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Matera, Telespazio lavoratori in ansia

Ceduto all'esterno uno dei rami d'azienda. Un rilancio vero, oppure si tratta dell’ennesima scatola vuota? Cosa rischiano le professionalità? I dubbi non mancano, anche perchè è rimasta una delle pochissime realtà che funzionano sul territorio, ma se di colpo da addetti alle attività di osservazione della terra, interni, finiscono in una realtà esternalizzata, la volontà di comprendere si fa strada
Matera, Telespazio lavoratori in ansia
MATERA - Un rilancio vero, oppure si tratta dell’ennesima scatola vuota? Cosa rischiano le professionalità in forza a Telespazio? I dubbi non mancano, anche perchè è rimasta una delle pochissime realtà che funzionano sul territorio, ma se di colpo da addetti alle attività di osservazione della terra, interni, finiscono in una realtà esternalizzata, la volontà di comprendere si fa strada. È una richiesta minima d’informazioni facilmente comprensibile, della serie «che fine faremo?». 

E così, in una nota della rappresentanza sindacale aziendale, si fa presente che la società Telespazio attiva all’interno del Centro di geodesia spaziale di Murgia Terlecchia, con una comunicazione di martedì scorso ha reso noto di avere «avviato le procedure per la cessione del ramo d'azienda “osservazione della terra” alla società Egeos». 

Senza ripercorrere la storia e le ragioni che negli ultimi 8 anni che hanno visto l'azienda riconfermare continuamente la necessità industriale di rendere operativa la nuova società, la rappresentanza materana del sindacato di Telespazio «rende esplicite le condizioni che al di là della nota possibilità aziendale a compiere comunque lo scorporo anche senza l'assenso delle organizzazio sindacali, possano essere considerate il minimo per ottenere un benestare, per quanto obbligato, dai lavoratori di Matera. Insomma, i dipendenti di Telespazio chiedono che «vengano chiarite urgentemente e finalmente esplicitate le ragioni per cui si compie questa operazione. Non è una richiesta banale, le ragioni addotte negli ultimi anni non sono state quasi mai coerenti nel tempo, lasciando adito a dubbi che vanno fugati». 

Ecco alcune domande precise in merito: «l'ambito di businnes di Egeos è lo stesso che ha oggi "osservazioni della terra"? Quali sono le previsioni di businnes a breve e medio termine delle attività conferite a Egeos? E a quali strategie di mercato sono legate queste previsioni? Che struttura avrà la nuova azienda? Quale autonomia industriale e commerciale? Quale e quanto è il personale interessato? E il ruolo dei precari? Può un'azienda di 140 unità (così sembrerebbe: 137 impiegati e 3 dirigenti) reggersi con il 20 per cento di lavoratori precari, calcolando solo quelli impiegati a Matera? Quali clausole di salvaguardia per l'azienda e i lavoratori sono state studiate per fronteggiare eventuali crisi industriali che per una piccola realtà come Egeos avrebbero un impatto certamente molto più pericoloso che in una azienda come è oggi Telespazio?». 

Dopo gli interrogativi la riflessione sul da farsi. «A tutte queste elementari questioni - conclude la nota - la Rsu di Matera sollecita la Telespazio a rispondere senza nascondersi dietro i tempi ristretti della procedura. La Rsu chiama i lavoratori di tutta la Telespazio, non solo quelli direttamente interessati al passaggio in un'altra azienda, le organizzazioni sindacali nazionali e locali di categoria, nonchè del territorio a vigilare che un'operazione industriale delicata come quella messa in moto risponda esclusivamente a buone ragioni di carattere industriale, che abbia un respiro certo a medio termine, e che sia utile per lo sviluppo non solo di un "businnes" genericamente inteso, ma che guardi allo sviluppo, all'occupazione e al rafforzamento delle competenze e dei diritti di chi lavora».

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