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Lucano detenuto in India  il papà ha deciso lo sciopero della fame

Per sollecitare il Governo ad intervenire per favorire almeno un contatto con il figlio, con il quale non parla al telefono da otto mesi, Giovanni Falcone, di Rotondella (Matera) – padre di Angelo, detenuto in India dal 9 marzo 2007 insieme a Simone Nobili, di Piacenza, con l’accusa di detenzione di 18 chilogrammi di droga – ha cominciato uno sciopero della fame. Angelo Falcone e Simone Nobili, dopo l’arresto del 2007, sono stati condannati, il 22 agosto 2008, a dieci anni di carcere, che stanno scontando in una prigione di Nahan, città a circa 500 chilometri da Nuova Delhi
Lucano detenuto in India  il papà ha deciso lo sciopero della fame
POTENZA – Per sollecitare il Governo ad intervenire per favorire almeno un contatto con il figlio, con il quale non parla al telefono da otto mesi, Giovanni Falcone, di Rotondella (Matera) – padre di Angelo, detenuto in India dal 9 marzo 2007 insieme a Simone Nobili, di Piacenza, con l’accusa di detenzione di 18 chilogrammi di droga – ha cominciato uno sciopero della fame. 

Angelo Falcone e Simone Nobili, dopo l’arresto del 2007, sono stati condannati, il 22 agosto 2008, a dieci anni di carcere, che stanno scontando in una prigione di Nahan, città a circa 500 chilometri da Nuova Delhi. 

Dal 23 al 27 aprile scorso, Giovanni Falcone ha incontrato il figlio in un viaggio in India insieme alla deputata radicale eletta nel Pd Elisabetta Zamparutti: «Ma dopo – ha spiegato oggi Falcone – non sono più riuscito a parlare con mio figlio e non so se stia bene o male e se abbia bisogno di assistenza particolare». Falcone ha ricordato di aver denunciato al Garante delle comunicazioni e alla presidenza della Commissione di vigilanza sulla Rai «il silenzio che circonda la vicenda dei tanti italiani detenuti in altri Paesi».

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