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Indotto Fiat-Melfi chiude la Basind

di MASSIMO BRANCATI 
La Basind, che produce componentistica per auto, si avvia a chiudere con la conseguente mobilità dei 35 dipendenti. Si cercherà di scongiurare questa ipotesi domani in un incontro che i sindacati avranno nella «task force» per l’occupazione della Regione Basilicata. Sul fronte della Lasme, intanto, si attende il vertice di venerdì a Roma dal ministro Scajola
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Indotto Fiat-Melfi chiude la Basind
MELFI - L’indotto Fiat sta perdendo pezzi. Mentre prosegue l’as - semblea permanente dei 174 dipendenti della Lasme, azienda messa in liquidazione dalla casa-madre di Chiavari (Genova), da Pisticci giunge l’ennesimo segnale di un effetto domino sul sistema produttivo che ruota attorno alla Fiat. 

La Basind, che produce componentistica per auto, si avvia a chiudere con la conseguente mobilità dei 35 dipendenti. Si cercherà di scongiurare questa ipotesi domani in un incontro che i sindacati avranno nella «task force» per l’occupazione della Regione Basilicata. La riunione dovrebbe servire a individuare percorsi per la definizione di un piano industriale. Le maestranze, in attesa dell’incontro, potranno fruire di una ulteriore settimana di ferie retribuite. 

Quello della Basind è il quinto tassello di un mosaico che si sta sfaldando sotto i colpi di una crisi cominciata prima dei fatidici 21 giorni di protesta della Fiat a maggio del 2004. Lo rileva un dossier della Fiom Cgil che evidenzia anche il destino delle fabbriche chiuse per perdite di commesse: la Pianfei è stata acquisita dalla Johnson C. di Melfi, mentre la Valeo è stata rilevata dalla Delphi, multinazionale Usa. Stesso destino per la Cf Gomma e per la Rejna che però non hanno trovato acquirenti. 

Nel rapporto della Fiom si ricorda che con l’avvio della produzione della Grande Punto, da settembre 2005 è cessato il ricorso alla cassa integrazione e in molte aziende è ripreso a crescere il livello dell’occupazione, anche se quasi sempre ricorrendo al «lavoro somministrato ». Anche i lavoratori delle aziende dell’indotto che hanno chiuso e che sono stati collocati in cassa integrazione straordinaria, in virtù del meccanismo della «mobilità orizzontale » sancito dall’accordo di maggio 2004 sono progressivamente rientrate nel ciclo produttivo per effetto dell’assorbimento in Sata e nelle aziende dell’Indotto. 

Sul fronte della Lasme, intanto, si attende il vertice di venerdì a Roma dal ministro Scajola. I lavoratori ieri hanno ricevuto la visita del segretario nazionale della Fiom, Gianni Rinaldini che ha proposto di attivare un coordinamento tra Melfi e Chiavari per giungere all’incontro con una strategia univoca e senza fraintendimenti.
MASSIMO BRANCATI 
(nella foto di Tony Vece lo sconforto degli operai Lasme al presidio)

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