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La Barilla a Melfi 22 anni di operai felici

Il segreto dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Barilla è forse racchiuso nelle parole di Giulio Sapelli, professore dell’Università di Milano, che oggi ha presentato una ricerca per spiegare i “successi sorprendenti” del gruppo emiliano che ha festeggiato, con un convegno, i 20 anni di presenza in Basilicata, dove c'è “un caso di eccellenza industriale”.
La Barilla a Melfi 22 anni di operai felici
MELFI (POTENZA) - ''Si lavora tanto. La fatica c'è, ma non ho visto stress”. Il segreto dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Barilla è forse racchiuso nelle parole di Giulio Sapelli, professore dell’Università di Milano, che oggi ha presentato una ricerca per spiegare i “successi sorprendenti” del gruppo emiliano che ha festeggiato, con un convegno, i 20 anni di presenza in Basilicata, dove c'è “un caso di eccellenza industriale”. In realtà, lo stabilimento lucano è stato costruito 22 anni fa, nel 1987 e il gruppo vi ha investito oltre 230 milioni di euro. 

“Ho ben impressi nella mente – ha raccontato il vicepresidente del gruppo, Luca Barilla – i ricordi di quando nei primi anni Ottanta sono venuto qui, a Melfi, insieme a mio padre e altri dirigenti. Dove ora c'è il nostro stabilimento, c'era solo campagna aperta”. Oggi, in quello stabilimento (situato nei pressi del mega impianto della Fiat) i numeri parlano di una capacità produttiva di 70mila tonnellate l’anno e di una produzione quotidiana di dieci milioni di biscotti, di 6,5 milioni di fette biscottate, di un milione di merende al giorno e di 165mila pani al giorno. Sette linee produttive per 382 lavoratori a tempo indeterminato (nel 1987 erano 30, tutti “prelevati” dalla cultura agricola locale, considerata un altro punto di forza; 150 nel 1994) ai quali si aggiungono 50 contratti stagionali in caso di specifiche esigenze. 

“A Melfi – ha spiegato Luca Barilla – possiamo parlare di successi sorprendenti. I risultati sono stati ancora migliori di quelli che potessimo prevedere. Qui c'è un entusiasmo altissimo da parte nostra e da parte delle maestranze: Melfi è e sarà sempre più un nostro polo produttivo, perchè – ha proseguito il vicepresidente – la Barilla ha bisogno di situazioni così positive e così ideali, che devono essere da esempio anche per l'altra industria italiana che ha ancora un pò di cose da fare per migliorarsi”. Lo stabilimento lucano – in cui l’assenteismo è pari solo al 4,5 per cento – è stato analizzato dall’interno dal gruppo di ricerca guidato dal professor Sapelli. “Per la prima volta in Italia – ha osservato – abbiamo lavorato a una ricerca sociale che pone al centro il tema del lavoro visto direttamente dall’esperienza dei protagonisti: operai, tecnici e dirigenti”. 

Ebbene, alla fine sono emersi come “come elementi distintivi dello stabilimento di Melfi la formazione, la capacità di capire e di adattarsi alle esigenze di mercato, la forte adesione alla cultura aziendale e il senso di appartenenza”. Proprio quest’ultimo aspetto sembra essere la vera forza della Barilla. “Nostro padre – ha sottolineato Luca Barilla – ci ha trasmesso il senso della famiglia. Noi figli, oggi, cerchiamo di fare lo stesso con i nostri dipendenti, sia in Italia sia negli Stati Uniti e, nel futuro, lo faremo anche per formare le nuove generazioni. Perchè noi dirigenti passiamo, ma la Barilla no”.

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