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Primo ciak a Rivello sull'anarchico Passannante e i suoi tormenti

Il film ruota attorno alla figura di Passannante, nato a Salvia il 19 febbraio 1849, cuoco e autodidatta. Ha letto la Bibbia e gli scritti di Mazzini e Garibaldi. A 22 anni si dichiara anarchico e propugna la Repubblica universale dove gli anziani abbiano diritto a una pensione e le donne a un assegno di maternità. Il 17 novembre 1878 aggredisce con un coltellino lungo 8 centimetri, buono solo a sbucciare una mela, re Umberto I
Primo ciak a Rivello sull'anarchico Passannante e i suoi tormenti
Lo spettacolo di Ulderico Pesce sulla vicenda della sepoltura dei resti di Giovanni Passannante nel suo paese di origine sta per diventare un film. Le riprese da oggi al 2 luglio si spostano a Rivello e poi il 3 luglio a Satriano. Sergio Colabona, regista dell’ultima edizione del «Grande Fratello» e di «Affari tuoi» arrivato a Rivello per il ciak si è soffermato sullo scenario: «La Basilicata - dice - è una terra meravigliosa, per i sopralluoghi ho trovato posti incantevoli. Rivello è un borgo meraviglioso. Speriamo che il film dedicato a Passannante possa contribuire a far conoscere questi luoghi pieni di mistero». 
Protagonisti del film Fabio Troiano, già impegnato in note fiction televisive, Ulderico Pesce, Maria Letizia Gorga, Luca Lionello, che già conosce la Basilicata, soprattutto Matera, avendo interpretato il ruolo di Giuda in The Passion di Mel Gibson, il comico Massimo Olcese nel ruolo del ministro Diliberto e tanti altri attori. 

Ulderico Pesce lancia un appello: «Sono felice che la storia di Passannante diventi un film ma sarei più felice se gli abitanti di Savoia di Lucania, i Salviani partecipassero alle riprese. Giriamo il film a Rivello e non a Savoia per motivi registici, il borgo antico di Rivello è rimasto da un punto di vista architettonico intatto. Può sembrare un paese di fine ottocento. Spero che i Salviani partecipino con piacere al film, soprattutto quelli che mi hanno aiutato a portare a casa i suoi resti». 

Il film ruota attorno alla figura di Passannante, nato a Salvia il 19 febbraio 1849, cuoco e autodidatta. Ha letto la Bibbia e gli scritti di Mazzini e Garibaldi. A 22 anni si dichiara anarchico e propugna la Repubblica universale dove gli anziani abbiano diritto a una pensione e le donne a un assegno di maternità. Il 17 novembre 1878 aggredisce con un coltellino lungo 8 centimetri, buono solo a sbucciare una mela, re Umberto I in visita a Napoli., Giovanni viene arrestato, torturato con ferri ardenti. Sua madre e i fratelli sono presi e chiusi nel manicomio criminale di Aversa. Tutti i Passannante scappano dal paese. Il processo all'anarchico si svolge a Napoli, in un'aula gremita che sembra un teatro, con i posti numerati e le signore con il binocolo per vedere «il mostro». È condannato al patibolo, poi al carcere a vita. Che sconta nella torre della Linguella sull'isola d'Elba. Vi arriva che ha 29 anni, è una larva (a Napoli ha perso 20 chili) e lui, che è alto un metro e 60, viene chiuso in una cella di due metri per uno, alta uno e 50, posta sotto al livello del mare. Se ne sta per oltre dieci anni al buio. Ai piedi gli serrano una catena con una palla di 18 chili. Non può incontrare esseri umani. Diventerà cieco. Solo la tenacia di un deputato socialista, Agostino Bertani, lo farà trasferire nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, dove morirà a 61 anni nel 1910.

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