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La Festa della Bruna l'evento a Matera

A una manciata di metri da Piazza Vittorio Veneto, il carro trionfale stracciato nel Corso, sotto gli scalini della chiesa di Santa Lucia. Si temeva per la pioggia. Sole da togliere il respiro in mattinata, gran consumo di sorbetti al limone e ventagli in azione senza intermittenza. Poi, dopo pranzo, lampi, tuoni e pioggia. Cielo plumbeo, aria afosa, pesante come una cappa calata sul pomeriggio, alleggerita solo di tanto in tanto da rassicuranti raggi di sole
• Telecamere, maxi schermi e dirette web
• Processione dei pastori tra i mugugni 
• Provocazioni e luci sulla festa del 2 luglio
• Tutto pronto per premiare la vetrina più bella
La Festa della Bruna l'evento a Matera
MATERA - Carro stracciato all’imbocco della piazza alle 22.25. È finita così la giornata più lunga dei materani. Dita a lungo incrociate. Si temeva per la pioggia. Sole da togliere il respiro in mattinata, gran consumo di sorbetti al limone e ventagli in azione senza intermittenza. Poi, dopo pranzo, lampi, tuoni e pioggia. Cielo plumbeo, aria afosa, pesante come una cappa calata sul pomeriggio, alleggerita solo di tanto in tanto da rassicuranti raggi di sole. Piovigginava subito dopo le 18, quando il carro trionfale della Madonna della Bruna ha iniziato a muoversi verso l’esterno, lontano dal capannone in cui è stato realizzato durante duri mesi di fatica dalle abili mani di artigiani locali, guidati da Michelangelo Pentasuglia. Una dozzina di metri di lunghezza, circa quattro di altezza per un peso di oltre 35 quintali. Una speciale nave colorata e riccamente decorata da pregevoli statue e dipinti, «corazzata» da una vernice impermeabile alle avversità meteoriche, granzia della tenuta tre ore. Insomma, il tempo di raggiungere piazza San Francesco d’Assisi. Ma non c’è stato bisogno di aprire gli ombrelli.

Sistemati i muli, partenza alle 20,30 circa dal rione Piccianello. Sole ormai tramontato e primi bagliori delle luminarie sul tragitto del centro cittadino prvedibilmente gremito di folla. Ritmo sostenuto per recuperare il ritardo iniziale e arrivo del carro in piazza Vittorio Veneto alle 21,40, in piena luce, anticipato dalle parole dell’arcivescovo, mons. Salvatore Ligorio, che nella preghiera di affidamento della città alla protezione della Madonna della Bruna ha parlato, tra l’altro, di speranza pensando soprattutto al mondo del lavoro. Chiaro il riferimento alla crisi occupazionale che attanaglia la comunità. Immediatamente dopo, il capitolo metropolitano, le autorità civili, religiose e una moltitudine incontenibile proceduta dal corteo dei cavalieri della Madonna della Bruna ha proseguito verso il Corso. Qui, altezza Banco di Napoli, è scattato il «programma di protezione». Transenne e gran lavoro da parte delle forze dell’ordine. Hanno fatto il vuoto. Non si poteva proseguire oltre. Naturale concitazione seguita dal roteare di qualche manganello. Carro in piazza San Francesco alle 21,50. Ed è subito partito il rituale dei tre giri sullo slargo a valle di via Rocco Scotellaro con una statua, quella di San Paolo, che si è staccata. È stato necessario risistemarla. Taglio della prua del manufatto, quale ricompensa all’auriga del carro, e deposizione della statua della Madonna in chiesa. Nuova partenza alle 22.20. Via del Corso del tutta libera. Sempre blindato il percorso a ritroso verso piazza Vittorio Veneto, dove il carro non è arrivato per qualche metro. Assalitori scatenati per un finale comunque segnato, questa volta alle 22.25 a un passo dal centro, sotto gli scalini di Santa Lucia

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