolti all'Asl di Matera che, dopo un rimpallo con la struttura periferica di Bernalda, ha provveduto a vaccinare ugualmente la piccola. Tutti si meravigliavano della nostra situazione, ma dal municipio continuavano a dirmi che Sara non era registrabile. Solo un certificato provvisorio semestrale ci avrebbe permesso di usufruire dell'assistenza pediatrica. Vivo con Constantin e Sara in un appartamento di Bernalda, con relativo contratto di affitto, ma, di fatto, almeno sulle carta, mia figlia non esiste. Tutti si meravigliano di questa storia - osserva Oana - ma nessuno, finora, ci ha aiutati a venire a capo del problema. Per fortuna la bambina gode di ottima salute, altrimenti ci saremmo trovati davvero in grosse difficoltà».

Per l'Ufficio anagrafe del Comune di Bernalda, la storia di Sara potrebbe, invece, avere un lieto epilogo. Basterà attenersi a un determinato adempimento. «Il padre della bambina - ci dicono - dovrà semplicemente stipulare una polizza fideiussoria sanitaria annuale con una qualsiasi agenzia assicurativa. In tal modo verserà i contributi sanitari per la bambina che, attualmente, non vengono versati dal datore di lavoro e potrà, nel contempo, ottenere l'scrizione all'anagrafe di Sara. Non è il primo caso del genere a Bernalda e Metaponto». Ce la farà, dunque la piccola Sara a ottenere l'ambìta identità ed essere, dunque, finalmente se stessa anche per gli altri? Da Pirandello in poi, tutto è possibile.
di ANGELO MORIZZI

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