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La Val d'Agri spera in un sussidio per i danni da petrolio

di MARIAPAOLA VERGALLITO
Una proposta di legge in tal senso potrebbe approdare in Consiglio regionale, con tutto il resto dell'assestamento di bilancio, mercoledì prossimo. Gli uffici della Presidenza della Regione starebbero tentando una mediazione con le compagnie petrolifere, per valutare se possano farsi carico di questi sussidi. In ogni caso, l'importo che verrà concesso a chi ha immobili nei pressi del centro olii di Viggiano non potrà eccedere il 50% del valore dell'edificio
• Gli effetti sull'agricoltura: il petrolio incide pure sul grano
La Val d'Agri spera in un sussidio per i danni da petrolio
VIGGIANO - In Val d’Agri le famiglie e le piccole aziende agricole che si trovano a pochi passi dal centro olii di Viggiano potrebbero presto ricevere un risarcimento; sarebbe un incentivo per i «disagi» causati dalle attività di estrazione. Disagi che si chiamano «cattivo odore», «patina oleastra sulle colture» oppure «svalutazione causata dalla cattiva pubblicità di terreni a pochi metri dai pozzi petroliferi». Un sussidio una-tantum, dunque, per i danni arrecati a causa della vicinanza con le attività estrattive: la richiesta che amministrazione comunale, comitati spontanei e molti cittadini hanno fatto nel corso degli anni, potrebbe presto tradursi in realtà. 

Esiste, infatti, una proposta di legge che nei fatti consente alla Regione Basilicata, di poter chiedere un incentivo, una sorta di ristoro ai soggetti proprietari di immobili, attraverso procedure la cui definizione spetterebbe poi alla Giunta regionale, che dovrebbe essere chiamata proprio ad articolare un piano apposito. Il tutto in assestamento di bilancio e nell’ambito del programma operativo Val d’Agri. 

Della proposta si sa solo che i sussidi non potranno essere superiori al 50 per cento rispetto al valore dell’immobile che rientra nei parametri, che saranno in seguito definiti anche per valutare meglio l’ambito territoriale al quale destinare i ristori. Quello che però non è stato ancora reso pubblico è che la proposta si trova ora nella delicata fase di analisi prima di approdare in Consiglio regionale, con tutto il resto dell’assestamento di bilancio, mercoledì prossimo. Da fonti accredidate si è appreso che gli uffici della Presidenza della Regione stanno portando avanti anche un lavoro di mediazione con le compagnie petrolifere, per valutare se possa essere questo il caso di chiedere proprio alle compagnie di farsi o meno carico di questi sussidi. Quello di poter ricevere un ristoro è un auspicio che i cittadini, soprattutto chi ha una proprietà, privata o imprenditoriale che sia, nelle immediate vicinanze del centro olii, si augurano esattamente da quando le attività hanno avuto inizio. Come spiega anche il sindaco di Viggiano, Giuseppe Alber ti. «La Regione - spiega Alberti - attraverso la struttura di progetto Val d’Agri, ha dato incarico ad un tecnico anche per stabilire i criteri di ristoro delle famiglie che abitano nei pressi del centro olii». «È giusto che si trovi una soluzione a questo problema, perché il problema esiste - conclude il sindaco Alberti - anche perchè se i cittadini si lamentano è perché ne hanno buoni motivi». Finora per chi è proprietario dei terreni che circondano il Centro Oli di Viggiano non è contemplata nessuna forma di risarcimento. Nonostante, come ha spiegato il sindaco, i problemi ci sono. E non sono certamente di poco conto. Un accordo tra l’Eni e la Regione Basilicata che risale al 1998 avrebbe dovuto destinare 10 miliardi di vecchie lire per la realizzazione di un impianto di monitoraggio e, in seguito, 6 miliardi di lire all’anno, per 15 anni, per un più accurato sistema di sorveglianza.
di MARIAPAOLA VERGALLITO

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