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Basilicata isolata: niente strade, treni o aeroporti 

Amari i risultati di una ricerca Unioncamere «Le imprese si sono adattate a questa situazione, quasi rassegnate». Il trasporto delle merci costa 20 per cento in più che per le aziende del Nord, le materie prime il 23%. la regione è divisa anche sulla costruzione di un aeroporto: la provincia materana lo vuole in regione, Potenza preferisce collegarsi a Pontecagnano
Basilicata isolata: niente strade, treni o aeroporti 
Meno lamentele dalle imprese lucane sulle infrastrutture del territorio lucano. Il dato, che lascerebbe pensare a un miglioramento, cela invece un’amara realtà: ci si è abituati a «sopravvivere»o. Il dato emerge tra le righe del rapporto «Il ruolo delle infrastrutture nello sviluppo economico della Basilicata», commissionato da Unioncamere Basilicata all’Istituto Guglielmo Tagliacarne, e realizzato affiancando ai dati statistici il giudizio di 800 imprenditori lucani. E qui il dato si fa sorprendente: «a fronte di un 36% di valutazioni negative e di un 9% di positive - spiega Unioncamere - la maggioranza delle aziende ha espresso valutazioni intermedie, segno questo che indica probabilmente che le imprese, entro certi livelli, si sono “adattate” alle caratteristiche delle infrastrutture di immediata prossimità, imparando a convivere con le caratteristiche dell’assetto infrastrutturale». 

Dati che si prestano a moltepilici letture come quella, ad esempio basata sul dato che vede le grandi aziende più ottimiste delle piccole. Anche in questo caso ci sarebbe una motivazione: le grandi aziende sono spesso localizzate in luoghi più accessibili e ricchi di servizi, le piccole in aree in cui anche l’accesso viario è arduo. Un fattore, la mancanza di strade, che fa però diventare negativo il giudizio delle imprese più propense all’export anche di dimensioni più grandi. Gli umori trovano riscontro nei dati «obiettivi»: le aziende lucane spendono un un 20% in più delle concorrenti del nord per lo smistamento dei prodotti/servizi finali e un 23-24% in più per l’approvvigionamento di materie prime, con trasporti che avvengono, 8 volte su 10, su gomma. Così gli imprenditori chiedono di migliorare le strade a partire dalla «SS 106 Ionica», (lo chiede il 65,6% delle aziende di Matera) anche per un miglior collegamento con lo scalo calabrese di Gioia Tauro. 
In seconda posizione tra i desideri c’è il completamento della Bradanica, per avere un migliore collegamento con la Puglia, e da lì col resto del Paese. Più problematica è poi la realizzazione del progetto del cosiddetto asse viario trasversale tra Puglia e Lauria, che viene visto come strategico per rompere l’isola - mento delle aree interne del Potentino. 

Ma ridurre i costi di trasporto vuol dire anche aumentare i trasporti su ferro, e la richiesta viene in particolare dalle aziende di Matera, unico capoluogo italiano non raggiunto dalle FFSS. Questo collegamento (giudicato strategico dal 45% delle imprese della città) «consentirebbe alle imprese di rendere più agevole il flusso di pendolarismo dei propri addetti, ridurrebbe il tasso di congestione e di incidentalità sulla bretella stradale Ferrandina-Matera, avrebbe risvolti ambientali positivi». Nel Potentino, invece, si avanza la proposta di realizzare prolungamenti verso Pignola e Tito anche come metropolitana leggera. 

Un interesse c’è anche per il raddoppio della Potenza-Salerno, dove, invece, il servizio arretra. Così, nella mancanza di strutture viarie e ferroviarie, gli imprenditori si dividono sull’aeroporto: chi ritiene determinante uno scalo aereo regionale (specie nel Materano) e chi, invece, punta su un miglioramento dei collegamenti con Pontecagnano (idea che piace nel Potentino) e Bari. I settori che “premono” per un aeroporto regionale sono l’agricoltura (che ha esigenza di collegarsi rapidamente con i mercati del Centro Nord) ed il turismo, che ha l’esi - genza di garantire il livello massimo di accessibilità diretta alle aree turistiche (ciò, del resto, giustifica la scelta di Pisticci come scalo aereo regionale, a ridosso dei resort turistici del metapontino e della città di Matera). Viceversa, le imprese manifatturiere preferiscono, un più «leggero» adeguamento delle infrastrutture viarie esistenti per collegare gli aeroporti limitrofi. Fuori dall’ambito dle trasporto, la situazione sembra essere migliore. La percezione è che negli ultimi anni siano state migliorate le infrastrutture sociali le strutture museali e bibliotecarie. Una certa rilevanza assume anche la percezione di un miglioramento delle reti energetiche, di quelle idrico-fognarie e di quelle di Tlc e Ict. «Colpisce, invece - spiega Unioncamere - la modesta importanza attribuita dalle imprese alle strutture destinate a supportare la ricerca e sviluppo e l’i n n ova z i o n e » .

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