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Preso prof musica con «amanti» 13enni

Un docente cinquantenne, sposato e con figli, è stato arrestato oggi dalla squadra mobile di Potenza per avere avuto rapporti con una alunna tredicenne, anche all’interno delle mura scolastiche. A denunciare il professore sono stati i genitori dell’alunna, una volta scoperto l’accaduto. Questa mattina l’arresto
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Preso prof musica con «amanti» 13enni
di Giovanni Rivelli

POTENZA - Arrestato con l’accusa di violenza sessuale su una ragazzina che ha meno di 14 anni. Ieri sera, poco dopo le 19, la polizia ha arrestato su mandato del giudice per le indagini preliminari un professore di musica di 52 anni, sposato e con figli, in servizio in una scuola media di Potenza.

Le indagini, coordinate dal Pm Annagloria Piccininni, sono partite dalla denuncia dei genitori di una ragazza di 13 anni che, mercoledì della scorsa settimana, sarebbe stata violentata dal docente in una classe vuota, dove l’aveva invitata.

Già sabato l’uomo era stato interrogato e gli era stato sequestrato il computer col quale, secondo l’accusa, avrebbe chattato su un sito di messaggi istantanei in internet con la ragazzina, stringendo un rapporto che sarebbe andato oltre la scuola. L’uomo, di fronte alla denuncia sporta appena appreso l’accaduto dai genitori della ragazza ha negato ogni addebito. Le frequentazioni e i contatti extrascolastici - a sua dire - sarebbero stati ricondotti ad alcuni progetti d’istruzione.

Ma le accuse si fanno sempre più pesanti nei suoi confronti e si allargano ad altre persone, fino a delineare una piccola scuola degli orrori.

Il caso di quella ragazza non sarebbe isolato, il problema non sarebbe partito la scorsa settimana. E qualcuno sapeva e ha taciuto, così nel registro degli indagati sono finite anche altre persone appartenenti alla scuola che avrebbero omesso di intervenire e denunciare quei comportamenti messi in atto dal singolo docente.

A portare gli investigatori a sollevare il velo che copriva questo scenario sarebbe stata proprio la giovane vittima. Raccontando la violenza subita, avrebbe non solo fatto riferimento ad episodi precedenti di gravità crescente, ma indicato anche altre ragazze «predilette» da quel docente che, per il poco spazio dedicato all’insegnamento della musica, praticamente girava le classi. E gli ulteriori accertamenti avrebbero fornito «riscontri».

In pratica ci sarebbero state delle ragazze «innamorate» del docente più grande di loro circa 4 volte al punto di essere tra di loro «gelose». E l’uomo di questa competizione ne avrebbe approfittato, con le ragazzine che si sarebbero sbilanciate sempre di più in atti che, per l’accusa, costituirebbero altri episodi di violenza sessuale su minore.

Anche la ragazzina che mercoledì scorso ha subito lo stupro era «innamorata». Ma quell’atto proprio non lo voleva e ne è rimasta turbata. Al punto che a casa, anche se non ha raccontato subito tutto ai familiari, non è riuscita a nascondere il suo disagio e, avvicinata dalla sorella maggiore, ha confessato tutto in lacrime.

Impossibile, per la famiglia, accorgersene prima. Ma per la scuola no. Anzi, per l’accusa, qualcuno avrebbe avuto saputo qualcosa di più. Ma, stando alle prime ricostruzioni, aveva preferito non mettersi in mezzo ed evitare scandali. Scandali che, alla fine, sono emersi nel modo peggiore. E con una macchia in più. Con cui la Scuola, non quella scuola media, ma tutta la Scuola, deve ora fare i conti.

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