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Emigrante lucano in Usa acquista la Gaudianello Spa

di GIOVANNI RIVELLI
POTENZA - Il controllo della Gaudianello passa a una società a stelle e strisce, ma torna, in «solide mani lucane», quelle dell’imprenditore italoamericano Michele (Mike) Rienzi, partito negli anni ‘60 con la famiglia e pochi oggetti dalla sua Montemilone (Pz) e oggi ai vertici di un gruppo da lui fondato leader nella distribuzione alimentare nel Nord America.
Emigrante lucano in Usa acquista la Gaudianello Spa
di Giovanni Rivelli

POTENZA - Il controllo della Gaudianello passa a una società a stelle e strisce, ma torna, in «solide mani lucane», quelle dell’imprenditore italoamericano Michele (Mike) Rienzi, partito negli anni ‘60 con la famiglia e pochi oggetti dalla sua Montemilone (Pz) e oggi ai vertici di un gruppo da lui fondato leader nella distribuzione alimentare nel Nord America.

La notizia non ha ancora il carattere dell’ufficialità, ma dovrebbe mancare poco. «Al momento nessun commento e nessuna dichiarazione del signor Rienzi - dicono dagli uffici italiani della Rienzi International - se ne potrà riparlare tra un paio di settimane, a settembre, con al ripartenza delle attività». Per quella data, insomma, l’operazione dovrebbe avere il crisma dell’ufficialità, ma le, intese, comunque, già ci sarebbero anche se non è noto il costo dell’operazione.

La Gaudianello, una delle prime 10 aziende nazionali del settore «beverage» e al quarto posto in Italia nel comparto delle acque effervescenti naturali con il controllo del 30% del mercato del Sud Italia, passerebbe sotto il controllo del gruppo Rienzi International probabilmente per il tramite della «Rienzi & Sons» società che già oggi importa le acque del Vulture negli Stati Uniti con etichetta propria, la «Pura» della «Rienzi Tm» scritte stampate in blu sullo sfondo in azzurro del monte Vulture.

L’operazione dell’acquisto del pacchetto di controllo (la Gaudianello è una Spa e già in precedenza era in mani non lucane) sarebbe avvenuta, secondo alcune indiscrezioni raccolte in Basilicata, per il tramite della Banca Popolare Italiana. Rienzi sarebbe interessato a potenziare le esportazioni verso gli Usa. Una progetto non nuovo, sembra, che era partito qualche hanno fa ma si era «inceppato» in una norma fiscale introdotta all’epoca negli Stati Uniti che elevava notevolemente la tassazione sulle importazioni di acque minerali. Oggi la norma sarebbe nuovamente mutata e il progetto ha, così, ricevuto un’accelerazione.

Ma l’ingresso del forte gruppo americano nella Gaudianello potrebbe avere risvolti anche sul Mercato interno per la società che è già impegnata in un piano di investimenti per aumentare la propria capacità produttiva, affiancando una linea capace di produrre 240 milioni di bottiglie l’anno alle attuali 4 linee per complessivi 300 milioni di bottiglie, e attestando la produzione annua in 450 milioni di pezzi. E se il mercato estero assorbisse più del previsto i programmi potrebbero essere addirittura rivisti facendo ancora crescere la realtà che oggi conta su 130 dipendenti.

Del resto Rienzi in Basilicata è conosciuto come imprenditore serie e fattivo. Partito negli anni ‘60 dalla Basilicata con papà Giuseppe e mamma Angela, Mike ha fatto ritorno nella sua Montemilone a metà anni ‘90, per comprare 300 ettari di terreno nel paese in cui coltivare fagioli, ortaggi e altri prodotti da confezionare e sistemare sulle migliaia di chilometri di scaffali di cui dispone nel Nord America. Un modo per dividere con il suo paese d’origine quella fortuna che si è fatto con le sue mani, giorno dopo giorno. Così, anche se la Gaudianello passa a una società a stelle e strisce, in Basilicata si fa fatica a considerarla una perdita, ma sembrerà, piuttosto, un ritorno a casa di un marchio che aveva assunto una dimensione nazionale.

Del resto le «Sorgenti di Monticchio» una vocazione internazionale l’hanno sempre avuta. Già a fine ‘800, quando iniziò l’imbottigliamento, le operazioni erano gestite da una società italo-francese. Oggi la «Fonti di Monticchio» (denominazione assunta nel 1956) diventa italo-americana. Proprio come il Bari Calcio di cui la Gaudianello è stata sponsor l’anno scorso per il passaggio in serie A: un auspicio per un nuovo incontro visto che per questa avventura manca ancora un logo sulla maglia dei calciatori?

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