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A3, sui lavori c'è l'ombra della mafia

La sospensione da parte della Prefettura di Napoli di un’impresa impegnata nell’ultimazione del lotto Contursi – Sicignano riaccende l’allarme nei lavori di ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria. In questi giorni l’Anas, ha allontanato una società di Castellammare di Stabia che aveva avuto in subappalto il lotto per sospette infiltrazioni malavitose. Ma che cosa succede sul tratto lucano?
A3, sui lavori c'è l'ombra della mafia
di PINO PERCIANTE

L AG O N E G R O - La sospensione da parte della Prefettura di Napoli di un’impresa impegnata nell’ultimazione del lotto Contursi – Sicignano riaccende l’allarme sulle infiltrazioni malavitose nei lavori di ammodernamento della Salerno – Re ggio Calabria. In questi giorni l’Anas, su nota della Prefettura del capoluogo campano, ha allontanato una società di Castellammare di Stabia che aveva avuto in subappalto il lotto Contursi – Sicignano per sospette infiltrazioni malavitose. Ma che cosa succede sul tratto lucano? Si può stare tranquilli? Qualche tempo fa c’è stato un caso analogo di sospensione di un’azienda anche da noi che per fortuna si è concluso in maniera positiva sia per l’azienda sia per i lavoratori.

«Ma questo – dice Raffaele Rotondaro, segretario provinciale della Fillea Cgil - non significa che possiamo dormire sonni tranquilli. D’altronde un appalto da 800 milioni fa gola. Ci auguriamo di non avere problemi legati a cosche ma purtroppo ci sono dei segnali che preoccupano ». E Rotondaro spiega: «Il tratto lucano è schiacciato tra Campania e Calabria e ci sono imprese sul tratto campano che stanno realizzando lavori anche sul tratto lucano che mentre da una parte risultavano affidatarie dall’altra quasi contemporaneamente venivano diffidate. Anche se poi, fortunatamente, tutto si è risolto per il meglio, l’esempio è sintomatico del rischio che si corre di potersi trovare di fronte ad una situazione paradossale e fuori da ogni controllo. A questo si aggiunge la questione relativa alle aziende inadempienti che non rispettano il protocollo siglato a suo tempo a Roma sulla sicurezza, e chi è deputato ad intervenire sembra far finta di niente».

Inoltre, il timore, neppure tanto velato, che circola nell’am - biente degli addetti ai lavori è che la pressione esercitata da magistratura e forze dell’ordine in Campania possa indurre i clan camorristici a spostare i propri interessi illeciti sul territorio lucano. «Il rischio è concreto e impone a tutti di non abbassare la guardia e intensificare i controlli – dice il rappresentante sindacale – Occorre monitorare tutti gli appalti e i subappalti, anche quelli che per i quali non è previsto l’obbligo delle certificazioni antimafia. Così come bisogna porre particolare attenzione al sistema delle forniture che spesso sfuggono ad ogni controllo. Per evitare – conclude Rotondaro - che anche sul tratto lucano si ripeta quello che è avvenuto sugli altri tratti, in merito sia al problema della sicurezza per i lavoratori sia al problema delle infiltrazioni, abbiamo chiesto all’Anas nazionale un incontro e siamo in attesa di essere convocat i».

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