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Rocco e i suoi fratelli  lucani «coast to coast»

di OSVALDO SCORRANO
L'attore lucano, Rocco Papaleo dirigerà amici attori e musicisti nel film «Coast to Coast» girato in Basilicata. Ma per il momento si gode «qualche giorno di meritato riposo nella mia Basilicata». Il primo ciak di questo film tutto suo, è fissato per il prossimo 24 agosto e nel cast figurano Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, Max Gazzè, Paolo Briguglia, oltre allo stesso Papaleo, tutti insieme «in una storia dal sapore autobiografico
Rocco e i suoi fratelli  lucani «coast to coast»
di OSVALDO SCORRANO
Un film con Leonardo Pieraccioni, Io e Maril yn, e un film che segna il suo debutto come regista, Coast to Coast. La calda estate di Rocco Papaleo trascorre da un set all’altro, «con qualche giorno di meritato riposo nella mia Basilicata», dice l’attore lucano, sempre legato alla sua terra, tanto da sceglierla come sfondo per «il mio film, che l’attraverserà Coast to Coast dallo Jonio al Tirreno, per raccontare la vicenda d un gruppo di musicisti, un po’ gaglioffi un po’ mattacchioni, con una sfrenata passione per la musica». 

Il primo ciak di questo film tutto suo, di cui ha scritto anche la sceneggiatura con Walter Lupo, è fissato per il prossimo 24 agosto e nel cast figurano Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, Max Gazzè, Paolo Briguglia, oltre allo stesso Papaleo, tutti insieme «in una storia dal sapore autobiografico – annuncia l’attore - perché gli attori interpretano i ruoli di quelli che sono i musicisti della mia band, che spesso m’accompagna nei concerti, dove mi esibisco come cantante e il film prende lo spunto dall’omonimo spettacolo, che da tempo porto nei teatri». 

Motiva così l’originale scelta degli attori: «Tutti, in qualche modo, hanno un’esperienza in campo musicale, per non parlare di Gazzè, e per quanto mi riguarda mi sono fatto un provino, mi sono piaciuto e mi sono scritturato. Ma, il mio è un piccolo ruolo». 
Nel cast, però, non figura l’amico Pieraccioni: «Lui voleva fare un “cammeo”, ma io non ho voluto, perché poteva sembrare una trovata pubblicitaria», dice con la sua giocosa ironia. 

Pieraccioni, invece, l’ha voluto nel suo film Io e Marilyn, prodotto da Medusa e nelle sale per Natale, affiancando Papaleo a Massimo Ceccherini, Luca Laurenti, Biagio Izzo, Francesco Guccini e Suzie Kennedy, vero clone della Monroe, che su questa rassomiglianza ha costruito la sua carriera. «Io sono Arnolfo – anticipa Papaleo - e il mio ruolo è quello di un sensitivo che spiega a Pieraccioni e al pubblico come lui abbia avuto la visione di Marilyn e lo accompagna in un percorso di presa di coscienza assicurandogli che non è un pazzo, anche perché il mio stesso Arnolfo ha convissuto con un fantasma, quello di Hitler». 

Il film, il nono di Pieraccioni, ruota sull’icona della sensualità femminile, Marilyn Monroe, evocata durante una seduta spiritica e installatisi in casa del’incredulo Pieraccioni come fantasma. Un fantasma seducente che gli scombina la vita e che solo lui può vedere e sentire. Dopo I laureati, Il paradiso all’improvviso, Ti amo in tutte le lingue del mondo, Una moglie bellissima, questo è il quinto film che Papaleo gira con Pieraccioni, «quale s’è ormai consolidato un legame – dice sincero – tenuto saldo da una simpatia reciproca e da una confidenza artistica. Ci siamo conosciuti in un momento in cui entrambi cominciavamo ad avere il nostro rapporto col cinema ed ora io non posso fare a meno dei suoi film». 

La qualità che più apprezza di Pieraccioni «è la visione poetica della vita, la sua grazia e la profonda leggerezza nel raccontare le storie. Lui è un ragazzo di provincia che guarda le cose in modo semplice. Mi trovo bene a lavorare con lui, perché ci appoggiamo a vicenda e lui lascia spazio alla libertà espressiva». Poi svela i punti in comune, tra lui, attore del Sud, e il toscano Leonardo: «Ci unisce la provincialità: se non ci fossero le capitali, il mondo sarebbe migliore. La provincia è come una grande famiglia, dove tutto avviene con grande naturalezza, dalle amicizie ai rapporti sentimentali».

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