Giovedì 21 Gennaio 2021 | 03:28

Il Biancorosso

Serie C
Bari, nella rincorsa alla Ternana c'è il San Nicola da riconquistare

Bari, nella rincorsa alla Ternana c'è il San Nicola da riconquistare

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoIndagini lampo della Ps
Taranto, ruba  creme in una farmacia e tenta la fuga: ladro seriale arrestato

Taranto, ruba creme in una farmacia e tenta la fuga: ladro seriale arrestato

 
Bariemergenza coronavirus
Bitonto, focolaio Covid in cento anziani: positivi 3 educatori e una decina di ospiti

Bitonto, focolaio Covid in centro anziani: positivi 3 educatori e una decina di ospiti

 
FoggiaControlli dei CC
Foggia, a spasso con la cocaina nell'auto: arrestato 34enne incensurato

Foggia, a spasso con la cocaina nell'auto: arrestato 34enne incensurato

 
LecceL'ente fallito
Novoli, la Focara affossata dai debiti: i creditori avanzano oltre un milione

Novoli, la Focara affossata dai debiti: i creditori avanzano oltre un milione

 
Batsanità
Trani, muore d’infarto a 200 metri dall’ospedale: «Soccorsi in ritardo»

Trani, muore d’infarto a 200 metri dall’ospedale: «Soccorsi in ritardo»

 
Potenzala richiesta
Fca fa spazio a Stellantis, Confindustria Basilicata: «Stabilimento Melfi sia centrale»

Fca fa spazio a Stellantis, Confindustria Basilicata: «Stabilimento Melfi sia centrale»

 
Covid news h 24L'annuncio
Fasano, emergenza Covid: padiglione centro commerciale diventerà hib vaccinale

Fasano, emergenza Covid: padiglione centro commerciale diventerà hub vaccinale

 
MateraIl caso
Matera, minaccia convivente disabile con una katana, arrestato 70enne

Matera, minaccia convivente disabile con una katana, arrestato 70enne

 

i più letti

Soldi sul santo? E il Vescovo blocca le messe

di STEFANO BOCCARDI
MASCHITO (POTENZA) - Il vescovo chiede di non appendere i soldi delle offerte sulla statua di S. Elia che sfila in processione. Il Comitato feste, alla vigilia accetta, ma al momento della sfilata lascia che un gruppo di cittadini attacchi i nastri sui quali apporre le banconote. Risultato: il vescovo, mons. Gianfranco Todisco e i sacerdoti abbandonano il corteo e aspettano il Santo in chiesa, ma il giorno successivo dalla Curia parte l'ordine di sospendere tutte le celebrazioni nel paese lucano
• La linea dura di Mons. Todisco: «Stop alla Comunione»
Soldi sul santo? E il Vescovo blocca le messe
MASCHITO (POTENZA) - È un paese in subbuglio, quasi in rivolta contro il suo vescovo, pronto a chiedere persino l’intervento del papa, quello che si sveglia il giorno dopo i festeggiamenti in onore del patrono Sant’Elia. Un paese che in questi giorni d’agosto conta quasi tremila anime (tutte arberëshe, tutte quindi di antiche origini albanesi) e che da domenica scorsa si ritrova spaccato in due. Diviso più o meno a metà tra il bisogno di rispettare quella che qui è una tradizione secolare (attaccare banconote sulle statue dei santi in processione) e la necessità di ubbidire, seppur a malincuore, agli ordini delle autorità ecclesiastiche. Un paese che due giorni dopo gli «applausi» strafottenti a mons. Gianfranco Todisco e il giorno dopo la decisione dello stesso vescovo di sospendere di fatto tutte le attività religiose proprio per aver violato l’ordine che vieta il rito pagano delle banconote sul santo, si interroga quasi sgomento. Incapace, per ora, di intravedere una possibile via d’uscita. 

E così, quassù, su questa collina che dista una manciata di chilometri dalla città di Orazio, da Venosa, a prevalere, per il momento, mentre la chiesa di Sant’Elia è desolatamente chiusa, sono i sentimenti forti. A prevalere è la rabbia anticlericale che vien fuori dalle parole di tanti maschitani (giovani e vecchi) che nel primo pomeriggio affollano i due bar di via Marconi (il classico stradone paesano, ancora illuminato a festa). Tanti parlano a ruota libera, imprecano, ma poi chiedono di rimanere anonimi. Pur accettando di farsi fotografare. Pur dicendone di tutti i coloro contro le volontà e le decisioni del vescovo e contro le disposizioni della Chiesa: «la tradizione non si tocca»; «il popolo dei suoi soldi fa quel che gli pare», «a casa mia nessuno può impormi alcunché»; «ci vengono a dare lezioni proprio loro che hanno tirato da sotto terra Padre Pio». 

Altri, come Alessandro Benvenuto e Massimo Angelone, entrambi del Comitato festeggiamenti in onore di Sant’Elia, provano a mantenersi neutrali, provano a ribadire ciò che il loro presidente, Michele Auletta, va dicendo sin dal primo momento. E cioè che la decisione di sistemare i nastri sulla statua del santo, in modo da consentire che si potessero attaccare i soldi, «l’ha presa il popolo e solo il popolo». Ma basta un niente e anche loro si scagliano contro il vescovo. Accusandolo di aver «preteso dal Comitato una percentuale del 30 per cento sulle offerte». Una circostanza, quest’ultima, sulla quale si soffermano in tanti e che seppur con toni decisamente non offensivi, viene confermata da chi in queste ore si è schierato con mons. Todisco. Uno di loro, ma non è il solo, è Daniele De Biase, che fa parte del Comitato Maria Santissima Incoronata. «Sino all’anno scorso - dice De Biase - sulla statua della Madonna tutti mettevano soldi a volontà. Ma quest’anno, a maggio, dopo aver parlato col vescovo, abbiamo deciso che bisogna farla finita. Abbiamo avuto tante critiche, abbiamo perso un sacco di soldi, ma credo che alla fine la gente abbia capito». 

In realtà, a capire sono stati in pochi. O meglio, a maggio, quando s’è svolta la processione della Madonna, non c’era tutta la vasta popolazione che da anni partecipa alla festa di Sant’Elia in pieno agosto. Non c’erano i circa 1.200 emigranti di ritorno che ad agosto fanno salire da 1.900 a più di 3.000 il numero degli abitanti. E non è un caso che siano proprio gli emigranti di ritorno, quelli che si sono trasferiti al Nord o in Germania o nelle Americhe (Usa e Argentina soprattutto), a inveire con maggior forza contro il vescovo Todisco. Sono loro che chiedono senza mezzi termini «il rispetto della tradizione». Sono loro che domenica scorsa, in massa, hanno applaudito senza indugi la decisione di mons. Todisco di abbandonare la processione. 

E non è nemmeno un caso che tra i più arrabbiati vi sia persino un bergamasco doc come Angelo Giglio. «La tradizione - dice - va rispettata. Punto e basta. Io vengo qui da più di vent’anni e non le nascondo che la prima volta che mi capitò di assistere a quel mercato che è la “licita” (l’asta tra i fedeli per portare in processione la statua di Sant’Elia - ndr) un po’ mi vergognai. Ma da allora non ne posso fare a meno e anche quest’anno ho detto ai miei figli di non perdersela. Perché sarà pure un mercato, ma fa venire la pelle d’oca dall’emozione. È il segno della tradizione. Come accade con i tori nella cattolicissima Spagna». 

Sentimenti forti, contrastati a gran voce solo da pochi maschitani. Come la signora Lina. La quale, affacciata al balcone che guarda l’ingresso della chiesa di Sant’Elia, dice che «domenica il popolo ha fatto schifo». Sentimenti che fanno diventare evanescenti anche le parole di chi, come la signora Adelina Diaso, dice che «domenica hanno sbagliato tutti: il vescovo che s’è andato e il popolo che ha applaudito».
di STEFANO BOCCARDI

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie