Venticinque dipendenti interinali della Plastic components di Melfi (Potenza) – i cui dipendenti sono in sciopero da oltre una settimana, con il conseguente blocco della produzione della Grande Punto – non hanno firmato la proroga di due mesi dei contratti, decisa dall’azienda • Ancora questa mattina le proteste dei lavoratori Fiat-Melfi
03 Giugno 2009
POTENZA – E' ancora ferma per «senza lavoro» la produzione nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat a causa dello sciopero, da lunedì scorso, di due aziende dell’indotto: la giornata è stata caratterizzata dalle trattative tra le parti, tra cui un incontro in corso tra la Regione e i dirigenti del gruppo, e dall’annuncio del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha convocato una riunione il 9 giugno, chiedendo ai sindacati di sospendere la protesta.
Lo sciopero alla Plastic components e alla Sistemi sospensioni, due aziende dell’indotto del gruppo Magneti Marelli, è cominciato la scorsa settimana per protestare contro il mancato rinnovo di 70 contratti a termine in scadenza e l'ipotesi di sostituirli con lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d’Arco (Napoli) della Fiat.
Venerdì scorso la Magneti Marelli ha comunicato l’intenzione di rinnovare i settanta interinali fino al 31 luglio. Le trattative si sono però interrotte poichè i sindacati chiedono anche il rinnovo di altri 13 contratti, scaduti in precedenza. Sono stati 32 i rinnovi firmati dagli operai, mentre 25 interinali non hanno firmato in «segno di solidarietà – hanno spiegato i sindacati - con quanti non hanno avuto ancora questa possibilità».
Oggi la Regione ha convocato un incontro tra la Magneti e l'assessore regionale alle Attività produttive, Gennaro Straziuso, per tentare di risolvere la vertenza, a cui si è aggiunta l’attività del presidente di Confindustria Basilicata, Attilio Martorano, per tentare di ricollocare i 13 lavoratori in altre aziende dell’indotto Fiat. Non sono mancati, in questi giorni, anche alcuni momenti di tensione: in mattinata alcuni lavoratori della Plastic si sono incatenati ai cancelli dello stabilimento.
I sindacati e gli operai sono in attesa dell’esito dell’incontro, chiedendo alla Regione «un intervento deciso», a cui si sono aggiunti, in giornata, anche gli appelli degli esponenti politici, lucani e nazionali: il capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario, ha inviato le istituzioni regionali a «non fare melina», mentre il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, e il responsabile del Mezzogiorno del Pdci, Pino Sgobio, hanno evidenziato la necessità che «la Fiat faccia chiarezza sul futuro degli stabilimenti italiani». I sindacati, però, chiedono a Sacconi che la vicenda possa risolversi prima del 9 giugno.
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